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Il Bilancio mette piede in Parlamento.
Nella giornata di domani, infatti, Giovedi 1 Dicembre, risulta convocata la Commissione quinta della Camera dei Deputati "Bilancio, Tesoro e Programmazione" "per la verifica del contenuto proprio del disegno di legge recante bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025".
E' un tema assolutamente centrale, come ogni anno, per il settore della sigaretta elettronica.
Il deliberato di Palazzo Chigi, infatti, annulla gli aumenti che erano stati previsti dal Governo Conte, a fine 2020.
Annullato, in particolare, quello che sarebbe dovuto scattare al 1 Gennaio 2023 allorquando si sarebbe toccata quota 2,50 euro circa per i liquidi con nicotina e 2 per quelli senza.
Si reta tal quale come si è, ovvero 1,60 e 1,10, in pratica fermandosi al primo gradino degli aumenti "contiani", quelli scattati il 1 Gennaio 2021.
Il Documento, tornando ad esso, arriva, come si ricorda, a Montecitorio con la proposta di norma come già approvata dal Consiglio dei Ministri e come già bollinata, con esito positivo, dalla Ragioneria dello Stato.
Per diventare "legge", però, quindi definitivamente efficace, la proposta odierna dovrà passare il doppio vaglio della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica - sebbene la partita vera si giocherà nella prima delle due atteso come la seconda andrà solo a ratificarne il deliberato.
Ad essere più precisi, in realtà, il vero match è quello che vivrà nella Commissione numero cinque dove il documento è stato appena incardinato e dove si assisterà ad una pioggia di emendamenti.
Tuttavia, rigore di logica e di politica dice che se la maggioranza al Governo ha dato una precisa indicazione, la stessa maggioranza che siede in Parlamento non potrà far altro che accoglierne le istanze.
Certo, le modifiche (in generale) saranno apportate all'attuale impianto ma potranno semmai introdurre, con riferimento ai vari settori, aspetti migliorativi e mai restrittivi.
E comunque non stravolgere una volontà politica che è chiara ed inequivoca (anche in tema di e-cig).
In ogni caso, per la definitiva ufficialità, si dovrà attendere la seduta al Senato - tra il 27 ed il 29 Dicembre la discussione - e, quindi, la Direttiva esecutiva della Agenzia delle Accise, delle Dogane e dei Monopoli.
Formalità. 
Il settore, almeno stavolta, può sorridere.

Le sigarette non si vendono ai minori.
Si rischiano guaiacci seri.
Ne sanno qualcosa un paio di Tabacchi di Agrigento che, a seguito di mirati ed appositi controlli, sono stati pizzicati nell'atto di cedere a minori pacchetti di "bionde".
La Guardia di Finanza della città siciliana già da tempo stava osservando il territorio avendo preso atto del diffuso ed evidente costume di troppi giovanissimi del luogo, palesemente minorenni, di maneggiare sigarette classiche ed elettroniche che fossero.
Una costumanza che, tuttavia, presentava un risvolto della medaglia tutto da approfondire.
Se il consumatore, pur se minorenne, non è, infatti, in alcun modo sanzionabile e imputabile, cosa diversa è per quanti, invece, cedono siffatti prodotti.
In tal caso profilandosi un chiaro ed importante illecito.
Ed è così che, dato il la ai controlli, le Fiamme Gialle hanno scovato, in flagranza, due tabaccai che stavano cedendo a ragazzini pacchetti di sigarette.
Immediata è scattata la sanzione di mille euro in capo a ciascuno dei due esercenti.
Ma potrebbe non essere tutto.
Ebbene si, dal momento che, nella eventualità di una recidiva, si rischia anche un provvedimento di sospensione dell'attività commerciale.
Attenzione amplificata da parte delle Forze dell'Ordine che, negli ultimi mesi, hanno intensificato le attività di controllo rispetto alla repressione di fenomeni di contrabbando legati ai prodotti del tabacco e delle alternative ma anche rispetto alla questione dei limiti di età.
Sempre restando al discorso dell'accesso dei giovanissimi ai tabacchi, è anche da valutare la questione dei distributori che entrano in funzione a negozio chiuso.
Se, infatti, durante le ore di esercizio, il negoziante può filtrare, il distributore è un ostacolo facilmente aggirabile per i più giovani che - basta sgraffignare la tessera sanitaria di mamma o papà o di un amico maggiorenne ed il gioco è fatto.
In tal senso, quindi, auspicabile forme più sofisticate di controllo buone a contrastare più efficacemente i tentativi di aggiramento

