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“Come Unasweb siamo soddisfatti di questo passaggio.
Auspichiamo, però, che non si sia al cospetto di un provvedimento estemporaneo ma contestualizzato in una politica che sia, a più ampio raggio, di maggiore attenzione verso il settore del vaping”.
Arcangelo Bove, Presidente di Unasweb nonchè fondatore del marchio Svapoweb, commenta la recente approvazione, nelle sedi della Commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento al Decreto governativo – contenente misure a sostegno delle varie categorie connesse all’emergenza Covid – ed il definitivo ok al testo da parte del Senato, passaggi in virtù dei quali si è proposto di abbattere a 0,42 centesimi l’imposta sugli e-liquid senza nicotina (imposta calcolata su un flaconcino da 10 ml) e a 0,84 per quelli con nicotina.

PROVVEDIMENTO LIMITATO SOLO AL 2021
Si è ripristinato lo status quo ante l’approvazione dell’ultima legge di Bilancio” – osserva Bove. “Siamo compiaciuti di questa evoluzione che è frutto dell’iniziativa di un singolo partito che, ovviamente, cogliamo l’occasione di ringraziare per la sensibilità dimostrata”.
Tuttavia – incalza il padre del brand arancione – vogliamo sperare che in futuro non si debba più assistere a nuovi sgambetti. Vigileremo sul percorso di formazione del prossimo Bilancio statale. Ebbene si perchè, purtroppo, l’emendamento implica effetti limitati solo all’anno in corso. Per questo sarà fondamentale intervenire, in sede di formazione della prossima Manovra, per annullare gli aumenti a scalare sulle accise che la legge di fine 2020 ha previsto. E che maturerebbero i loro effetti al 1 Gennaio 2022 ed al 1 Gennaio 2023.

“AUSPICHIAMO DIVERSA SENSIBILITA’ POLITICA”
Il nostro auspicio – la chiusura del Presidente Unasweb – è che si sviluppi una sensibilità politica, non si dica di sostegno, ma, quanto meno, non in danno al settore della sigaretta elettronica. Per questo guarderemo con massima attenzione al prossimo Esercizio statale.
Solo allora capiremo se l’emendamento ed il testo definitivi appena approvati abbiano rappresentato una tregua concessa come mera misura connessa alla crisi epidemica. O se, invece, essi esprimano, per così dire, un ravvedimento dello Stato rispetto agli scellerati aumenti stabiliti nel Dicembre 2020″

Nella parte restrostante del negozio di sigarette elettroniche vi era una attività parallela finalizzata alla vendita ed allo stoccaggio di marijuana.
Così riferisce “La Stampa” nel riferire di una operazione portata a termine dall’Arma dei Carabinieri presso un esercizio commerciale sito nel quartiere Barriera di Milano di Torino.
Ad condurre il blitz sono stati i militari della Stazione di Castiglione Torinese.
In manette è finito il 59enne titolare del negozio.
La parte antistante dell'esercizio, come detto dedita alla commercializzazione di liquidi per sigarette elettroniche e di e-cig, aveva una sembianza di piena normalità: nella parte di dietro, invece, una vera e propria serra artigianale.
Le divise hanno recuperato e posto sotto sequestro 53 piante e ben 24 chilogrammi di sostanza che era già sottoposta a processo di essiccazione e già debitamente confezionata.
La persona fermata, una volta condotta in caserma, ha sottolineato come la marijuana dal medesimo prodotta fosse legale e “in libera vendita”.
Il Sostituto Procuratore della Procura torinese, da parte sua, ha disposto la effettuazione di analisi per accertare il principio attivo della sostanza.

