L’avviso sul pacchetto di sigarette non è più sufficiente.
E in Inghilterra si mira ad andare oltre.
Presso il Parlamento inglese, infatti, è stato appena depositato un progetto di legge in base al quale si preveda, su ogni singola sigaretta, l'incisione dell’ ”alert” sui rischi fumo-connessi.
Ebbene si, su ciascuna “classica”, secondo il disegno legislativo, dovrà essere impressa una scritta che ponga in guardia circa le conseguenze nocive che può avere la pratica tabagista sul corpo umano.
“Il fumo uccide”; “Non hai più bisogno di me” le formule-tipo che verrebbero stampate, in cromatura rossa, su ogni bionda: una strategia che consentirebbe, ogni volta qual volta il fumatore andrà ad estrarre una sigaretta dal pacchetto, di ricordare al medesimo quanto possa essere rischioso e foriero di conseguenze, in potenza, quel gesto.
Oltremanica, intanto, vi è forte fiducia, da parte dei proponenti, di poter veder accolta la proposta, ritenuta come passaggio fondamentale al fine di poter raggiungere l’obiettivo fissato a livello governativo di un Paese senza fumo entra l’anno 2030.
“Sono le sigarette ad uccidere i fumatori – ha osservato Deborah Arnott dell’Action on Smoking and Health – non i pacchetti di sigarette.
Bene prevedere le avvertenze, quindi, dove più occorre”.
Un disegno non isolato, quello degli inglesi: simili iniziative, infatti, sono al vaglio anche in Australia, Canada e Scozia.
IL PRECEDENTE DURANTE IL GOVERNO THACHER
Ma anche in Inghilterra non si tratta di una “prima” assoluta: la proposta di introdurre “avvisi” sulle singole sigarette, infatti, era già stata avanzata, sotto forma di proposta legislativa, durante il Governo della “lady di ferro”, Margaret Thacher: il discorso, andiamo a ritroso di circa trent’anni, fu anche intavolato ma, poi, ebbe a scemare un nulla di fatto.
Forte fu l’opposizione, in quella circostanza, si ricorda, dei produttori stessi di sigarette che ebbero ad annotare come l’inchiostro delle scritte, che si sarebbero dovute imprimere sulle sigarette, avrebbe avuto un potenziale cancerogeno.
Ebbene si, l’inchiostro.
Quindi, per un fatto di tutela della salute del consumatore – contestarono i colossi del tabacco – sarebbe stato opportuno desistere dall’intento.
Verrebbe da sorridere, se non si trattasse di una storia maledettamente seria.