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Come già anticipato dalla nostra testata, tabacchini e negozi per sigarette elettroniche restano fuori dalla rosa delle attività esentate dall’obbligo di presentazione di green pass.
A partire del 1 Febbraio, quindi, i clienti di Tabacchi e svapo store dovranno essere muniti della certificazione verde.
Basterà, allo scopo, anche la versione base, ovvero quella che si ottiene con la negatività di un tampone antigenico o molecolare ma che ha validità temporale limitata.
A maggior ragione, andrà bene anche quello “super” che viene rilasciato, cioè, dopo ricevuta vaccinazione anti-Covid.
Questa mattina la firma del premier Draghi in calce al Dpcm.

DOVE NON SERVIRA’
Niente green pass, quindi, come si coglie dal testo del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per:
Esigenze di salute, per le quali è sempre consentito l’accesso per l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici e, comunque, alle strutture sanitarie e sociosanitarie di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nonché a quelle veterinarie, per ogni finalità di prevenzione, diagnosi e cura, anche per gli accompagnatori, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 per quanto riguarda la permanenza degli accompagnatori nei suddetti luoghi e dall’articolo 7 del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice;
Esigenze di sicurezza, per le quali è consentito l’accesso agli uffici aperti al pubblico delle Forze di polizia e delle polizie locali, allo scopo di assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili, nonché quelle di prevenzione e repressione degli illeciti;
Esigenze di giustizia, per le quali è consentito l’accesso agli uffici giudiziari e agli uffici dei servizi sociosanitari esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata.

I NEGOZI AL DETTAGLIO
Poi vi sono i negozi al dettaglio. Esenzione anche per le seguenti categorie:
Commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari), escluso in ogni caso il consumo sul posto;
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;
Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati;
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica;
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
Commercio al dettaglio di materiale per ottica;
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

Il dispositivo di contrasto ai traffici illeciti messo in atto dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) e dalla Guardia di Finanza presso il Porto di Trieste ha consentito di intercettare, nei giorni scorsi, 30 tonnellate di tabacchi lavorati esteri provenienti dal Malawi e destinati nel territorio nazionale, in totale evasione dell’accisa.
Grazie alla consolidata esperienza maturata attraverso molteplici sequestri analoghi effettuati presso il porto giuliano negli ultimi periodi, i finanzieri e i funzionari ADM hanno immediatamente riscontrato anomalie nell’ingente partita di tabacco “sfuso” introdotto temporaneamente presso un magazzino del punto franco di Trieste; infatti, mentre nella documentazione presentata il prodotto trasportato veniva classificato come “cascame di tabacco” e quindi non gravato da accisa, ad un primo sommario controllo fisico appariva al contrario non più bisognoso di ulteriori lavorazioni.

MATERIALE DEL TIPO “CHEAP WHITE”
Il risultato della successiva analisi organolettica e della c.d. “fumabilità” del prodotto, oggetto di specifica disciplina sotto il profilo normativo europeo, effettuato dai Laboratori Chimici dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) di Roma, hanno confermato la reale classificazione in “tabacco da fumo”, utilizzabile peraltro per la produzione di sigarette del tipo “Cheap White”, determinandone la conseguente sottoposizione ad imposizione fiscale.
Si è proceduto pertanto al sequestro penale dei 31.500 Kg lordi del tabacco, illecitamente dichiarato quale prodotto grezzo, che se fosse stato immesso in consumo sul libero mercato avrebbe originato un danno erariale superiore ai 5 milioni di euro, costituito dai dazi, dall’iva e dall’accisa non corrisposti.
I due soggetti, residenti in Turchia, ritenuti responsabili in quanto dirigenti e azionisti di riferimento dell’operatore economico mittente, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Trieste per il reato di tentato contrabbando aggravato di Tabacchi Lavorati Esteri.

