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Una review indipendente dei ricercatori del progetto Replica ha comparato gli effetti del fumo di sigaretta e del vapore delle sigarette elettroniche in termini di stress ossidativo, il precursore di patologie polmonari, cardiovascolari e dei tumori.
Ad oggi, le evidenze scientifiche disponibili costituiscono un puzzle di informazioni che, nonostante i limiti metodologici e sperimentali, mostra un impatto ridotto degli ENDS sullo stress ossidativo rispetto al fumo di sigaretta, anche se alcuni studi hanno concluso che non lo eliminano del tutto, lasciando il quesito ancora in sospeso.
I processi biologici necessitano del mantenimento di una relativa stabilità nelle reazioni di ossido-riduzione: fattori interni ed esterni possono però compromettere la stabilità metabolica, una deviazione che porta alla nota condizione di stress ossidativo.
Il fumo di sigaretta è una delle principali cause esogene dello stress ossidativo, uno dei fattori più importanti alla base dello sviluppo di patologie polmonari, cardiovascolari e dell’insorgenza di tumori.

Le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato sono ormai inseriti all’interno delle strategie di riduzione del danno, ma, se paragonate alle sigarette, qual è il loro impatto in termini di stress ossidativo?

Valutare i rischi connessi permette non solo di ampliare la base scientifica a sostegno delle scelte di milioni di fumatori e svapori in tutto il mondo, ma contribuire ad una maggiore comprensione dei meccanismi di infiammazione.
È per questo che i ricercatori del progetto Replica, uno dei principali progetti portati avanti dal CoEHAR, hanno condotto una review indipendente e completa sulla letteratura di settore, paragonando gli effetti in termini di stress ossidativo del fumo di sigaretta con quelli delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato.
Secondo la review “The Impact of Tobacco Cigarettes, Vaping Products and Tobacco Heating Products on Oxidative”, sebbene le sigarette elettroniche siano meno dannose delle sigarette convenzionali, sono emerse limitazioni sperimentali e procedurali negli studi analizzati.
Gli studiosi hanno inoltre notato lacune in merito agli effetti degli aromi artificiali utilizzati per le sigarette elettroniche e sulle conseguenze a lungo termine.
L’uso di diversi modelli in vitro e in vivo e di regimi di puffing non standardizzati sono questioni importanti per la valutazione degli effetti dei dispositivi elettronici ed è fondamentale determinare se e come le condizioni di esposizione possono essere trasposte a situazioni del mondo reale .

LA REVIEW

Lo stress ossidativo è coinvolto nella patogenesi di diverse malattie respiratorie, tra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e le sue comorbilità, come l’asma, la fibrosi polmonare e la fibrosi cistica.
Sebbene gli effetti deleteri del fumo di sigaretta siano ben consolidati, è ancora in corso un dibattito sul potenziale effetto dei dispositivi elettronici a rilascio di nicotina sui livelli di stress ossidativo.
Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi studi in vitro e in vivo con conclusioni spesso diverse, e talora in netto contrasto tra loro, segno che le limitazioni sperimentali possono condurre a risultati diversi che confondono sia i consumatori sia coloro incaricati di indirizzare le politiche anti-tabacco. 
Lo stress ossidativo e l’infiammazione derivanti dal fumo di sigaretta e dall’esposizione agli agenti inquinanti hanno un ruolo prevalente nel danno vascolare e nella disfunzione endoteliale.
È stata dimostrata una chiara relazione tra fumo e malattie cardiovascolari, tra cui aterosclerosi e ipertensione, malattie coronariche e insufficienza cardiaca. Per quanto riguarda le ecig, la letteratura di settore evidenzia come, in realtà, ci siano dati limitati e contrastanti sui potenziali effetti sullo stress ossidativo correlato ai rischi cardiovascolari. 
Nonostante la rilevanza dei risultati riportati in questa revisione, sono emerse preoccupazioni per quanto riguarda i limiti sperimentali e procedurali notati, nello specifico per quanto riguarda i metodi di esposizione degli studi in vitro.
Inoltre, sono indispensabili ulteriori studi per valutare gli effetti degli aromi utilizzati nello svapo. Alcuni di questi aromi sembrano possedere proprietà nettamente antiossidanti, mentre altri potrebbero avere un pericoloso potere pro-ossidante. Futuri studi dovrebbero valutare i diversi aromi ed il loro comportamento in base anche alle condizioni di utilizzo.
Ad oggi, le evidenze scientifiche disponibili costituiscono un puzzle di informazioni, che, nonostante i vari limiti discussi, mostra già un impatto ridotto degli dispositivi elettronici a rilascio di nicotina sullo stress ossidativo rispetto al fumo di sigaretta, anche se non lo eliminano del tutto.

