Dopo il grande no, una consolazione, forse magra, per Sha’Carri Richardson.
Un'azienda di svapo americana, infatti, è pronta a ricoprirla di oro (dollari).
Si tratta dell'azienda "Dr.Dabber" che, in pratica, ha messo sul piatto il bel gruzzoletto per avere la ginnasta come testimonial dei suo prodotti.
La Richardson, ventuno anni, è una star dei centro metri: giovanissima ma già affermata, le sue prestazioni le avevano consentito di qualificarsi per i Giochi di Tokyo, prossimi allo "start".
Uno spinello, però, le ha messo una sgambetto, e che sgambetto.
La ragazza, infatti, per colpa di quella "debolezza", è stata pizzicata positiva ad un controllo routinario anti-doping (positiva, in particolare, al Thc).
Per lei è arrivata una squalifica di trenta giorni e l'estromissione dalla squadra Usa pronta a giocarsi le medaglie olimpioniche.
Una estromissione dal team nonostante la squalifica termini, nei sui effetti temporali, prima della cerimonia di apertura della competizione internazionale.
Una beffa tremenda per l'atleta che ha rivelato, poi, di essersi concessa la "divagazione" perchè colta da un momento di "crisi" successivo alla morte della madre.
Ma le leggi, purtroppo, non ammettono cedimenti.
Paga un durissimo prezzo, la Richardson.
Un prezzo che è dal gusto amarissimo e beffardo dal momento che metà degli Stati "stars and stripes" ha depenalizzato, a livello regionale, l'uso delle droghe leggere.
Ed anche al Governo federale tira un'aria molto possibilista rispetto ad un atteggiamento legislativo che sia più soft verso queste sostanze.
Ma tant'è.
Meno male, però, che è arrivato "Dr.Dobber" con la sua proposta che sarà molto difficile da rifiutare: si presterà la super-atleta a...prestare il suo volto e la sua fama a e-liquid ed e-cig?
La trovata, in ogni caso, è da strateghi del marketing: un corpo atletico, perfetto quale quello della ventunenne di Dallas accostato al vaping.
Un "colpo" che consentirebbe di far guadagnare "appeal" ad un intero settore