OPERAZIONE ADM-GDF
Il procedimento è stato avocato dalla Procura europea, sede di Venezia, previo consenso del Procuratore Generale della Cassazione che ha concordato sulla natura transnazionale dei fatti oggetto di indagine.
L’operazione conclusa rafforza e conferma l’efficacia del presidio di legalità garantito dai
funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) e dai finanzieri del Corpo della Guardia di Finanza che operano quotidianamente negli spazi portuali/retroportuali del Porto di Trieste, grazie all’esecuzione di analisi di rischio costantemente affinate per contrastare le molteplici fenomenologie fraudolente che possono insinuarsi nei flussi commerciali, inquinando l’economia legale ed alterando il principio di corretta concorrenza, posto a garanzia e tutela degli operatori economici onesti.

Terremoto normativo nel mondo della sigaretta elettronica.
E, ancora una volta, a riscrivere leggi e regolamenti sono i Tribunali.
Il Tar Lazio, infatti, accogliendo il ricorso che era stato presentato dall’azienda Smooke France, ha integralmente annullato la determinazione direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – datata 29 Marzo 2021 – con la quale era stato introdotto, da parte dell’Organismo capitanato da Marcello Minenna, l’obbligo nell’uso dei contrassegni sui liquidi da inalazione e la conseguente distruzione, a far data dal 1 Gennaio 2022, di tutti quei prodotti che ne fossero sprovvisti.
La pronuncia, come detto, è arrivato dal primo grado della Giustizia amministrativa regionale del Lazio su azione che era stata posta in essere, per il tramite degli avvocati Marco Orlando e Giovanni Di Mario, da parte del gruppo guidato da Pierre Siclari.
Secondo il Presidente della seconda Sezione del Tar Lazio, in particolare, il direttoriale di Marcello Minenna sarebbe illegittimo in quanto andrebbe a violare, in accoglimento delle tesi che erano state esposte dai legali, i commi 3-bis e 3-ter dell’articolo 62-quater del Decreto legislativo numero 504/1995.
In soldoni, i liquidi ancora oggi circolanti senza contrassegno (o fascette, che dir si voglia) dello Stato non saranno da considerarsi illegittimi.
E, di conseguenza, non dovranno essere spediti al macero.
Un vero e proprio scossone, come detto, a neppure un anno dalla emanazione della particolare soluzione regolamentare da parte dell’Agenzia fiscale.
Ora come ora, quindi, come disposto dal togato, Adm sarà chiamata ad adeguare la propria regolamentazione secondo le indicazioni giunte dal Tribunale.
In capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ovviamente, persiste sempre la possibilità di poter, a sua volta, ricorrere contro la sentenza del primo grado presso il Consiglio di stato.
Resta ovviamente anche la situazione, tutta da valutare, data dal fatto che determinate aziende potrebbero aver già provveduto, dopo il 1 Gennaio di quest’anno, alla distruzione di eventuali scorte e rimanenze che erano sprovviste delle fascette.

Era uno di quei fumatori che solitamente vengono indicati, con pieno titolo, come turchi.
Due pacchetti al giorno, quaranta sigarette nelle ventiquattro ore.
Poi arrivò la sigaretta elettronica a spezzare l’incantesimo della dipendenza.
E’ la vicenda di Flavio Pietrapaolo, titolare dell’ultimo store aperto nella rete franchising di Svapoweb.
Zungri, poco meno di 2000 abitanti in provincia di Vibo Valentia, nella splendida Calabria, la location del nuovo punto arancione, ennesimo tassello che il brand targato Arcangelo Bove ha collocato nel mosaico della rete sul territorio.
“Le persone lo sa cosa mi dicono? – esordisce Pietrapaolo – Se hai smesso tu, possono smettere tutti. In effetti – prosegue – il mio è un esempio importante.
Fumavo davvero tanto ed ho fumato tanto per molto tempo. Ho iniziato, più o meno, da quindicenne e ho proseguito fino a cinque, sei anni fa. Ed ora di anni ne ho 45.
Conobbi la sigaretta elettronica e, molto semplicemente, la provai e riuscii a smettere dapprima usando un tasso di nicotina più elevato poi, scalando, sono andato ad eliminarla del tutto.
Il beneficio per la salute è stato davvero immediato: dopo una settimana, praticamente, era sparita la tosse che da tempo mi attanagliava, nonostante la giovane età”.
Ma il beneficio, come sottolinea il nostro Pietropaolo, è anche per le tasche: un fumatore di quel calibro, infatti, deve mettere a bilancio una somma di circa 11 euro al giorno, per appagare il proprio viziaccio.
Che, nell’arco di un mese, diviene circa 330 euro.
Un taglio alle spese che è netto se si transita dal fumo al vaping.
“La mia vicenda è il miglior spot per la sigaretta elettronica.
Quanti mi conoscono sanno in che misura fossi un fumatore incallito: ebbene, nel momento in cui dico loro che ho smesso grazie alla e-cig, faccio comprendere in modo concreto e tangibile quanto possa essere importante il potenziale di questo dispositivo”.
E poi c’è il percorso da imprenditore “Il grande desiderio che mi ha mosso è stato quello di mettere a servizio degli altri la personale esperienza di chi è riuscito a scrollarsi di dosso la dipendenza. Perchè con Svapoweb? Perchè è il meglio che vi fosse in circolazione”