da Coehar

Quale è l'opinione che i medici si stanno costruendo della sigaretta elettronica?
In tal senso, un utile termometro è quello che vive nei forum medici, quelli che - solitamente suddivisi per specialità e branche - vedono professionisti fornire risposte a precise domande degli utenti.
Non sono pochi gli utenti che, a causa dei più diversi motivi - in molti casi dopo aver accusato fastidi fisici - si rivolgono a queste piattaforme e chiedono se nel lasciare le bionde, contestualmente passando al vaping, si possa avere un miglioramento della personale situazione e se, quindi, questo passaggio sia conveniente o meno.
Un uomo di 35 anni, ad esempio, fumatore da 40 sigarette al giorno, afferma di essere transitato alla e-cig constatando di aver vista diminuire sensibilmente la tosse che, ormai, cronicamente lo affliggeva.
Quindi il quesito posto al medico tramite la interfaccia di "Medicitalia" "Fa male a cuore e polmoni la sigaretta elettronica?".
La risposta arriva da Giuseppe Salaris, Oncologo specializzato in Pneumologia
"La sigaretta elettronica - annota il professionista in esordio - è entrata in uso da troppo poco tempo per esprimere un giudizio sulla sua innocuità" precisando come gli effetti collaterali che si sono registrati "sembrerebbero legati a manomissioni degli apparati che generano il vapore o dalla introduzione di altre sostanze per scopi voluttuari".
Quindi l'opinione complessiva "Il mio parere personale è che sia meglio svapare che fumare, ma se uno riesce a smettere del tutto è ancora meglio".
Tant'è: una posizione che esemplifica alla perfezione il concetto del minor danno da fumo: preferibilmente, cioè, meglio non fare uso di nulla ma se proprio lo si deve, al fine di dire addio al fumo, ok alla e-cig.
Nulla più, nulla meno.
Una annotazione nel finale: la "cultura" che i medici si stanno facendo sul vaping, sul minor danno sono tutto frutto di una conoscenza fai-da-te.
Mancano - ovviamente e purtroppo - nel nostro contesto nazionale - a livello di Istituzioni ancora chiuso alla opzione della sigaretta elettronica -vere e proprie attività di informazione che certamente sarebbero incisive ai fini di meglio tutelare la pubblica salute.

"Le sigarette elettroniche devono essere poste al centro delle strategie anti-fumo".
Lo afferma un team di ricerca Usa in una pubblicazione diffusa sull'American Journal of Drug and Alcohol Abuse.
Nel loro approfondimento gli analisti hanno preso in considerazione i dati di centinaia di studi condotti nel tempo sull'uso di e-cig e sigarette arrivando a concludere come l'uso della sigaretta elettronica fosse in realtà collegato a successi, in termini di astinenza dal fumo, decisamente più marcati rispetto a quelli che, invece, erano riscontrabili nel ricorso alle altre terapie anti-fumo autorizzate (vale a dirsi cerotti e simili).
I risultati si sono apprezzati, come detto, dopo una revisione di precedenti studi riguardanti decine di migliaia di pazienti trattati tutti con liquidi per sigaretta elettronica a base di nicotina.
Gli analisti, quindi, al termine di questa ampia rivisitazione, hanno potuto concludere come la percezione negativa della sigaretta elettronica e la tendenza a considerarla come un qualcosa di sovrapponibile al fumo, nei suoi effetti, rappresenti un grave danno per la salute pubblica e una clamorosa mancata occasione per affrontare in modo proficuo la questione del tabagismo.
E' stata pertanto rimarcata, da parte degli autori dell'approfondimento, la "assoluta necessità di superare tali percezioni e di esplorare apertamente il potenziale utilizzo della e-cig come strategia di riduzione del danno nei fumatori che altrimenti trovano davvero difficile smettere".
Importante anche il gioco di parole: gli studiosi suggeriscono, infatti, di "esplorare il potenziale".
Tentare di capire, provare, non escludere a priori.
Perchè, ad oggi, in troppi contesti, è proprio quello che si fa.
Quando talune Istituzioni sentono parlare di vaping fanno come l'esorcista nella sua tipica formula del "vade retro".
Si rifiuta anche la pur semplice valutazione.
Laddove, invece, i promotori del minor danno non pretendono che la e-cig escluda altre soluzioni nelle strategie di smoking cessation ma che essa venga, molto semplicemente, considerata al pari delle altre opzioni.