Posso utilizzare la sigaretta elettronica mentre sono alla guida dell'automobile?
Rischierei forse una sanzione nel momento in cui venissi beccato dalle Forze dell'Ordine?
La risposta, da un profilo strettamente giuridico, è no: se anche Polizia, Carabinieri o chicchessia ci beccasse, mentre si conduce l'auto, con la e-cig in mano, non si incorrerebbe in multa alcuna.
Sia se si stesse semplicemente svapando sia se si stesse armeggiando con i tasti del dispositivo.
Questo perchè nessun articolo del Codice della Strada disciplina il caso-sigaretta elettronica e perchè nè si può estendere alla fattispecie della e-cig quanto previsto all'articolo 173 dello stesso Codice laddove si precisa come sia vietato fare uso durante la marcia esclusivamente di "apparecchi radiofonici".
Ed i prodotti dello svapo non rientrano, neppure applicandovi l'interpretazione più fantasiosa ed ampia, in questa definizione.
Del resto, sia chiaro, rispetto ad un profilo della sicurezza alla guida, il Codice della Strada tace anche sulla sigaretta classica.
La sigaretta classica è vietata nel suo utilizzo in auto solo per un discorso di tutela della pubblica salute.
E la fonte non è il Codice della Strada, che della questione si disinteressa. 
E' Decreto legislativo del 2016 a proibire a chiunque di fumare nell'abitacolo, anche ad un passeggero, anche se si è a motore spento, nel momento in cui all'interno della vettura vi siano una donna in evidente stato di gravidanza o un bambino di età inferiore a sei anni.
Libertà di fumare per tutti, invece, anche al guidatore, nel momento in cui in auto non vi sia una di queste fasce, per così dire, "protette".
La "ratio", quindi, non è quella della sicurezza alla guida.
Tornando allo svapare in auto, però, si precisa anche come se è vero che non si rischi multa alcuna, è anche vero come qualsiasi condotta che distragga dalla strada dovrebbe essere bandita dal guidatore.
Che sia un telefonino, un pc, un dispositivo e-cig.
Quando si conduce l'automobile, bisogna dedicarsi solo a quello.
Prima ancora che una questione di leggi e leggine, quindi, una di buon senso.

Quota duecento è sempre più vicina.
Prosegue la marcia trionfale del franchising Svapoweb, marchio leader nella commercializzazione di sigarette elettroniche e di e-liquid fondato e guidato dall’imprenditore sannita Arcangelo Bove.
Centonovantuno gli “store” che fanno parte della catena “arancione”: una galoppata disegnata in appena due anni dallo “start” del percorso affiliazione.
Santa Maria a Vico, Formia, Udine, Modena, Genova Bolzaneto, Sestri Ponente, Monfalcone, Mugnano di Napoli, Pescara Centro, Bollate, Lodi;
Ed ancora Legnano, Massa, Mira, Fidenza, Ferrara, Passignano sul Trasimeno, Bologna Centro.

BOVE “DIFFUSIONE SUL TERRITORIO OMEGENEA E CAPILLARE”
Sono queste le cittadine che, nelle ultime settimane, hanno detto “si” al marchio e che si coloreranno dell’arancione aziendale ponendosi come riferimento per gli svapatori dei rispettivi comprensori.
“La soddisfazione è tanta – commenta il Ceo Svapoweb, Arcangelo Bove – Ancora una volta sottolineo il grande lavoro posto in essere dalla squadra franchising composta da Roberta Siciliano, Salvatore Caroleo ed Antonio Esposito.
La diffusione sul territorio nazionale è capillare ed omogenea, senza distinguo in termini di densità tra Nord e Sud.
Non vi è una zona dove entriamo meglio o peggio: l’appeal della nostra proposta è omogeneo dal momento che esso abbina qualità, convenienza e professionalità.
Quota duecento store è sempre più vicina ma anche questo rappresenterà un ulteriore punto di partenza.
Il percorso continuerà ancora in modo più convinto”.