Credevano di farla franca.
Ma quando è troppo è troppo.
Tre egiziani sono stati pizzicati dalle Forze dell'Ordine con le mani pienamente nella marmellata del contrabbando.
Galeotte furono le undici valige che la comitiva di tre egiziani deteneva complessivamente al seguito.
Praticamente quasi quattro valige cadauno, un carico che non poteva non destare sospetti.
In realtà, gli uomini del Commissariato di Polizia di Lambrate di Milano già li tenevano d'occhio da un pò.
Una volta, però, che l'intelligence ha certificato la loro presenza nel Capoluogo milanese, gli agenti li hanno prima rintracciati per poi dirigersi, a colpo sicuro, in un albergo sito in via Pellegrini Rossi.
E qui hanno scovato il gruppetto con undici tra zaini e valige colmi di sigarette di contrabbando, ritenute tali in quanto prive del bollino del Monopolio dello Stato.
Complessivamente sono state rinvenute ben 580 stecche di bionde, della marca "American Legend", per complessivi 116 chilogrammi.
La Polizia ha preso in esame i movimenti dei tre soggetti riuscendo in primo luogo a prendere atto di come i medesimi avessero i passaporti timbrati dai visti di Stati europei e non, circostanza che ne prova la loro intensa circolazione internazionale.
Ora agli inquirenti il compito di comprendere quale sia stata la rotta delle bionde illecite, quale sia stato il Paese di origine, vale a dirsi di fabbricazione, e, quindi, quale sarebbe stato il mercato finale ove piazzare la mercanzia.
Detto prima del fatto che i tre, di 36, 43 e 64 anni siano stati trovati in possesso di regolari passaporti, è da comprendere se le bionde siano state recuperate sul territorio nazionale o se, invece, le stesse siano state procurate all'estero e, quindi, introdotte nel territorio italiano.
In ogni caso, si conferma l'intensità del fenomeno del contrabbando dei tabacchi, circostanza che oltre a determinare danno dal punto di vista erariale, rappresenta anche una potenziale condizione di rischio per il consumatore finale.

Si è tenuto ieri nella sede dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli di Stato l’hearing “Rimozione di siti web e annunci online con offerta o pubblicità di tabacchi, PLI e PAT”. 
Il momento si è sviluppato alla presenza del Direttore generale, Marcello Minenna.
Hanno partecipato all’incontro le società del comparto tecnologico Amazon, eBay, Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger) e TikTok.

L’incontro - fanno presente dall'Agenzia fiscale - è stato finalizzato alla promozione del rapporto di collaborazione e massima compliance per il rispetto della normativa di settore a tutela del diritto alla salute pubblica e dei minorenni, in ottemperanza al divieto di vendita e pubblicizzazione dei prodotti del tabacco, in primis ai minori, con specifico focus sul regime dei liquidi da inalazione, dei prodotti accessori e dei così detti “nuovi prodotti” con nicotina.
I temi dell’incontro sono stati condotti in ordine alle competenze assegnate dal legislatore all’Agenzia, che è chiamata a perseguire le attività illegali, ordinando a coloro i quali forniscono servizi telematici la rimozione delle iniziative di offerta e di pubblicità di prodotti o servizi non conformi alla normativa del settore (articolo 102, comma 1, del Decreto legge 104/2020).

