Una stangata da 170.000 dollari australiani, qualcosa equivalente ai nostri 110.000 euro.
Il Governo australiano, a poche settimane dall'entrata in vigore delle norme anti-svapo, inizia a picchiare duro con multe salatissime in capo a quanti importino prodotti del vaping senza le necessarie prescrizioni mediche.
A partire dal 1 Ottobre, come noto, infatti, per acquistare sigarette elettroniche ed e-liquid attraverso i canali del web (e non solo) bisognerà essere muniti di tanto di ricetta medica.
Una novità perchè, fino ad allora, l'acquisto via internet di tale tipologia di prodotto era consentito liberamente senza necessità di dotarsi della ricetta di un medico, cosa che, invece, era assolutamente indispensabile per acquistare e-cig ed e-liquid presso una delle farmacie del territorio.
E siccome da quelle parti, leggi e regole fanno anche rima con controlli - diversamente da altri contesti a noi ben noti - sono scattate puntuali le attività di sorveglianza e, nel caso, di repressione.
Alla frontiera, in particolare, sono stati aperti a campione pacchi in entrata e laddove sono stati trovati prodotti del vaping acquistati senza il preteso certificato medico, sono stati dolori.
Ma mazzate son venute giù anche per siti web che pubblicizzavano in modo non conforme ed illegittimo i prodotti della sigaretta elettronica.
Un'azienda si è beccata 100.000 euro di multa, mentre quattro cittadini privati si sono visti piovere addosso super multe per complessivi 70.000 euro.
In Australia, quindi, sempre più complicato munirsi dei prodotti del vaping.
Se prima, infatti, il web, soprattutto presso rivenditori della vicina Nuova Zelanda, era la via di fuga di un pò tutti, ora son dolori amari.
Anche perchè i medici che possono prescrivere le sigarette elettroniche sono, oltre che numericamente pochi, anche molto puntigliosi.
E la certificazione arriva solo dopo che l'aspirante ex fumatore ha provato prima tutte le altre soluzioni ritenute di prima scelta.
Un percorso che ha le sembianze di una via Crucis. Poco incentivante