I PASSI AVANTI DI ADM
Una riflessione viene da Bove anche con riguardo al momento “storico” che sembra essere di più serena prospettiva per il settore vaping
“Nonostante vi siano ancora resistenze, a livello di Istituzioni sanitarie nazionali ed europee rispetto al concetto del minor danno da fumo, abbiamo assistito negli ultimi mesi agli importanti passi avanti di Adm ed anche ad un passo indietro, quanto alla politica delle accise, rispetto alla scorsa legge di Bilancio. Vi è, tuttavia, ancora da lavorare“
Una storia di successo aziendale scritta, con riferimento agli ultimi 24 mesi, in quasi totale coincidenza con la crisi pandemica.
Un dato, questo, che è eloquente rispetto alle immense potenzialità di ulteriore crescita del “brand” Svapoweb

Sui treni si può utilizzare la sigaretta elettronica?
Ogni svapatore, prima o poi, si è trovato nella “condizione” di doversi porre il quesito.
Tra voci e notizie spesso contrastanti, cerchiamo di mettere ordine.
In primo luogo va posta una premessa: la legge non vieta, in via generale, di fare utilizzo della "elettronica" sui treni.
Il divieto, invece, sussiste con riguardo alle "bionde”: fu la “Sirchia”, si ricorda, a varare il particolare “ban” considerandosi, giustamente, per quello che è, un mezzo di locomozione quale un treno come luogo pubblico al chiuso.
La stessa Sichia, però, vigente dal 10 Gennaio 2005, non contempla la fattispecie della “elettronica” nè avrebbe potuto farlo dal momento che, in quel momento, il particolare dispositivo
non era ancora in circolazione nel mercato.

LE AZIENDE DI TRASPORTO SU FERRO ITALIANE DICONO DI NO
Secondo diritto, invece, e nel dettaglio il forza al decreto 104/2013, è fatto di divieto di usare la e-cig negli ambienti al chiuso di Istituti scolastici, ivi comprese le sezioni afferenti Centri per l’impiego, Centri di formazione professionale e Istituti di pena per minori.
La normativa statale, come detto, nulla dice alla possibilità di svapare a bordo.
Resta, tuttavia, libertà e discrezionalità delle varie aziende quella di vietare o dire si all’uso della e-cig e, purtroppo per gli svapatori, le varie aziende di trasporto su ferro sono compatte nel dire no all’uso di essa all’interno di vagoni, corridoi e quant’altro spazio insistente nel convoglio.
Non rientra, invece, nella discrezionalità della singola azienda proibire - o no - il fumo delle “bionde” il cui “ban” è posto dalla legge dello Stato.
Niente sigaretta elettronica, quindi, per una "ratio" che sembra essere da ricondurre al fatto che il vapore, in particolare considerandosi l’ambiente privo di areazione, potrebbe recare fastidio a chi svapatore non è.

SE TI BECCANO A SVAPARE? NESSUNA SANZIONE
E se si viene beccati mentre si tira qualche boccata di e-cig?
Certamente non si rischia sanzione alcuna nè tanto meno quella richiamata dai cartelli “vietato fumare”, quelli classici bianchi e rossi che da anni si rinvengono nei luoghi pubblichi (non “open air”) e che
sono collegati alla già menzionata “Sirchia”; Si verrà semplicemente invitati a spegnere il dispositivo.
Per il resto, una ulteriore nota va fatta circa la semplice detenzione in bagaglio (senza utilizzo) di liquidi e dispositivi.
Sui convogli, differentemente a quanto avviene con riguardo agli aerei, non v'è alcuna limitazione in tal senso.

E' consentito fare uso delle sigarette elettroniche a bordo delle navi da crociera?
La domanda torna di attualità quando si affaccia il periodo vacanziero per eccellenza, quello estivo.
Cosa dicono, al riguardo, Royal Caribbean, Costa ed Msc ovvero le principali flotte presenti sul mercato nazionale?
La regola generale, da premessa, dice che sulle navi non si può svapare: ciascuna compagnia, però, al fine di non creare eccessivo disagio a questa tipologia di consumatori, prevede zone "franche, per così dire, dove ci si può concedere una boccata di vapore.