L’illustrazione della disciplina, ad opera del Dirigente dell’Ufficio Controlli della Direzione Accise Tabacchi, Walter Spinapolice, ha consentito di chiarire alcuni profili tecnico-operativi e prevenire criticità applicative.
"Tutte le società intervenute - viene spiegato in conclusione dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - hanno apprezzato l’iniziativa di ADM, che per la prima volta affronta la tematica con le maggiori piattaforme digitali e canali social. L’evento, volto alla maggior sensibilizzazione e alla piena condivisione, si è concluso con l’intendimento dichiarato delle società intervenute di rendersi disponibili ad attuare in maniera efficace e tempestiva le norme in discussione, con spirito risolutivo e ampia collaborazione verso Adm".

BAT Italia e H-FARM Innovation, la novel consultancy parte del network JAKALA, annunciano i tre progetti che accedono alla fase finale della call for ideas Terraventura, iniziativa di Open Innovation pensata per accelerare il processo di digitalizzazione della filiera tabacchicola verso una maggiore efficienza, resilienza e sostenibilità. Le tre startup selezionate avranno la possibilità di definire nelle prossime settimane le modalità di implementazione del progetto pilota all’interno della filiera tabacchicola di BAT Italia nel corso del 2023.

 XFarm, Pycno&Agroop e iFarming, sono state individuate al termine dell’“Innovation Day” che si è tenuto a Roncade (Treviso) presso l’H-FARM CAMPUS, un luogo unico di condivisione e collaborazione per studenti, professionisti, imprenditori e appassionati di innovazione. Una giornata nel corso della quale le 11 startup approdate alla fase di valutazione finale hanno avuto l’opportunità di presentare dal vivo i propri progetti in ambito agritech a una giuria di esperti di BAT, H-FARM INNOVATION, ITALTAB, Deltafina e Competere. 

 La digital transformation è l’elemento distintivo dei progetti finalisti, che puntano a migliorare l’efficienza dei processi di coltivazione e la qualità del lavoro della filiera attraverso piattaforme e strumenti altamente innovativi. Le soluzioni accederanno ora alla fase di Proof of Concept, che prevede lo sviluppo di un progetto pilota destinato all’integrazione all’interno della filiera tabacchicola di BAT, dove operano le oltre 400 aziende agricole aderenti all’associazione di produttori ITALTAB in Veneto e Campania.

 Il progetto di Open Innovation “Terraventura” è il primo passo della partnership di lungo termine siglata da BAT Italia e H-FARM Innovation lo scorso giugno, nella convinzione che la tecnologia sia un abilitatore fondamentale dello sviluppo sostenibile della filiera tabacchicola italiana. L’Italia è infatti al centro della strategia ESG e di crescita globale dell’azienda: solo nel 2022 BAT ha investito 30 milioni di euro per l’acquisto di 7.000 tonnellate di tabacchi di alta qualità provenienti da Veneto e Campania, garantendo supporto alle aziende agricole italiane, che affrontano oggi difficoltà senza precedenti legate soprattutto all’incremento dei costi energetici e delle materie prime agricole.

 Un impegno, quello di BAT a supporto del nostro Paese, che nasce da lontano: l’azienda ha investito infatti circa 250 milioni di euro negli ultimi 10 anni nell’agricoltura italiana, cui si aggiunge l’investimento di 500 milioni in 5 anni previsti sul piano industriale dell’azienda per la realizzazione del Trieste Innovation Hub, nuovo centro di produzione, innovazione e sostenibilità globale di BAT Italia.

