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In attesa che il Disegno di legge Auddino possa vedere la sua alba, gli Enti locali anticipano i tempi continuando ad agire in chiave di lotta al fumo “open air”.
E lo fanno da se.
E' Ancona l'ultima città della serie ad aggiungersi alla lunga serie di quelle che stanno proponendo, su scala locale, provvedimenti volti a proibire il fumo di sigaretta in determinati luoghi all'aperto.
Il Capoluogo di provincia delle Marche, infatti, ha visto l'iniziativa in Consiglio comunale di Gianluca Quacquarini, rappresentante del gruppo “Articolo 1”.
La mozione, in particolare, mira ad introdurre il divieto in questione in contesti quali parchi gioco e fermate dei bus.
Un primo passaggio, un primo step di un percorso più ampio che mira ad essere ben più radicale.
“La mia proposta è stata depositata due anni fa e nel frattempo altri capoluoghi di regione, di provincia e città hanno adottato questo provvedimento – ha evidenziato Quacquarini– tra cui Milano, Firenze, Modena”. 

Le urgenze legate alla gestione pandemica, infatti, hanno comportato, ad Ancona come altrove, uno slittamento della tabella di marcia.
Che ora può riprendere a soddisfare le scadenze illo tempore fissate.

La ratio della mozione Quacquarini risiede nella necessità, come anticipato, di proteggere i più piccoli dal fumo passivo in quelle aeree che, per loro tipologia, sono essenzialmente frequentati da una popolazione pediatrica.
Ma nel provvedimento è anche insista la volontà di non presentare ai più piccini modelli e stili, come quelli del tabagismo, che, senza dubbio alcuno, non sono uno spot ad uno stile di vita sano.
Inoltre, sul modello di Milano, che è stata tra le primissime in Italia ad agire in tal direzione – la prima città in assoluto era stata Sassari – sarà, come prima detto, stretta anti-bionde anche presso le fermate del bus, prototipo di quei luoghi ove, pure essendosi all’aria aperta possono, essere determinarsi situazioni da fumo passivo stante la presenza di più persone che stazionano in pochi metri quadri.
Come lasciano intendere i promotori, si cercherà di comprendere se tale primo step di divieti potrà essere ulteriormente allargato.

Martedì 31 Maggio, in occasione del No Tobacco Day 2022, il Coehar – Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università di Catania – organizza la prima Conferenza nazionale sulla riduzione del danno da fumo dal titolo “Rischi e benefici dei prodotti senza combustione”.
La conferenza, realizzata in collaborazione con la Lega italiana Anti Fumo, si terrà dalle ore 9 alle ore 16:30 presso l’Aula Magna di Palazzo centrale dell’Università, in Piazza Università a Catania.
L’obiettivo della conferenza è quello di mettere al centro del dibattito scientifico e accademico tutte le ricerche pubblicate nel campo della riduzione del danno da fumo, al fine di produrre un documento unico che possa diventare riferimento autorevole per la definizione di politiche di Sanità pubblica efficaci per aiutare i fumatori di tutto il mondo ad uscire definitivamente dalla porta del tabagismo.
A coordinare i lavori della Giornata scientifica ci sarà il professore Riccardo Polosa, fondatore del Coehar e considerato anche l’autore più produttivo al mondo nel campo della ricerca applicata alla riduzione del danno da fumo.
Con lui ci saranno i massimi esperti italiani in tema di HArm Reduction e l’ospite d’eccezione, Hiroya Kumamaru, vice direttore di AOI International Hospital di Kawasaki che discuterà dell’incredibile diminuzione del numero dei fumatori registratasi in Giappone dopo l’ingresso nel mercato nipponico dei prodotti senza combustione.
Dopo i saluti istituzionali che saranno resi da Francesco Priolo – Rettore dell’Università di Catania, Ruggero Razza – Assessore della Salute della Regione Siciliana, lo stesso Riccardo PolosaGiovanni Li Volti – Direttore del CoEHAR, Francesco Purrello – Direttore Dipartimento Medclin e Ignazio La Mantia, Presidente Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catania, vi sarà spazio per l’ International speaker Hiroya Kumamaru, vice director dell’AOI International Hospital di Kawasaki.