SOLO LA COSTA CONSENTE SVAPARE IN CABINA
Una importante differenza, tra una Azienda e l'altra, si presenta chiara: mentre nelle cabine di Costa è sempre permessa la e-cig (ma non fumare), ciò non è consentito in quelle di Royal Caribbean e di Msc.
Sempre con riferimento a Costa, ancora, si da l'opportunità di concedersi una e-cig anche in spazi comuni indicati come “Cigar Lounge”.
Royal Caribbean, invece, pratica una equiparazione praticamente omogenea tra fumo e svapo: accendersi una bionda o svapare è permesso solo in specifici punti identificati come “Area fumatori”.
Sigaretta come sigaretta elettronica, proseguendo, anche sulle imbarcazioni Msc.
“In conformità con gli standard adottati in tutto il mondo – viene fatto presente nell'area faq del sito web Msc – le aree fumatori sono limitate e sono indicate da apposita segnaletica e posacenere.
Non è possibile fumare (incluse sigarette elettroniche) in cabina, sui balconi e ovunque non sia chiaramente segnalato e contraddistinto da posacenere”.

ATTENZIONE ANCHE ALLE ESCURSIONI!
Altro discorso è quello che riguarda le escursioni a terra.
Fino a quando si resta sulla nave, infatti, si applica la legge nazionale dello Stato di cui la nave batte bandiera.
Nel momento in cui si sbarca e si mette piede a terra, le norme da applicarsi divengono quelle della Nazione ospitante.
E qui si apre tutto un altro mondo. Spulciando i "www" delle varie Compagnie, tuttavia, si fa presente – da parte di Costa Crociere – solo del caso Thailandia precisandosi come in quel territorio sia “severamente vietato introdurre e-cig”.
Con sanzioni che, “nei casi più gravi”, è pure esposto, possono contemplare anche l’arresto.
Ovviamente il caldo suggerimento, quando ci si reca in un Paese straniero, anche se solo per mettervi piedi per una escursione durante una crociera, è quella di informarsi rispetto alla possibilità di poter detenere/fare uso della e-cig

 

 

Il primo “punto” nella “storia” del franchising Svapoweb.
Ed ora si raddoppia.
Arriva da Cosenza la vicenda di Pasquale Renda e di Alessandro Sacchi, titolari dell’esercizio che è riferimento per gli svapatori della cittadina calabrese e per gli “utenti” dei paesi limitrofi.
Il primo mattone, come detto, ad essere stato collocato nel progetto di capillarizzazione sul territorio nazionale e che ha condotto l’Azienda arancione guidata dal Ceo Arcangelo Bove ad un passo dal traguardo dei 200 negozi nello Stivale.
Siamo nel settore del vaping da nove anni – evidenzia il duo Renda-Sacchi – Poi siamo entrati, nel Luglio 2019, nel circuito Svapoweb.
E’ un’azienda che ci ha offerto opportunità decisamente importanti e che già conoscevamo, già prima di aderire al discorso dell’affiliazione, dal momento che ci fornivamo presso il web store.
Un valore aggiunto fondamentale per la nostra attività”.

“TANTISSIMI FUMATORI SI RIVOLGONO A NOI PER SMETTERE”
C’è un dato rilevante che sottolineano gli amici cosentini
“La tipologia di clientela che frequenta il nostro esercizio?
Siamo in grado di dire – fanno presente i due imprenditori – come ogni giorno, praticamente, entrino nel nostro negozio fumatori che ci chiedono di smettere di fumare con la sigaretta elettronica.
Noi li affiancheremo con la nostra consulenza, ovviamente, orientandoli nelle scelte”.
La e-cig, quindi, vista dal consumatore come uno strumento valido per dire addio alla dipendenza.
Ed i risultati sono assolutamente confortanti.
Possiamo dire che più della metà di quanti, utilizzatori di “bionde”, “sposano” la sigaretta elettronica, riescono effettivamente a staccarsi definitivamente dal fumo”.