 “Siamo particolarmente lieti del successo di questa iniziativa in collaborazione con H-Farm Innovation: il progetto Terraventura nasce per valorizzare talenti e idee e promuovere un’agricoltura più sostenibile. Da anni lavoriamo al fianco delle aziende agricole del settore tabacchicolo italiano, e crediamo fermamente nell’Open Innovation quale veicolo di valore aggiunto per tutta la filiera: tecnologia e innovazione sono leve imprescindibili per realizzare la visione di BAT per un ‘A Better Tomorrow’, un futuro migliore, più equo e sostenibile per i dipendenti, i consumatori e le comunità in cui operiamo” ha dichiarato Massimiliano Colognesi, Head of External Affairs BAT Italia

“Siamo entusiasti dei risultati ottenuti dal progetto Terraventura e fieri di aver aiutato BAT a portare innovazione attraverso la tecnologia nella filiera tabacchicola italiana. Tutti i progetti arrivati alla fase finale sono risultati di grande valore e rispondevano al brief. La scelta finale è caduta sulle soluzioni che potranno portare maggiore valore per l’intera filiera.” ha dichiarato Mauro Iannizzi, Principal di H-FARM Innovation.

"Le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato non aiutano i fumatori a smettere di fumare, mentre aumentano il rischio che i non-fumatori inizino a fumare sigarette tradizionali e che gli ex-fumatori ricadano nella dipendenza da tabacco".
Così si apprezza testualmente sul sito dell'Airc, Associazione italiana per la ricerca sul cancro.
Il riferimento in questione, in particolare, ha riportato le conclusioni cui è approdata una ricerca, realizzata con il sostegno della stessa Fondazione Airc, coordinata da Silvano Gallus, numero uno del laboratorio di Epidemiologia degli stili di vita dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs di Milano.
L'approfondimento ha preso in esame un campione di 3.000 persone, di età compresa tra i 18 ed i 74 anni, arrivandosi a concludere come quanti, al primo contatto, facevano uso di e-cig e di tabacco riscaldato avessero "una probabilità maggiore, alla seconda rilevazione, di aver cominciato a fumare sigarette tradizionali".
Ed ancora osservandosi come tale rischio si fosse rivelato molto alto, ovvero "rispettivamente 9 volte e 6 volte maggiore rispetto a chi non usava sigarette elettroniche e a tabacco riscaldato".
Gallus è perentorio "Non sappiamo ancora quali siano gli effetti sulla salute di questi prodotti; adesso sappiamo però che, almeno nel contesto italiano, non sono utili per smettere di fumare e anzi spesso sono un incentivo per iniziare. Quest’ultimo aspetto è preoccupante soprattutto per quanto riguarda i più giovani”.
L'Airc, quindi, che è il principale riferimento, anche mediaticamente parlando, sul territorio nazionale in materia di lotta al cancro, prende una posizione precisa, chiara e decisa.
Bocciando, di fatto, le teorie del minor danno da fumo.
E' una posizione che, ovviamente, è destinata ad aprire ad un vivace dibattito, anche sul piano scientifico, dal momento che eminenti riferimenti nazionali (e non) del mondo medico e della ricerca sono approdati, invece, a conclusioni diametralmente opposte in fatto di danni-non danni a carico della salute nonchè di effettiva efficacia delle alternative in chiave di smoking cessation.
Indubbio, però, che nell'impatto con l'opinione pubblica la posizione di Airc abbia un peso specifico differente.
Cosa penserà e, soprattutto, cosa farà il fumatore che sta cercando di dire addio al fumo (o che è intenzionato a farlo) nel momento in cui prende visione delle conclusioni di Airc?