A seguire, per la moderazione di Irma D’Aria, giornalista scientifica di Medikeatv, si alterneranno nella relazione Giovanni Li Volti – “I sistemi elettronici di somministrazione della nicotina mostrano una ridotta tossicità delle cellule epiteliali bronchiali rispetto alla sigaretta: il progetto Replica”Gualberto Gussoni, “Centro Studi” FADOI – “Esiti sulla salute nei fumatori con BPCO che utilizzano prodotti da tabacco riscaldato”; Pasquale Caponnetto, Università di Catania – “Studio comparativo di efficacia, tollerabilità e accettabilità dei prodotti a tabacco riscaldato vs sigaretta elettronica: il progetto CEASEFIRE”; Maria Signorelli, Università di Catania – “Studio di un intervento di sigaretta elettronica ad alta intensità di nicotina per smettere di fumare su persone con disturbi dello spettro della schizofrenia”; Jolanda Palmisani, Università di Bari – “Sigarette, e-cig e tabacco riscaldato: come rimodulare la prevenzione?”; Roberto Carnevale, Università di Roma, “La Sapienza” – “Fumo e aterosclerosi: i prodotti a rischio modificato sono la giusta alternativa alla sigaretta tradizionale?”; Piero Portincasa, Università di Bari – “Fattori ambientali e vulnerabilità individuale. Un punto di vista sindemico 2020-22”; Salvatore Ferlito, Università di Catania – “Impatto dell’uso esclusivo di sigarette elettroniche sulla clearance muco-ciliare”.

Alle 12, quindi, la sessione dedicata alle associazioni italiane e, per concludere, la seconda parte dedicata alla Harm Reduction che si articolerà attraverso gli interventi di Emmanuele Jannini, Università di Roma “Tor Vergata” – “Strategie di riduzione del danno nella medicina della sessualità”Aldo E. Calogero, Università di Catania – “Fumo e diabete: relazioni pericolose e relazioni confuse”Venera Tomaselli, Università di Catania – “Impatto del fumo sull’infezione da SARS-CoV2: progetto Troina Study”; Pietro Ferrara, Università Statale di Milano – “L’effetto del fumo sulla risposta umorale ai vaccini COVID”; Ernesto De Bernardis, Responsabile SerT Lentini – “Un presunto ruolo del virus nella resistenza dei fumatori al COVID-19”; Maria Luisa Brandi, Università di Firenze – “Effetti del Fumo e dello Svapo sulla salute delle ossa”; Stefano Pagano e Guido Lombardo, Università di Perugia – “Iqos, citotossicità, analisi morfologica e ciclo cellulare: uno studio in vitro”; Mario Barbagallo, Università di Palermo, componente Consiglio Superiore di Sanità – “Abitudine al fumo nei grandi anziani”; Mario Allegra, Università di Palermo – “Eriptosi indotta da estratti di fumo: una comparazione tra sigaretta tradizionale, sigaretta elettronica ed iQOS”.
Per iscriversi alla conferenza, l’organizzazione invita ad inviare email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Grazie alla partnership della LIAF, per concludere, i primi 50 partecipanti alla conferenza avranno la possibilità di seguire gratuitamente uno dei corsi FAD sulla smoking cessation, valido 50 ECM per medici e operatori sanitari.

