Reclusione di sei mesi e 6.370 dollari di multa.
Ad Hong Kong è tolleranza zero sulla sigaretta elettronica.
Manco il tempo, appena una settimana fa, che entrasse in vigore la nuova normativa che subito sono arrivate le stangate per i trasgressori.
E che stangate.
La legge appena introdotta, infatti, vieta la produzione, la commercializzazione e la importazione di sigarette elettroniche e di e-liquid.
Un divieto trasversale, totale che "salva" solo il mero atto del consumo.
Consumo che, si, è consentito ma che, nella pratica, diviene pratica sempre più complicata essendo stati tagliati tutti i ponti di rifornimento.
Se, infatti, i negozi non possono vendere e-cig e simili, se i medesimi non possono essere prodotti in Italia e se, ancora, gli import non sono consentiti, non resta agli svapatori dello Stato asiatico che fare acquisti dei dispositivi attraverso l'e-commerce presso aziende straniere - sembrerebbe, infatti, che questa attività sia ancora tollerata dalla rigida legge locale.
Intanto, come detto, è stato subito pressing delle Forze dell'Ordine a caccia di eventuali negozianti che non si fossero ancora adeguati alle nuove disposizioni in materia.
E le legnate sono state puntualmente servite.
La Polizia ha provveduto, ad esempio, a sequestrare 94 scatole di cartucce per e-cig contenenti nicotina nonchè ulteriori 74 dispositivi presso un punto vendita.
Le misure previste hanno il dichiarato obiettivo ultimo di abbattere i tassi di fumo ritenendosi che, in qualche modo, l'atto di svapare sia una sorta di anticamera della sigaretta classica.
Curiosamente, però, alcun provvedimento è stato adottato nell'ottica di colpire direttamente il mondo del tabacco attraverso, magari, rincari sui prezzi dei pacchetti o una stretta sull'uso da parte dei minori.
Si vuole, per così dire, fare la guerra alle classiche bionde senza colpirle in alcun modo ma colpendo, invece, quello che potrebbe essere l'antidoto più efficace.
Siam certi - ci domandiamo - che il vero nemico sia effettivamente il fumo?