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Quello che da sempre sostengono i teorici della sigaretta elettronica e del minor danno.
Ovvero, a maggiori restrizioni che si impongono al settore dello svapo, corrisponde – puntuale, scientifica – una ripresa nei consumi delle “classiche”.
Emblematico e, allo stesso tempo, confermativo di questo “trend” è quanto si sta verificando in Nuova Scozia, uno degli Stati del Canada.
Ebbene, nella regione del Nord America, in particolare, è entrato in vigore da sette mesi – esattamente dal 1 Aprile del corrente anno – il divieto di commercializzare prodotti di svapo aromatizzati.
Ovvero quei liquidi – esempio classico quelli fruttati - che hanno un sapore diverso da quello base.
Ebbene, se da diversi anni, in Nuova Scozia, si osservava un trend in costante discesa per quel che riguarda il mercato delle bionde, da un momento ben preciso si è iniziato ad assistere ad una ripresa dei consumi. E tale momento – guarda caso – è coinciso con lo stop imposto dalla norma ai liquidi svapo,
Questo quanto evidenziato da Mike Hammoud, presidente dell' “Atlantic Convenience Stores Association”.

“Era un decennio che si stava constatando un calo nel numero dei fumatori – ha sottolineato il medesimo – A partire dal mese di Aprile, invece, si è registrato un notevole passaggio dalla sigaretta elettronica a quella classica”.
In linea con queste osservazioni, i risultati del sondaggio siglato da Abacus Data che ipotizza come, addirittura, una percentuale del 29% di svapatori abbia fatto ritorno alle “classiche”.
A proposito di “ritorno”, si tratta, nella quasi totalità dei casi, di ex fumatori che avevano optato per le e-cig e che, probabilmente, avevano trovato proprio negli “aromi” un valido argomento per sganciarsi dalle classiche e per approdare, quindi, ai nuovi dispositivi a minor danno.
Ora, quindi, in Nuova Scozia, come già avvenuto altrove, le “strette” sui liquidi non fanno altro che fornire un assist meraviglioso al mercato delle sigarette tradizionali.
Con buona pace dell'interesse alla tutela della salute pubblica atteso come – mai ci stancheremo di rimarcarlo – la scienza converge in modo praticamente unanime sul fatto che le elettroniche provochino sicuramente un danno largamente minore rispetto alle tradizionali.

Chi soffre di broncopneumatia cronica ostruttiva sembrerebbe vedere “migliorare” il proprio quadro clinico nel passaggio dalla sigaretta tradizionale allo svapo.
E' questo il risultato cui è approdato approfondimento condotto su un campione significativo di “pazienti”, affetti dalla particolare patologia respiratoria, che, transitati dal fumo alla svapo, hanno tratto effettivamente conseguenze benefiche.
La broncopneumatia cronica ostruttiva, in sintesi Bpco, è una affezione estremamente subdola che colpisce l'apparato respiratorio con sintomi inizialmente molto sfumati.
Con il progredire della condizione, poi, si sviluppa dispnea, ovvero fiato corto, anche dopo un minimo sforzo, accompagnato da gonfiore alle caviglie, catarro ed un complessivo stato di spossatezza.
E questo quadro, purtroppo, è irreversibile con un progressivo incedere della patologia che porterà fino ad una compromissione complessiva di bronchi e polmoni.
Cure risolutive, come detto, non ve ne sono e gli interventi medici, fondamentalmente, si rivolgono esclusivamente all'alleviamento delle manifestazioni sintomatiche.
Il fattore scatenante? Secondo i ricercatori, il fumo giocherebbe un ruolo di primissimo piano, addirittura sarebbe il principale fattore scatenante.
Ebbene, l'ultimo approfondimento ha preso in considerazione 1190 partecipanti con il 75,7% dei quali che ha dichiarato di avere avuto benefici nei sintomi respiratori dopo il passaggio alla e-cig.
Solo una percentuale inferiore all'1% ha, invece, lamentato una sintomatologia più severa.
Il miglioramento dei sintomi e, in generale, del quadro clinico generale, per quanto li abbiano avuti, sono risultati permanere anche al terzo anno di monitoraggio.
Lo svapo, quindi, potrebbe rappresentare una soluzione per colui il quale, affetto da Bpco, deve necessariamente intraprendere un percorso di smoking cessation al fine di non aggravare, ulteriormente, la personale situazione di salute.
E se è vero che, per soggetti quali questi, l'ideale sarebbe rappresentato dal non respirare alcunchè di “artificiale”, è vero anche come, se proprio non si riesce a smettere senza supporti, la sigaretta elettronica, in un'ottica di ragionamento di minor danno, può porsi come una vantaggiosissima soluzione-tampone.
“Negli ultimi anni, la comunità medica ha affermato che i rischi dello svapo erano in gran parte sconosciuti - ha affermato Darryl Tempest, Direttore esecutivo della Canadian Vaping Association - Fortunatamente, non è più così. Ora esiste un corpo di ricerca che può sostenere le ragioni dello svapo quale metodo meno dannoso del fumo e più efficace dei prodotti per la terapia sostitutiva della nicotina”

E' nella fase dei test pre-clinici un vaccino per il Covid-19. Il vaccino utilizza una tecnologia proprietaria di BAT che si basa sulla rapida crescita delle piante di tabacco e che presenta numerosi vantaggi rispetto alle tradizionali tecnologie di produzione di vaccini.