Ultime e fresche nuove dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
E, tanto per cambiare, l'argomento è relativo a tasse e dintorni.
Con Determinazione direttoriale del 13 Gennaio 2022 (Prot.:13199/RU), infatti, il Presidente Marcello Minenna ha comunicato le nuove imposte di consumo sui prodotti liquidi da inalazione, "contenenti o meno nicotina".
A partire dalla data di pubblicazione del provvedimento, risalente alla giornata del 16 Gennaio, viene spiegato nell'atto in questione, l’imposta risulta essere stabilita nella misura di euro 0,175070 il millilitro, con riferimento ai liquidi contenenti nicotina, ed in euro 0,131303, sempre sulla base del millilitro, per quanto riguarda i liquidi che sono senza nicotina.
A questa imposta, poi - che va in parallelo alla fiscalità del tabacco - si giunge, appunto, sulla base dell'accisa gravante su 5,63 sigarette convenzionali, ovvero 0,87535 euro.
Inoltre, come viene esposto da Adm, "nelle more della determinazione delle cinque marche di sigarette più vendute, nonché del prezzo medio ponderato delle sigarette rilevate nell’esercizio 2022, su tale valore è da calcolare per millilitro di prodotto liquido da inalazione l’imposta di consumo pari al 20 per cento e al 15 per cento di detto importo rispettivamente per i prodotti con o senza nicotina".
Ciliegina sulla torta finale, è da preciare come l'imposta in questione sia in aumento, sebbene in modo contenuto, rispetto a quella che era essere l'anno addietro.
Poco o molto che sia, in ogni caso, sempre di aumenti trattasi. Per di più, aumenti che si vanno ad aggiungere a quelli disposti dal Governo Conte, con la Manovra ratificata a Dicembre 2020, e che sono divenuti pienamente efficaci a partire dal 1 Gennaio di quest'anno.
Senza dimenticare come i rincari faranno un ulteriore balzo - con decorrenza il 1 Gennaio 2023 - se alcun intervento di legge giungerà a modificare/annullare la scaletta già prevista dall'operazione normativa condotta dal duo Conte-Gualtieri.

Green pass per i clienti che devono accedere ad un negozio di sigarette elettroniche: sarà necessario oppure no?
Continua il dibattito tra le stanze del Governo sul Dpcm “secondario” che dovrà completare ed integrare quello che, in tema di misure anti-Covid, è già stato emanato il 5 Gennaio scorso.
Da stabilire in quali “esercizi” i clienti dovranno entrare muniti di un qualsiasi green pass (andrebbe bene anche quello di primo livello che si ottiene con un tampone negativo) ed in quali, invece, si potrà accedere liberamente.