IL PROGETTO SI ALLARGA CON ANNA CARNEVALE
I liquidi che aiutano maggiormente in questo percorso? – proseguono i due – Certamente Pablito e Frank”.
Intanto si fa bis.
L’esperienza positiva di Cosenza ha portato ad intraprendere un nuovo percorso che si sostanzierà nella nascita dello Svapoweb Store Rende, nella provincia cosentina, con l’ingresso del nuovo socio Anna Carnevale.
Passaggio, quello del nuovo taglio del nastro, che è chiara “spia” di un appeal nel mercato certamente significativo.
In ultimo – concludono Renda e Sacchi – vogliamo ringraziare il Ceo Arcangelo Bove e tutta la rete aziendale che ci sopporta e supporta con puntualità e professionalità”

Vogliono dire addio alle sigarette ma, nonostante i tentativi, non riescono.
E' il popolo di quanti si ritrovano nell'incomoda situazione di essere consapevoli del danno fumo correlato e, in quanto tali, desiderosi di sottrarsi alla dipendenza; Ma che, ahiloro, restano imbrigliati nella rete di pacchetti ed accendini.
Sono circa 15 milioni i connazionali fumatori, equivalenti a circa un quarto dell'intera popolazione: ben il 36% di essi, su per giù 5,4 milioni di persone, ha tentato di smarcarsi dalle bionde ma solo 1,4 milioni di essi ha centrato l'obiettivo tanto agognato.
Questo il bicchiere (poco) pieno.
Ma v'è anche l'altra parte del bicchiere (molto) vuoto.
Quella data da ben 4.000.000 di italiani (lo scriviamo a numero, che fa più impatto) che hanno cercato di dire addio al tabacco ma vanamente.
E questo, come prima detto, è avvenuto nella sola fascia di indagine 2014-2019.
Un esercito di persone che voleva ma non ha potuto.
Come si sono gestiti costoro nel mancato percorso di smoking cessation?
Qualcuno li ha consigliati o guidati? Si è trattato di un sanitario, del cugino, di un post sui social?
Con quale strumento hanno pensato di cogliere il risultato?
Questi ed altri mille quesiti andrebbero posti per passare ai raggi x il problema.
Per capire come ottimizzare una "volontà" di smettere che obiettivamente c'è ma che si disperde per motivazioni che vanno individuate per amore del bene supremo della pubblica salute.
Intanto, merita anche riflessione il fatto che, rispetto alla precedente osservazione - che era quella 2011-2014 - si è avuto un calo nei tentativi - allora ci aveva provato il 38,4 percentuale degli "smokers".
Anche questo aspetto merita un ragionamento.
Intanto lo strumento ufficiale, istituzionale di cui disponiamo in ottica di smoking cessation, ovvero i Centri antifumo, sono palesemente in affanno rispetto alla mole di potenziali utenti: appena 10.000 quanti all'anno vengono ospitati nei quasi 290 riferimenti sparsi sul territorio nazionale - a fronte, come detto, di una massa di - su per giù - 15 milioni di consumatori delle classiche.
E' come se si armasse un esercito di una fionda.