Avevano fatto una gran bella spesa.
All'insegna del contrabbando.
Ancora una volta sigarette "pezzotte" ad essere intercettate dalle Forze dell'Ordine.
I fatti in provincia di Caserta dove una coppia, marito e moglie, è stata pizzicata con un carico di quasi 500 pacchetti di bionde afferenti il mercato nero in dotazione.
I due, in particolare, di 58 e di 53 anni, già noti agli inquirenti per precedenti specifici, sono stati intercettati mentre erano alla guida della loro automobile, non lontano da Maddaloni, dagli uomini della Squadra Volante del Commissariato di Polizia di Stato dello stesso Centro, a due passi da Caserta.
Gli operanti hanno fatto le opportune verifiche e, ad esito del dovuto accertamento posto in essere sull'automobile, è emerso l'ingente quantitativo di pacchetti illeciti che era stato debitamente occultato all'interno del vano portabagagli della utilitaria.
Le stesse, nello specifico, sono risultate essere tutte prive del bollino del Monopolio dello Stato e, pertanto, sono state etichettate come di contrabbando.
Lui, nello specifico, della vicina Caivano, era gravato anche da foglio di via dalla città di Maddaloni.
Per l'uomo, inevitabile, è giunta la denuncia a piede libero da parte degli uomini della Polizia di Stato di Caserta per contrabbando di Tabacchi.
Il tabacco sequestrato, una volta immesso nel mercato nero, avrebbe fruttato proventi piccoli nella misura di qualche centinaia di euro.
Pesci piccoli, con tutta evidenza, che vanno a rifornirsi presso i grossi fornitori.
L'ingente mole di materiale, in ogni caso, è stata sottoposta a sequestro per essere successivamente avviato a distruzione, come da prassi.
Fenomeno molto complicato da estirpare, difficilmente fronteggiabile da parte delle Forze dell'Ordine quello legato alla circolazione delle bionde illegali.
Con gli inquirenti che possono solo intercettare singoli movimenti nell'ambito di una ragnatela di situazioni decisamente più ampia e ben più fitta.
Tanto più che il fenomeno del "nero" si è ormai allargato a liquidi per sigarette elettroniche e, soprattutto, alle usa e getta.
Rendendo ancor più complicato il compito del contrasto e della prevenzione.

Per i fumatori adulti che vogliono passare allo svapo, il gusto è un fattore importante: per poter soddisfare le diverse preferenze e offrire un'alternativa ai fumatori adulti, Relx si affida a un'ampia gamma di aromi, dalla menta classica ai gusti più fruttati".
Così a Skyvape Francesco D’Amelia, Senior Sales e Marketing Manager per l’Italia di RELX International.
"In qualità di leader del settore - prosegue il medesimo - Relx sa che i fumatori e i vapers adulti attribuiscono molta importanza agli ingredienti e alla qualità del proprio vaporizzatore.
Questi due elementi sono al centro dei prodotti di fascia alta offerti da Relx.
Siamo consapevoli delle esigenze dei nostri clienti attuali e futuri, quindi puntiamo sulla trasparenza e su rigorosi controlli di qualità.
In quanto azienda responsabile, riteniamo nostro dovere migliorare costantemente la qualità dei nostri liquidi elettronici e i loro gusti sulla base di risultati scientifici e quindi stabilire standard elevati per tutti i nostri prodotti", spiega Francesco D’Amelia, Senior Sales e Marketing Manager per l’Italia di Relx International".
Sottolineato da D'Amelia il ruolo che gli aromi giocano nelle strategie di smoking cessation
“È fondamentale riconoscere il ruolo che gli aromi svolgono nell'incoraggiare i fumatori ad abbandonare le sigarette tradizionali - osserva il manager -
Gli accademici e gli esperti in riduzione del danno da tabacco sottolineano giustamente il ruolo fondamentale degli aromi nel supportare coloro che passano dal fumo allo svapo e prevenire le ricadute.
I fumatori adulti dovrebbero avere accesso ad una gamma completa di aromi per assicurarsi che non si rivolgano a prodotti illegali e del mercato nero o non ricadano nel fumo.
Questa conclusione è supportata da un vasto corpus di prove scientifiche.
D'altro canto - chiude D'Amelia - la possibilità di ottenere una dose di nicotina con un sapore diverso, lontano dall'amarezza del tabacco, può essere un ulteriore incentivo a fare a meno definitivamente delle sigarette tradizionali".

