Terremoto normativo nel mondo della sigaretta elettronica.
E, ancora una volta, a riscrivere leggi e regolamenti sono i Tribunali.
Il Tar Lazio, infatti, accogliendo il ricorso che era stato presentato dall’azienda Smooke France, ha integralmente annullato la determinazione direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – datata 29 Marzo 2021 – con la quale era stato introdotto, da parte dell’Organismo capitanato da Marcello Minenna, l’obbligo nell’uso dei contrassegni sui liquidi da inalazione e la conseguente distruzione, a far data dal 1 Gennaio 2022, di tutti quei prodotti che ne fossero sprovvisti.
La pronuncia, come detto, è arrivato dal primo grado della Giustizia amministrativa regionale del Lazio su azione che era stata posta in essere, per il tramite degli avvocati Marco Orlando e Giovanni Di Mario, da parte del gruppo guidato da Pierre Siclari.
Secondo il Presidente della seconda Sezione del Tar Lazio, in particolare, il direttoriale di Marcello Minenna sarebbe illegittimo in quanto andrebbe a violare, in accoglimento delle tesi che erano state esposte dai legali, i commi 3-bis e 3-ter dell’articolo 62-quater del Decreto legislativo numero 504/1995.
In soldoni, i liquidi ancora oggi circolanti senza contrassegno (o fascette, che dir si voglia) dello Stato non saranno da considerarsi illegittimi.
E, di conseguenza, non dovranno essere spediti al macero.
Un vero e proprio scossone, come detto, a neppure un anno dalla emanazione della particolare soluzione regolamentare da parte dell’Agenzia fiscale.
Ora come ora, quindi, come disposto dal togato, Adm sarà chiamata ad adeguare la propria regolamentazione secondo le indicazioni giunte dal Tribunale.
In capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ovviamente, persiste sempre la possibilità di poter, a sua volta, ricorrere contro la sentenza del primo grado presso il Consiglio di stato.
Resta ovviamente anche la situazione, tutta da valutare, data dal fatto che determinate aziende potrebbero aver già provveduto, dopo il 1 Gennaio di quest’anno, alla distruzione di eventuali scorte e rimanenze che erano sprovviste delle fascette.