In un’Europa che viaggia a ritmi differenti anche con riguardo alle strategie di contrasto al fumo – galleggiando tra le posizioni anglofrancesi di possibilismo rispetto al minor danno a quelle più rigide che corrono lungo l’asse italo-tedesco-spagnolo – segnali di convinto possibilismo vengono ora dalla Repubblica Ceca.
“La politica dell’astinenza assoluta si sta rivelando fallimentare rispetto a molteplici piani di azione, dal contrasto alla droga a quello al fumo.
E’ tempo di valutare un diverso approccio che si fondi su un ragionamento in termini di minor danno”.

LA TAVOLA ROTONDA

E’ questo quanto emerso da una tavola rotonda svoltasi presso il Ministero della Salute e presso la quale si sono seduti Jindřich Vobořil, figura che assolve ruolo di Coordinatore nazionale antidroga, e, ovviamente, il padrone di casa, ovvero il Ministro della Salute Vlastimil Válek.
Un discorso vasto è quello che è stato impostato dai funzionari cechi che, su più versanti, intendono affrontare e gestire problematiche legate alla dipendenza con un approccio che non sia di intransigente chiusura – al grido di tutto o niente – ma aprendo, come prima accennato, alla via di mezzo delle alternative.
Anche e non solo con riguardo alla questione del tabagismo e delle e-cig.
Ci siamo concentrati su una strategia di astinenza per anni, che si tratti di tabacco, alcol o droghe illegali, e questa strategia sta fallendo.
I fatti e i dati di cui disponiamo mostrano che una politica razionale si basa sul concetto della riduzione del danno”.

Così ha sottolineato Vobořil.
Che ha ulteriormente rimarcato “Per quanto riguarda il tabacco, abbiamo disponibili dati chiari che arrivano da Paesi come Svezia e Regno Unito che provano come intraprendere la strada della promozione, ad esempio, delle alternative alle sigarette convenzionali potrà ridurre significativamente l’impatto sulla morte prematura, sulle malattie cardiovascolari e polmonari.
Naturalmente – 
ha ricordato ancora il medesimo – tutto questo finirà per essere correlato alla importante diminuzione di tutta una serie di costi sociali e sanitari”.