“Gli aromi sono buoni, il tabacco alla base non è mai predominante pur lasciando al palato la sensazione di svapare un classico macerato di tabacco”.
Antonio Meoli, esperto Svapoweb, ci fornisce le personali sensazioni, dopo averli testati, dei vari gusti di “Viva latino”, nuova linea Easy Vape studiata in collaborazione con Officine Svapo Milano, da pochi giorni disponibile nel catalogo della rete Svapoweb, brand fondato e guidato dall’imprenditore sannita Arcangelo Bove.
Una linea che nasce dal matrimonio tra due esperienze: quella di Easy Vape, come detto, azienda che produce liquidi ed aromi e già titolare di diversi marchi quali Aromì, Easy Vape, Comics Collection, Le Streghe di Maleventum e quella di “Officine Svapo Milano” che, quest’anno, compie dieci anni di attività e che si muove nella produzione di pipe elettroniche e sigari elettronici, con un taglio squisitamente artigianale e made in Italy.
Ma veniamo ai dettagli di Viva Latino.

TUTTI GLI AROMI

Ecco i vari aromi:
“Lima” (Tabacco Burley, Rhum invecchiato, Tabacco selvatico); Santiago (Tabacco kentucky, Albicocca, Rhum, Tabacco selvatico); Santa Cruz (Tabacco Virginia, Caffè, Latte di cocco, Tabacco selvatico); Caracas (Tabacco red virginia, Biscotto, Tabacco selvatico); Montevideo (Tabacco Kentucky, Virginia, Tabacco selvatico); Forta Leza (Red Virginia, Tabacco selvatico); Maracaibo (English Mixture, Tabacco selvatico); Rio (Latakia, Mela Cotogna, Tabacco selvatico); Cali (Kentucky, Caramella al Cocco, Tabacco selvatico); Salvador (Latakia, Albicocca, Mango, Tabacco selvatico); Bogotà (Tabacco Burley, Caramello, Tabacco selvatico); San Paolo (Kentucky, Burley, Tabacco selvatico).

“La parte aromatizzata nelle varie ricette è molto coerente e fedele con i gusti di riferimento – ci spiega ancora il nostro Meoli – Li ho trovati tutti ben bilanciati nel complesso e ben strutturati insieme al tabacco, nessun gusto sovrasta l’altro, davvero ottimi da svapare in all day.
Tra l’altro li ho apprezzati sia in MTL che da polmone.
I due che mi hanno colpito maggiormente sono sati il Rio dove la Mela Cotogna è bilanciata in modo magistrale al Latakia ed il Lima, dal gusto più fresco grazie al Burley in accoppiata con il Rhum, ideale per le serate a bivaccare in giro con gli amici”.

In più, gli stessi prodotti non sarebbero stati rispondenti ai parametri fissati dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Lo riporta la testata locale internapoli.it.
Le attività della Polizia Municipale, nel dettaglio dell’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori, si sono concentrate su tutte quelle situazioni di illegalità che, in diverse modalità, possono coinvolgere i minori.

ESERCIZIO A PIAZZA DANTE
Grande attenzione è stata rivolta, ad esempio, alla somministrazione di alcol, da parte di diverse tipologie commerciali, a giovincelli molto al di sotto dell’età minima fissata dalla legge.
Sanzioni per gli esercenti e tirate d’orecchi per gli adolescenti, riconsegnati ai genitori senza ulteriore tipo di conseguenza.
A piazza Dante, come prima accennato, è stato beccato un commerciante che aveva venduto dispositivi svapo (non è specificato se si trattasse di e-liquid o di hardware), anche in questo caso, a soggetti troppo giovani.
Gli uomini dell’Unità operativa hanno potuto acclarare, poi, come il materiale non fosse corrispondente alle indicazioni della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Con riferimento a quest’ultimo aspetto non è stato tuttavia chiarito se il prodotto non fosse conforme perchè non contrassegnato, secondo le disposizioni del mese di Marzo 2021, o perchè in violazione ad altro riferimento regolamentare.