Fervono i preparativi a Padova per la nuova edizione - la sesta - del Vaping Expo, fiera dello svapo che, quest'anno, è alla sua prima nella città veneta.
Una scelta non casuale quella legata alla location dell'appuntamento 2022 atteso come la specifica area geografica sia quella a maggiore concentrazione per quanto riguarda i consumi di prodotti del vaping.
Sabato 26 e Domenica 27 Novembre, quindi, appuntamento presso la "Fiera di Padova" per un momento che si preannuncia già essere da tutto esaurito.
Sono oltre novanta gli espositori che faranno bella mostra di se presso i 10.000 metri quadri di padiglione con una significativa presenza di imprenditori che arriveranno dall'Estero - forte la componente cinese.
Nell'ordine delle migliaia i "privati" che si sono già registrati con un ritmo che si sta intensificando, in tal senso, nelle ultime ore.
"Vaping Expo Padova - commentano dall'organizzazione - garantirà un’offerta ampia e variegata, per intercettare il mutato gusto e la mutata domanda dei visitatori e per avvicinare anche un nuovo tipo di pubblico, che magari si affaccia per la prima volta all’universo del vaping".
"Il fumatore che parteciperà per la prima volta all'evento di Padova - viene infatti spiegato - troverà all'ingresso del padiglione, uno stand per l'assistenza, il percorso, i consigli e le informazioni riguardanti un'eventuale passaggio dalla "combustione all'inalazione".
I principali brand del settore saranno presenti nel contesto padovano ponendosi l'evento non solo come luogo di marketing ma anche come di confronto tra gli addetti ai lavori.
Non mancheranno gli angoli di approfondimento con due talk che coinvolgeranno esponenti della politica, dell'imprenditoria dello svapo e della scienza: uno, nello specifico, riguarderà la prossima approvazione del Bilancio di previsione con annessa speranza di un dietrofront rispetto alle precedenti deliberazioni governative; L'altro, ancora, il fenomeno delle sigarette elettroniche usa e getta con un particolare riferimento al fenomeno del contrabbando.

L'allarme sulle sigarette elettroniche usa e getta viene rilanciato da uno dei principali pneumologi entro il panorama nazionale.
Con un forte richiamo al rischio di una amplificata dipendenza.
E' Roberto Boffi, Responsabile della Pneumologia e direttore del Centro antifumo dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, a gettare la pietra nello stagno.
Come prima anticipato, il pericolo che viene evidenziato da Boffi è alquanto circostanziato "La sigaretta elettronica usa e getta - ha sottolineato il noto professionista - emette meno sostanze cancerogene rispetto a quella tradizionale, ma contiene sali di nicotina, in grado di dare quattro volte più dipendenza".
Al pari di tutte le sigarette elettroniche, quindi, viene evidenziato come le monouso espongano il consumatore ad un minore contatto con sostanze cancerogene.
Il problema, tuttavia, secondo Boffi, sarebbe quello legato alla capacità delle usa e getta di legare al se l'utilizzatore attraverso un vincolo di dipendenza decisamente più forte rispetto a quanto non si registri, invece, quando si fa utilizzo della "bionda" tradizionale.
O alle e-cig, per così dire, normali.
Al che, inoltre, è anche da aggiungersi come, da esperienze di chi ne è utilizzatore, i sali danno anche una percezione minore rispetto alla quantità di nicotina che si sta inalando, finendosi, quindi, per assumerne in quantità maggiori rispetto a quanto si farebbe con le e-cig a lungo uso.
Ciò per voler restare confinati ai circuiti legali, dal momento che tutti siamo a conoscenza di come, accanto alle monouso consentite, vi sia tutto un sottobosco di merce di contrabbando ormai entrata capillarmente nel mercato "occulto" nazionale.
Con modelli, di importazione cinese e americana, che presentano tassi di nicotina folli, oltre due volte e mezzo al di sopra della soglia massima prevista dalla normativa italiana.
Quelle si capaci di generare, oltre ad un problema di "legame", uno di tipo acuto connesso a possibili sovradosaggi con conseguenti intossicazioni.