SICURAMENTE SENZA GREEN PASS IN ALIMENTARI, FARMACIE E FORZE DELL’ORDINE
Ora come ora, pare certo che si potrà entrare senza restrizione alcuna in farmacie, parafarmacie, alimentari nonchè presso Caserme e Forze di Polizia per sporgere denunce in via urgente.
Tre Ministeri (quelli della Salute, della Giustizia e della Pubblica Amministrazione) sarebbero concordi nel restringere solo a questi contesti l’esenzione dalla certificazione verde; il Ministero dello Sviluppo economico, invece, preme per allargare ad altri esercizi e tipologie tale possibilità.
In particolare, il Mise mirerebbe ad estendere l’esenzione dal green pass a tutti quegli esercizi che già furono identificati come essenziali ai tempi del lockdown di Marzo-Aprile 2020 e che furono allegati al Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del drammatico 2 Marzo 2020.

DUE LINEE A CONFRONTO
Le due “linee” di pensiero dovranno trovare una sintesi per poi portare la questione all’attenzione del premier Draghi per la firma finale.
In ogni caso, il tavolo resterà attivo per tutto questo fine settimana con i principi di quella prossima che dovrebbero assistere al varo del nuovo Decreto.
Se passerà la linea del Ministero dell’Economia guidato da Giorgetti, quindi, i clienti dei negozi di sigarette elettroniche insieme a quelli dei Tabacchi e di una molteplicità di altre attività saranno esentati dalla presentazione di qualsiasi green pass per accedere negli esercizi (questa linea sarebbe anche quella più gradita allo stesso Draghi).
Passasse, invece, l’idea dei Dicasteri Salute-PA-Giustizia, si imporrebbe la necessità, per entrare (anche) negli svapo store, di esibire un green pass, anche quello di livello più basso che si ottiene con la negatività di un antigenico nelle precedenti 48 ore o di un molecolare nelle precedenti 72.

Trasferire la personale esperienza maturata nell’ambito lavorativo.
Mettendo a disposizione della collettività le proprie conquiste.
E’ questo il “succo” del percorso di Walter Piras, imprenditore titolare dello store Svapoweb di Alpignano, in provincia di Torino.
Da oltre sei anni operativo nell’esercizio di via Mazzini, la storia di Piras è comune a molti dei suoi colleghi di settore.
“Oggi ho 54 anni e fino ad undici anni fa fumavo un pacchetto di sigarette al giorno. Poi incontrai la sigaretta elettronica”.
Un incontro non voluto, casuale ma incredibilmente efficace “Mi occupavo di tutt’altro, fui invitato ad una inaugurazione ed ebbi modo di imbattermi in questo prodotto. Ovviamente, all’epoca, parliamo del 2011, eravamo al cospetto di una versione primordiale, grezza, lontanissima dagli standard ufficiali. Eppure…”.
Eppure fu amore a prima vista.
“Iniziai ad usare la e-cig e smisi di fumare praticamente subito, di colpo. Azzerandone immediatamente i consumi. Eppure avevo avuto difficoltà, in passato, a smettere. La mia era una vera e propria dipendenza. Tuttavia, la gestualità della e-cig, che come noto simula quella della tradizionale, credo mi abbia aiutato in modo rilevante”.
Il divorzio dal tabacco è, quindi, consumato con i benefici per la salute che fanno capolino nell’immediato “Dopo una settimana – commenta Walter – già mi sentivo meglio”.
La sigaretta elettronica, però, mi ha aiutato a tenere duro perchè, ancora nei due anni successivi, vi era sempre la tentazione di riaccendersi una sigaretta.
Lo svapo, quindi, come svolta di vita.
Lo svapo che diventa, ben presto, lavoro.
E nel 2019 si convola a nozze con Svapoweb.
L’appeal del marchio arancione targato Arcangelo Bove, già abbondantemente noto all’imprenditore piemontese, si spiega nei tempi di adesione al progetto franchising
“Ho impiegato cinque minuti per dire si alla proposta”.
Soddisfazioni tante per un imprenditore che naviga nel commercio da oltre trent’anni.
Ma che fa i suoi distinguo
“Chi gestisce un’attività di svapo deve avere una competenza a 360 gradi, non si tratta di mera vendita. Noi siamo a contatto, quotidianamente, con persone che hanno bisogno del nostro aiuto, che vanno affiancate, accompagnate”.
Non un negoziante, quindi, ma un vero e proprio consulente di smoking cessation.
Ed ora il presente, il futuro di un settore che non ha trovato giustizia, nell’ultima legge di Bilancio, rispetto alla Manovra ideata, un anno addietro, dal duo Conte-Gualtieri.
“Non credo che l’aumento delle accise possa incidere molto – commenta e conclude Piras – Piuttosto pongo l’accento sul riconoscimento che abbiamo avuto durante il 2021″.
Il riferimento è anche alle tabelle che, per determinazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sono state apposte all’esterno delle attività del vaping con tanto di simbolo dello Stato.
Un primo passo verso una “dignità” del cosmo svapo, per quanto si sia consapevoli di come il percorso sia ancora lungo, in senso più ampio, nell’ottica di una mentalità del minor danno.
Si procede per step, in ogni caso.
“Stiamo trovando una nostra dimensione“, sottolinea Piras.
E tanto può bastare.
Quanto meno si è stati sottratti da una nube di indefinito.