Smettere di fumare non è come azionare una bacchetta magica.
Che, di colpo, cancella ogni rischio futuro rispetto agli anni pregressi con la sigaretta tra le labbra.
Lo chiarisce la Fondazione Veronesi con un intervento pubblicato sull'interfaccia web istituzionale
"Smettere di fumare - viene in esordio precisato - spezzando la potente dipendenza dalla nicotina, è un risultato straordinario che consente di ridurre drasticamente il rischio di sviluppare il tumore del polmone; una riduzione che è tanto più consistente quanto più precocemente si è riusciti ad abbandonare il fumo.
Tuttavia - proseguono - dire addio alla sigaretta non rende immuni dalla malattia.
È possibile infatti che il fumo avesse già danneggiato il tessuto polmonare, creando le condizioni per lo sviluppo del cancro.
In tal caso, nonostante si sia abbandonato il fumo, l’organismo non è riuscito a ripararne i danni e contrastare l’avanzare della malattia.
È impossibile sapere se la malattia sarebbe insorta prima, nel caso in cui non si fosse lasciata l’abitudine al fumo.
Inoltre, non si può neanche escludere che il tumore non sia in alcun modo connesso al fumo, ma che dipenda da altri fattori. Il cancro del polmone, come quasi tutti gli altri tumori, infatti, è una malattia multifattoriale".
"È vero che il fumo rappresenta il principale fattore di rischio, ma non è l’unico - insistono dalla Fondazione Veronesi - e il legame tra dipendenza dal tabacco e insorgenza del tumore non è lineare: non tutti i fumatori si ammalano di cancro.
Allo stesso modo, anche chi non ha mai fumato può sviluppare la malattia, tanto che si stima che tra il 10% e il 15% dei pazienti con cancro al polmone non abbia mai acceso una sigaretta.
Le cause del cancro al polmone nei non fumatori non sono completamente note.
Di certo gioca un ruolo la genetica: il tumore che compare nei non fumatori ha infatti specifiche caratteristiche genetiche (per esempio alterazioni nel gene EGFR).
Si tratta di alterazioni che non necessariamente compaiono alla nascita, ma possono svilupparsi nel corso della vita.
È possibile poi che si sia stati esposti ad altri fattori di rischio, per esempio contaminanti ambientali come asbesto, gas radon, metalli pesanti, gas di scarico, inquinamento atmosferico.
E c’è anche il fumo passivo.
Si tende a dimenticarlo, ma semplicemente vivere o lavorare con un fumatore aumenta il rischio di malattia di circa un terzo".
Il numero di anni trascorsi nelle condizioni di fumatore e, ovviamente, il numero delle sigarette quotidianamente fumate rappresentano chiaramente un fattore determinante in termini di predisposizione.
"In ogni caso - concludono - sebbene ridurre il rischio di cancro del polmone sia uno dei più grandi vantaggi che possono derivare dalla cessazione del fumo, abbandonare la sigaretta offre ricompense immediate sul benessere e la qualità di vita: si respira meglio, vanno via la tosse e la congestione nasale tipica del fumatore, migliorano le funzioni cardiovascolari, si recuperano gusto e olfatto, camminare diventa più facile e l’energia fisica aumenta".

Nessuno vi può multare se fumate alla guida o, allo stesso modo, se svapate.
Non vi è alcuna previsione del Codice della Strada, infatti, che va a punire queste condotte anche se l'auto è in marcia.
Rispondiamo al preciso quesito di un nostro lettore riaffrontando una questione che già avevamo trattato attraverso le colonne di questa testata.
La domanda, in effetti, che ci pone il nostro "seguace" non è, di concetto, infondata "Se è vietato usare il cellulare alla guida, non dovrebbe essere la stessa cosa anche per chi fuma o svapa?".
Come detto, il principio del quesito è quanto meno appropriato: se l'uso del cellulare da parte del guidatore è vietato dal momento che distoglie dalla guida e sottrae una mano al controllo del mezzo, non dovrebbe essere la stessa cosa anche per altri dispositivi?
In effetti, dovrebbe. Ma non è.
Ora come ora, quindi, guidare con una sigaretta alla mano non espone ad alcun rischio di sanzione.
Tuttavia, se si fuma all'interno dell'automobile in presenza di una donna incinta o di bambini di età inferiore ai dodici, si è in sanzione: in questo caso, però, la multa non riguarda solo l'austista ma qualunque occupante dell'automobile, anche se il veicolo è in sosta e a motore spento.
Quest'ultima fattispecie, che, comunque, non tocca la sigaretta elettronica, attiene non ad un discorso di sicurezza alla guida bensì ad uno di tutela di fasce delicate (donne incinte e bambini, appunto) dal fumo passivo.
Con riferimento al Codice della Strada, invece, nessuna limitazione, sebbene della introduzione di un divieto di fumo/svapo al guidatore si era discusso negli scorsi mesi, senza che però la proposta approdasse in porto.
Ovviamente, per rispondere al nostro lettore, nessun timore di multa ma, dove la legge non arriva ancora, deve arrivare il buon senso: quando si è alla guida, si guidi e basta.

