Le sigarette elettroniche sono più efficaci per smettere di fumare rispetto alle altre soluzioni disponibili.
A rivelarlo analisi posta in essere dalla Queen Mary University di Londra e commissionato dal Cancer Research UK.
I ricercatori, in particolare, hanno mosso da una constatazione: cerotti a base di nicotina, gomme da masticare, sempre a base di nicotina, spray nasale e quant’altro, possibilità autorizzate da oltre trent'anni, anche quando associati ad una terapia comportamentale, partoriscono risultati che sono alquanto modesti.
Partendo da questo elemento, quindi, gli analisti della “Queen” hanno voluto capire quale potesse essere, invece, l'utilità, l'efficacia, in ottica di smoking cessation, della e-cig.
Per tale finalità, quindi, sono stati "assoldati" ed inseriti nello studio 135 attuali fumatori: ad alcuni di essi sono stati offerti le opzioni di sempre (vale a dirsi cerotti, spray, gomme) e ad altri una sigaretta elettronica ed un liquido con un gusto a scelta.
Ebbene, dopo un semestre di osservazione, si è dedotto come nella "coorte" della sigaretta elettronica il 27% dei partecipanti avesse limitato il fumo di almeno la metà (rispetto al 6% di quanti inseriti nel gruppo che aveva utilizzato le alternative).
Simile differenza è stata rintracciata anche considerando quanti erano riusciti completamente a smettere di fumare: il 19% dei partecipanti facenti parte del gruppo della sigaretta elettronica era riuscito a smettere di fumare rispetto al 3% percentuale di quelli rientranti nel gruppo “Nrt”.

DATI SCHIACCIANTI A FAVORE DELLA E-CIG
Michelle Mitchell, Amministratore delegato di Cancer Research UK, Ente che ha finanziato la ricerca, ha rivelato
“Questo studio mostra chiaramente come le sigarette elettroniche possano essere uno strumento molto efficace per quanti vogliano smettere di fumare, compresi coloro i quali hanno provato a smettere in precedenza, non riuscendovi.
La ricerca finora condotta dimostra, ancora, come lo svapo sia molto meno dannoso del fumo.
Ovviamente le sigarette elettroniche non sono esenti da rischi e non conosciamo ancora i loro effetti a lungo termine: quindi le persone che non hanno mai fumato non dovrebbero usarle”.
Questo nel Regno Unito dove, per quel che riguarda le alternative al fumo, si procede da svariato tempo in corsia di sorpasso.
In Italia, intanto, i Centri antifumo legati al Sistema sanitario nazionale, in verità neppure abbondantemente “frequentati”, offrono quale soluzione per la cessazione le soluzioni tradizionali con riscontri che sono francamente non lodevoli mantenendo al di fuori dei loro piani la sigaretta elettronica.
Ovviamente nulla da dirsi nei riguardi di quanti li operano, “inquadrati” come devono essere alle linee del Ministero della Salute non essendo loro facoltà quella di intraprendere in autonomia vie “alternative”, quale la e-cig, appunto, che non sono istituzionalmente riconosciute.
Il quesito è e resta quello di sempre: quando anche in Italia una analisi obiettiva e scevra da pregiudizi sulla questione?