L'emergenza Covid colpisce inevitabilmente anche il settore svapo.
In questa chiave si può leggere il dato Adm che certifica come, al 30 Giugno del corrente anno, si sia registrato un calo di esercizi "autorizzati" alla vendita di prodotti del vaping quantificato nella misura del 4,85% rispetto al 31 Dicembre 2020.
Per l'esattezza 2616 come risultanti all'ultimo giorno dell'anno precedente contro i 2489 di cui ora.
La Regione che presenta una maggiore densità di attività (più alto numero rispetto alla popolazione residente) è l’Abruzzo (76 store) che corrispondono ad un rapporto di 1:17.263 residenti.
A seguire Marche (82), pari a 1:18.309; Campania (291), 1:19.938; Lazio (257), 1:20.508; Sicilia (232), 1:20.865; Veneto (223), 1:21.759; Puglia (178), 1:22.061; Piemonte (190), 1:22.490; Lombardia (1:22.675) Friuli Venezia Giulia (53), 1:22.617; Toscana (145), 1:25.298; Calabria (72), 1:27.041.
Proseguendo nella particolare classifica Sardegna (59), 1:27.088; Basilicata (20), 1:27.378; Liguria (48), 1:31.454; Umbria (24), 1:36.042; Trentino Alto Adige (28), 1:38.516.
Verso la coda della graduatoria, con una minore “concentrazione” di negozi dediti alla vendita di prodotti da svapo, sono Emilia Romagna (112 esercizi equivalenti ad una proporzione di 1:39.692), Valle D’Aosta (3), 1:41.298; Molise (7), 1:42.363.

Un situazione, tuttavia, quella del "calo" di punti vendita, che si inquadra, come detto, in un discorso più ampio di flessione del mercato connesso alle ben note vicende.
Un dramma trasversale che non risparmia alcun settore produttivo e che, anche all'interno del settore vaping, si coglie come omogeneo nelle varie zone dello Stivale.  
A questo calo degli store non corrisponde, tuttavia, una flessione nella popolazione-svapo: gli utilizzatori di e-cig, anche in Italia, continuano a lievitare.

Con il fumo di sigaretta si introducono nell’organismo circa 4.000 sostanze chimiche, di cui un centinaio, secondo l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, dal comprovato effetto cancerogeno”.
Luigi Leparulo, Oncologo-Radiologo, a 360 gradi ai taccuini di Svapo Magazine.
Quarantotto anni, Leparulo è stato per anni operativo presso l’Istituto europeo di Oncologia di Milano, alunno di un luminare quale Aron Goldrish.
“Tra queste sostanze – prosegue il professionista, interpellato dalla nostra testata – le sostanze con maggiore potenziale cancerogeno sono l’1,3-butadiene, contenuto in grandi quantità nel fumo di sigaretta ed associato all’insorgenza di leucemie/linfomi, l’arsenico,
che tende ad accumularsi nell’organismo ed interferisce con i processi di riparazione del dna, il benzopirene, contenuto nel catrame, che interferisce con la p53, un oncosoppressore, che inibisce la crescita cellulare ed è stato il bersaglio molecolare individuato per primo nella correlazione fumo- cancro del polmone.

FUMARE UN PACCHETTO AL GIORNO E’ COME SOTTOPORSI A 25 RADIOGRAFIE AL TORACE IN UN ANNO
A queste sostanze – incalza Leparulo – si aggiungono anche sostanze radioattive, come il polonio 210, che tende ad accumularsi nei polmoni: uno studio ha dimostrato che, in un anno, chi fuma circa un pacchetto al giorno corre lo stesso rischio biologico che se si sottoponesse a 25 radiografie del torace in un anno.
Ma il fumo di sigaretta non è responsabile solo del tumore al polmone, ma anche di tumori di altri organi, come il cavo orale, la vescica, il pancreas, la mammella, ed inoltre aumenta il rischio cardio-vascolare (ictus ed infarti del miocardio) e di patologiche polmonari croniche, quali la Bpco ed enfisema polmonare.
L’Istituto superiore di Sanità ha stimato che il fumo di tabacco sia responsabile di un terzo delle morti per cancro e del 15% circa di tutti i decessi che avvengono per qualunque causa, provocando più vittime di alcol, Aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme”.