Italia protagonista nella vetrina tedesca di Dortmund.
Nella giornata odierna, infatti, parte nella città tedesca Intertabac, l'appuntamento annuale con la più importante Fiera internazionale dedicata ai prodotti del tabacco e dei suoi accessori.
La Federazione Italiana Tabaccai, in particolare, come si apprende da nota di quest'ultima, unitamente alla Confederazione europea dei Dettaglianti del Tabacco, sarà protagonista del Forum intitolato "Nuovi prodotti da fumo e nicotina in tabaccheria - Best practices in Europa".
Il Presidente nazionale Federazione italiana Tabaccai, Mario Antonelli, viene ancora spiegato, assieme ai suoi colleghi della CEDT, "offrirà un contributo qualificato al dibattito, esponendo il punto di vista della rete di vendita al dettaglio sulle potenzialità e le prospettive di questo nuovo mercato in crescita con un richiamo all’esperienza italiana quale modello di buone pratiche.
Sarà un’occasione importante - è rappresentato ancora - per far conoscere ad una platea internazionale la realtà delle nostre tabaccherie e la sua importanza come rete aperta alle innovazioni nel quadro di un sistema di vendita che offre le migliori garanzie di affidabilità e responsabilità".
L’appuntamento con la sessione in questione è per domani, Venerdì 16, a partire dalle ore 14.
Alla Fiera saranno presenti aziende di tutto il mondo con esposizione di prodotti tradizionali ed innovativi non solo del tabacco ed a base di nicotina ma anche del settore degli accessori e delle sigarette elettroniche.
Un appuntamento che ritorna dopo due anni, mandato in freezer dalla pandemia: l'ultima volta era stata nel 2019, poi i due anni di buio e, ora, anche rispetto a questo profilo, il ritorno alla normalità.
Nel corso della ultima edizione si erano confermati dati estremamente significativi: circa 13.800 le persone che hanno visitato gli stand, nuovo record, e circa 520 espositori provenienti da 47 Paesi che hanno presentato la loro gamma di prodotti e servizi relativi al consumo di tabacco.

Dieci candeline per Svapoweb.
Le prime dieci.
Compleanno speciale quello che cade nella giornata odierna, Mercoledi 14 Settembre, per Svapoweb, azienda leader in Italia nel settore del commercio di sigarette elettroniche e di e-liquid, gioiellino imprenditoriale nato dalla brillante intuizione di Arcangelo Bove, attualmente Ceo della medesima azienda .
Una storia di successo, una parabola come solo nelle favole più belle.
Ora come ora Svapoweb è, infatti, il primo e-commerce in Italia – con fatturati in costante crescita – ed oltre 220 negozi in franchising inaugurati dal 2019 ad oggi.
Ma la stupenda cavalcata inizia da lontano.
In principio fu la lungimiranza.
Quella che è propria di chi riesce a vedere avanti, ad immaginare scenari futuri magari al momento “insospettabili”.