Cari amici della sigaretta elettronica, cari produttori, cari affiliati della rete Svapoweb, soprattutto cari utilizzatori.
Il mio saluto affettuoso a voi tutti a conclusione di un anno che, nel suo divenire, era stato anche dolce per il nostro settore ma che, poi, si è trasformato in amarissimo nella sua appendice.
La politica, ancora una volta, ha mostrato chiusura al settore dello svapo alzando le barricate rispetto ai due emendamenti che chiedevano di addolcire la Manovra approvata un anno fa.
Purtroppo, invece, a partire dal 1 Gennaio 2022, i rincari sono realtà.
E’ una misura sorda, cieca. Non tiene in considerazione importanti elementi che arrivano dalla scienza, non ultima da quella nazionale, e che indicano chiaramente come la sigaretta elettronica abbatta notevolmente il danno della sigaretta classica.

La politica non ascolta la scienza, la ignora e si affida a pregiudizi e chiacchiericci.
Questo è un dato molto grave perchè in ballo vi è la salute delle persone.
In Italia la sigaretta tradizionale, lo ricordiamo a qualche smemorato, causa annualmente 90.000 decessi, tra i 7 e gli 8 milioni nel mondo. E’ inammissibile che, rispetto ad alcuni Stati, come il Regno Unito e la Francia che hanno “aperto” alle possibilità del vaping, persistono delle “resistenze” concettuali nella nostra Nazione che sono fondate sul nulla.
Lo svapo è la soluzione del problema fumo, probabilmente la più efficace, ma, anche in questa legge di Bilancio, è stata trattata come una parte del problema.
Aspettiamo tempi migliori per quanto, durante l’anno appena concluso, come detto, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avesse dato un segnale importante al settore introducendo le insegne all’esterno delle attività, così accostando per la prima volta il logo dello Stato al vaping.

Ai colleghi del settore rivolgo un forte in bocca al lupo, nella speranza che tutti possano tenere duro al cospetto del nuovo schiaffo ricevuto.
Ma di un dato potete essere certi: la sigaretta elettronica è il futuro, è la via maestra nei percorsi di smoking cessation.
A questa evidenza si dovranno arrendere anche i nostri legislatori.
Ora, però, è il momento dell’unità. Non dividiamoci, restiamo compatti.
Arcangelo Bove – Presidente Unione nazionale affiliati Svapoweb