LA NECESSITA’ DI COINVOLGERE PIU’ PROFESSIONALITA’ MEDICHE
La migliore medicina in tale ottica sarebbe quella data dall’addio al fumo ma, come amaramente noto, “smettere di fumare è un percorso difficile, ed infatti, pur consapevoli dei rischi per la propria salute legati al fumo, molte persone continuano a fumare, in alcuni casi per scelta consapevole, come dimostra la diffusione del vizio tra il personale sanitario”.
“Da un punto di vista biologico – ancora il professionista – la nicotina contenuta nelle sigarette è responsabile di una dipendenza fisica dovuta alla sensibilizzazione dei recettori colinergici presenti nel cervello con insorgenza di un corteo di sintomi legati all’astinenza, quali irritabilità, stanchezza, insonnia, difficoltà di concentrazione; Da un punto di vista psicologico il vizio del fumo è sostenuta da fattori motivazionali ed emotivi che rinforzano nel tempo il vizio, rendendone difficile l’abbandono.
Le Istituzioni hanno messo in atto tutta una serie di iniziative, sul piano sanitario e legislativo, per combattere il tabagismo, che ha determinato una riduzione del numero di fumatori, che purtroppo rimane ancora molto alto (un italiano su quattro fuma), in particolare tra i più giovani.
Sicuramente un incremento dei Centri antifumo sul territorio ed un’adeguata campagna di informazione potrebbe essere una iniziativa utile per avviare un maggior numero di fumatori verso l’abbandono del vizio, non credo risolutiva se resta un’azione isolata, ma occorre mettere in atto tutta una serie di iniziative e coinvolgere più figure professionali”.

“ABBIAMO IL DOVERE DI STUDIARE LA SIGARETTA ELETTRONICA”
Inquadrato il problema, il professionista indica quale potrebbe essere una direzione lungo la quale investire l’impegno scientifico in un’ottica di abbattimento dei tassi da fumo.
Una delle ultime battaglie del compianto Professore Veronesi è stata propria la lotta al tabagismo, considerato non un vizio ma una vera e propria malattia.
Il fondatore dell’IEO di Milano diceva che “se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco (le sigarette elettroniche) salveremmo almeno 30.000 vite all’anno in Italia”…per questo abbiamo il dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta smoke free.
Allo IEO – ricorda il medesimo – fu promosso in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano e il Centro cardiologico Monzino di Milano, uno studio con l’obiettivo di testare l’utilità dell’impiego della sigaretta senza tabacco e senza nicotina in 65 pazienti affetti da tumore o da infarto miocardico recente, fumatori di almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni, che ha mostrato che dopo 6 mesi chi usa la sigaretta elettronica smette di fumare nel 60% dei casi, contro la metà (32%) di chi non la utilizza e che anche chi non riesce a smettere, riduce drasticamente il numero di sigarette fumate.

“ASPETTIAMO RISPOSTE NECESSARIE PER AIUTARE I FUMATORI”
Altri studi sono in corso sull’uso della cosiddetta e-cig nei fumatori, usando dispositivi senza nicotina sia con nicotina, quest’ultimi nell’ambito di una Terapia Sostitutiva Nicotina, che consiste nel fornire all’organismo una quantità controllata di nicotina allo scopo di alleviare i sintomi dell’astinenza.
Sempre in IEO è stato ideato un altro studio clinico con lo scopo di valutare l’efficacia dei Tfc come strumenti di disassuefazione, attraverso l’ analisi degli effetti comportamentali (numero giornaliero di sigarette), clinici (sintomatologia fisiologica, con una particolare attenzione alla funzionalità del sistema respiratorio) e psicologici (qualità della vita, benessere, stato emotivo) prodotti dall’utilizzo dei TFC.
Il disegno dello studio prevedeva tre gruppi: un primo gruppo cui veniva fornito un programma di disassuefazione basato sull’uso di un dispositivo TFC con nicotina; un secondo gruppo con un dispositivo senza nicotina; infine, un terzo gruppo con le stesse informazioni di counselling dei due precedenti gruppi, ma senza l’utilizzo di un dispositivo Tfc.
Da studi come questo – la conclusione – si aspettano le risposte necessarie per prendere le giuste decisioni per aiutare i fumatori a smettere, ridurre o virare su alternative meno dannose della sigaretta tradizionale”.