Ed è proprio quello che, oltre dieci anni or sono, ha caratterizzato il sannita Arcangelo Bove, all’epoca studente in Giurisprudenza.
Bove capì che la sigaretta elettronica – allora prodotto novello ed acerbo – avrebbe potuto rappresentare il domani delle alternative al fumo e diede vita all’e-commerce, alla registrazione del marchio fino alla gestione dei primi ordini ricevuti sulla nuova piattaforma.
E’ il 14 Settembre 2012, nasce Svapoweb.
Da allora è un vortice di eventi, un crescendo inarrestabile.
La parentesi in Slovenia, causa la soffocante normativa nostrana, la linea di e-liquid Gioark, subito divenuti best-seller.
Quindi, nel 2016, il rientro in patria, l’apertura del primo negozio a Benevento e, subito dopo, gli altri a Caserta, Milano, Trieste, Villesse, Trapani, Marsala ed Avellino.
Bove, a quel punto, ha una seconda intuizione. Anche questa volta vincente.
Dopo aver lanciato l’e-commerce e dopo averlo piazzato ai vertici del mercato di settore nazionale, capisce che una immensa possibilità è quella che vive anche nei negozi su strada.
Quelli classici.
E parte l’iniziativa del franchising: una galoppata vincente che assiste, come prima detto, dal 2019 ad oggi, al taglio del nastro di oltre 220 store.
Nel mezzo Svapoweb diventa una poderosa macchina occupazionale: i tre dipendenti del 2013 divengono 18 nel 2014 e 40 nel 2022.
Senza contare le possibilità legate alla catena degli store. Nel 2019, intanto, Svapoweb viene autorizzato quale deposito fiscale ed afferma sempre più i prodotti a suo marchio rinsaldando, allo stesso tempo, rapporti con i principali player della produzione mondiali.
Bove è, ormai, tra principali imprenditori europei.
Ottenuti riconoscimenti anche internazionali, come quello ricevuto nel 2017, nel contesto della principale fiera del vaping mondiale, l'”International Expo” di Shentzen.

“Sono contento dei traguardi raggiunti – commenta Bove – che sono a loro volta nuovi punti di partenza.
Nonostante le difficoltà legate alla normativa fiscale, nonostante la burocrazia opprimente e la disinformazione, Svapoweb è una realtà consolidata ed in crescita in ambito nazionale ed europeo.
Ringrazio tutti quanti mi hanno accompagnato e mi stanno accompagnando in questo percorso.
Guardiamo al futuro con grinta, convinzione e tanti, tanti progetti ancora da realizzare.
Certi di come il meglio debba ancora venire”.

 

La sorpresa, la “meraviglia” che traspaiono dalle parole di un giovane che è alla sua prima esperienza imprenditoriale.
“Sta andando bene, davvero bene. Sono contento, sinceramente non immaginavo”.
Appena ventuno anni, Niccolò Galleni ha inaugurato, solo lo scorso 4 Agosto, lo Svapoweb Store di La Spezia, città costiera della Liguria.
Ed anche nel caso di Niccolò il risultati sono importanti.
Praticamente a tempo zero.
Avendo aperto da poco più di un mese – ci confida – credevo che ci volesse un pò di tempo per carburare, nonostante la “forza” del brand.
Ed, invece, i riscontri sono stati da subito.
Certo, vi sono momenti morti durante la giornata, il che è normale.
Ma, complessivamente, il trend è decisamente positivo e, sinceramente, non mi aspettavo di fare profitti già dopo il primo mese.

Ho corso un rischio e l’ho corso bene”.
Fortuna? Aiuta sempre, certo, ma dalla parte del titolare dello store spezino v’è una forte praticità ed una forte competenza di base.
Nonostante la giovanissima età, infatti, Galleni è un profondo conoscitore delle dinamiche del vaping

“NEL NUOVO ANNO VOGLIO APRIRNE UN SECONDO”

Quando avevo sedici anni già fumavo un pacchetto di sigarette al giorno.
Quando ne avevo diciotto circa, dopo appena due anni che fumavo, già mi ero reso conto, quando facevo sport, che il respiro era calato.
Questo fa capire il potenziale dannoso del fumo: da diciottenne, fumatore non da decenni, già accusavo prime conseguenze fisiche.

Poi capitò, sempre in quel periodo, che un parente ebbe una brutta diagnosi collegata all’uso di sigarette e gli consigliai l’uso della e-cig, la stessa che stava usando anche io per smettere col fumo.
Anche lui è riuscito ed anche lui ha immediatamente verificato effetti positivi.
Quell’esperienza mi ha un pò fatto accendere la spia e ho pensato “Perchè non aiutare le persone?”.

Comincia la storia con la e-cig e, dopo una esperienza da dipendente in un negozio del settore, il grande salto.
Il contatto con il tutor franchising Svapoweb, Antonio Esposito, ed il viaggio “arancione” a braccetto col brand creato da Arcangelo Bove.
Otto persone su dieci che entrano nello store sono fumatori che cercano una soluzione per smettere, e io cerco di attuare la strategia più adeguata.
Sta andando tutto alla grande e, se, come spero, continuerà così, nel nuovo anno punto ad aprire un secondo negozio”.