"Ai sensi dell’articolo 62-quater, comma 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sui prodotti liquidi da inalazione, contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all’immissione in commercio come medicinali ai sensi del decreto legislativo 24 aprile 2006, numero 219, e successive modificazioni, si applica, a decorrere dal 1 Gennaio 2022, l’imposta di consumo pari, rispettivamente, a € 0,173719 il millilitro e a euro 0,130289 il millilitro".
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha provveduto a pubblicare il Direttoriale che annuncia il nuovo regime fiscale che scatterà dal 1 Gennaio 2022, ovvero tra una manciata di ore, in capo al settore del vaping.
Il tutto pochi minuti dopo l'approvazione definitiva della legge di Bilancio.
Con 355 voti favorevoli e 45 contrari, infatti, la Camera dei Deputati ha detto si alla Manovra 2022.
Nessuna sensazionale news, del resto: il match, infatti, si era già consumato in Senato con il testo che, licenziato in quest'ultima sede, è passato tal quale anche a Montecitorio.
Piange la sigaretta elettronica: i tentativi della Lega di annullare (prima) e di limare (poi) la legge di Bilancio approvata esattamente un anno fa hanno impattato contro il muro della Commissione Bilancio del Senato.
Di conseguenza, resta pienamente vigente la stangata ideata dal duo Conte-Gualtieri (12 mesi or sono) che aveva previsto aumenti progressivi al 1 Gennaio 2021, 1 Gennaio 2022 e 1 Gennaio 2023.
E dei quali, ad oggi, ancora non si era avuta percezione grazie ad un provvedimento del mese di Agosto che ne aveva congelato gli effetti tra il 1 Agosto 2021 ed il 31 Agosto 2021.
Ora cosa succede: la nuova imposta su un flaconcino da 10 millilitri di liquido con nicotina sarà pari ad 1,74 centesimi di euro; quella su un flaconcino da 10 millilitri senza nicotina sarà di 1,30 centesimi di euro.
A tali importi dovrà sommarsi l'iva nella misura del 22 percentuale perchè, nella patria delle tasse, si paga l'iva anche sull'imposta.
Imposta più iva, quindi, secondo la nuova impostazione, su un flaconcino da 10 ml con nicotina saranno uguali a 2,12 euro.
Imposta più iva, invece, su un flaconcino di pari volume, senza nicotina, corrisponderà a 1,58.
E dal 1 Gennaio 2023, se non interverrà nuovo provvedimento a stoppare l'attuale stato di cose, scatterà un ulteriore plus di 50 centesimi.

E Ferrara si tinse di arancione.
Anche la cittadina dell’Emilia Romagna, infatti, ha assistito al taglio del nastro di uno store afferente la catena ideata dall’imprenditore sannita Arcangelo Bove.
E questa volta a credere nel famoso brand del vaping, leader nel mercato nazionale, è un giovanissimo.
Domenico Fioravanti, appena 22 anni, è, infatti, il timoniere della nuova esperienza ferrarese che ha visto i suoi natali, a poche ore dal Natale, in Corso Isonzo.
Sono, come i miei colleghi, un appassionato del mondo dello svapo a tutto tondo – fa presente l’imprenditore – L’idea di aprire un punto vendita è nata dal desiderio di voler cambiare il pensiero e le abitudini consolidatesi, con il tempo, nella società e nella mentalità delle persone, cercando di distoglierle dal vizio del fumo di sigaretta tradizionale”.
Idee molto chiare quelle di Fioravanti che ben ha in mente il ruolo che l’esercente del settore deve rivestire rispetto ad un cliente che, “precedentemente ascoltato ed analizzato”, va condotto, in un discorso di smoking cessation, “ad un approccio con il mondo dello svapo”.
Gli store di sigarette elettroniche, quindi, come nuovi riferimenti per aiutare il consumatore a sottrarsi alla dipendenza tabagista.
Dalla scelta di investire nel vaping a quella di associarsi al franchising di Svapoweb
“Nonostante le molteplici esperienze nel campo – spiega il giovanissimo Domenico – abbiamo deciso di intraprendere questo percorso con Svapoweb perchè azienda molto professionale e competente nel settore in questione e, in quanto tale, punto dì riferimento nel territorio italiano”.
Quello di Ferrara è il tassello numero 215 che viene piazzato nel mosaico del franchising nato dalla ennesima intuizione di Bove.
E non è tutto: imminenti, ulteriori aperture sono programmate nel breve termine in tutto lo Stivale.
Il marchio arancione più forte della crisi pandemica: un investimento sicuro sul quale in tantissimi hanno voluto puntare nonostante la fase socio-economica più critica dal secondo dopoguerra ad oggi.