"Sono stato invitato a smettere di fumare, altrimenti mi avrebbero dovuto multare. Su altre spiagge di paesi vicini, invece, vedo le persone farlo tranquillamente".
E' questo l'incipit di una mail che arriva all'attenzione di Skyvape da parte di un lettore che ci racconta la sua esperienza su una spiaggia italiana.
"Mi è stato fatto presente - prosegue il messaggio - che sui litorali di quel paese non è consentito fumare sigarette.
Ma, mi chiedo: la legge non è uguale ovunque?".
La domanda, in effetti, non è infondata e trova spiegazione nella confusione che un pò regna in materia anti-fumo.
Val la pena ribadire un pò di ordine.
Primo punto: la Legge italiana vieta di fumare nei luoghi pubblici al chiuso, come da Sirchia del 2003.
Questo significa, quindi, che su tutto il territorio nazionale - indistintamente - non ci si può concedere una bionda "open air".
Punto.
E per quanto riguarda il discorso del fumo all'aperto?
Ebbene, qui veniamo alla risposta da fornire al quesito postoci.
Fumare all'aperto non è vietato da una legge statale.
Alcune realtà locali, tuttavia - parliamo di singoli Comuni - hanno previsto ordinanze e regolamenti che vanno a limitare l'uso della sigaretta in determinati contesti - possono essere l'esterno delle scuole, parchi pubblici o, come in questo caso, spiagge.
Ecco perchè il nostro lettore si è visto intimare di spegnere la sigaretta: evidentemente in quel determinato Comune era in vigore una leggina locale che sanciva il divieto di fumo.
Mentre, invece, nei "paesi vicini" che richiama chi ci scrive non era in vigore alcuna ordinanza anti-fumo e, pertanto, era consentito fumare.
In pratica l'argomento fumo va a due velocità: su quello all'aperto sta decidendo la norma nazionale, sul fumo al chiuso, invece, lo Stato, in via generale, non ha deciso lasciando libertà d'azione e piena autonomia alle sfere locali.
Ecco perchè, per quanto riguarda la sigaretta in spiaggia, si hanno situazioni differenti a seconda del Comune in cui ci si trova.

Roma e Milano pronte a "manifestare" a favore della sigaretta elettronica.
Venerdi 25 e Domenica 27 Novembre, rispettivamente, la Capitale ed il Capoluogo lombardo accoglieranno la carovana della World Vaper's Alliance, associazione internazionale guidata dal Presidente Micheal Landl che ha quale suo obiettivo quello di sensibilizzare Comunità ed Istituzioni sul valore dello svapo quale metodo di smoking cessation.
La doppia tappa italiana sarà parte di un più ampio circuito che porterà gli attivisti della WVA a toccare varie città europee: il tour, infatti, prevede puntate a Strasburgo, Varsavia, Cracovia, Praga, Brno, Lisbona, Porto e Bruxelles.
“Trascorreremo il resto dell’anno organizzando attivismo di base, eventi educativi e advocacy per difendere lo svapo".
Così sottolinea Landl attraverso i suoi canali di comunicazione.
"Ma ora - insiste - chiediamo a tutti i vapers europei di alzare la voce.
Insieme dobbiamo garantire che lo svapo continui a essere accessibile ed economicamente conveniente per aiutare altri milioni di persone a smettere di fumare.
È un momento critico per il futuro dei diritti dello svapo in Europa e nel mondo.
Il punto di svolta sarà senz’altro rappresentato dalla legislazione dell’Unione europea.
Allora vedremo se i Governi europei - ha concluso l'esponente - coglieranno l’opportunità per salvare vite umane o se, invece, andranno negare alle persone il diritto a una vita senza fumo”.
La carovana salperà direzione Europa nel mese di Settembre e, per diverse settimane, porterà il messaggio di sensibilizzazione attraverso il vecchio Continente raccogliendo testimonianza di chi ce l'ha fatta grazie alla sigaretta elettronica e tentando di "smuovere" le convinzioni, spesso opposte, delle Istituzioni.
Landl e compagni d'avventura partono da una convinzione ferma: secondo le loro stime, infatti, l'uso della sigaretta elettronica permetterebbe, nella sola Europa, di salvare la vita di 19 milioni di europei da ora ai prossimi anni attraverso la prevenzione delle varie patologie fumo correlate di tipo canceroso e cardiocircolatorio.