LA VICENDA DI MEDA
Solo pochi giorni fa, si ricorda, avevamo raccontato della vicenda di Meda, in provincia di Milano, sempre riferita alla cessione di sigarette elettroniche a minori.
In quel caso, però, non si era trattato di un commerciante, come nel caso di Napoli, ma di un privato cittadino.
Una condotta che sembra essere comunque indicativa della attenzione che viene rivolta, giustamente, al fenomeno dell’accesso dei giovani a sostanze e prodotti che non sono propri della loro età (non guasterebbero, al riguardo, anche controlli presso i tabacchi).
La nostra testata plaude, in ogni caso, a questo genere di attività: le sigarette, classiche o elettroniche che siano, devono essere prodotti da rivolgere esclusivamente a chi vuole smettere di fumare.

Brutta avventura per un 22enne straniero che è stato multato per 333 euro per aver ceduto a minorenni sigarette elettroniche. 
Questa parte di un’operazione portata a termine dalla Polizia Municipale di Meda, provincia di Monza, insieme ai colleghi di Seveso, nel contesto di una più ampia attività volta a reprimere la circolazione di stupefacenti tra i più giovani.
“Scuole sicure” il nome dell'operazione che ha visto le divise locali impegnate nel controllo del territorio, con specifico focus sui movimenti dei giovani delle Scuole secondarie di primo e di secondo grado.

“Gli agenti impegnati in queste ore di servizio straordinario non si posizionano solo nei pressi dei plessi, ma presidiano anche il percorso stazione-scuola e scuola-stazione – ha sottolineato il comandante della Polizia Locale medese, Claudio Delpero, alla testata “primamonza.it” – Questo perché abbiamo notato che capita che nelle stazioni i ragazzini vengono importunati o addirittura rapinati. E che a volte si verificano scambi di sostanze stupefacenti. E’ un modo per garantire loro una maggiore sicurezza”.
E proprio nel contesto di una di queste attività è balzato all'occhio degli agenti il fare circospetto di quattro ragazzini, di età compresa tra i dodici ed i tredici, che si muovevano all’interno dello scalo ferroviario di Meda.

I quattro, nello specifico, si stavano intrattenendo in corrispondenza di uno dei binari quando, dopo circa mezz’ora, è sopraggiunto un giovane – poi identificato come uno straniero di 22 anni – che ha consegnato loro due sigarette elettroniche.
Immediato l’intervento del personale che ha fermato il gruppetto conducendolo presso il locale Comando.
Qui al 22enne è stata notificata una sanzione pari a 333 euro.
Quanto rai quattro ragazzini, invece, gli stessi sono stati consegnato alle famiglie.
Come da prime ricostruzioni, gli adolescenti erano entrati in contatto con il ragazzo straniero attraverso i social e si erano accordati con lui per la cessione delle e-cig fissando l’appuntamento con data e luogo.
Le sigarette elettroniche, invece, al cui interno non era occultata alcuna sostanza stupefacente, sono state sottoposte a sequestro.

da Andrea Zilioli, Direttore Generale Italia di RELX International
Nonostante le restrizioni imposte dalle autorità sanitarie siano state quasi tutte revocate, la pandemia ha cambiato completamente le abitudini di vita di tutti, sia professionalmente che personalmente.
Durante la pandemia, il settore dell’ospitalità è stato esposto a continue incertezze e numerosi decreti-legge che hanno profondamente cambiato quello che, fino a poco tempo prima, era la normalità. Mentre ci muoviamo verso una effettiva ripartenza del settore, anche a seguito dell’allentamento delle restrizioni sanitarie a partire dal 1 aprile scorso, resta necessario fare chiarezza su alcune normative vigenti.

Il riferimento è all’uso di sigarette elettroniche.
In Italia la normativa vigente proibisce espressamente lo svapo in alcuni specifici locali pubblici, come scuole e ospedali.
Eppure, se ci concentriamo sul settore HORECA (alberghi, ristoranti e caffè) manca una chiara presa di posizione.
Allo stato attuale, la regolamentazione nazionale non vieta esplicitamente l’utilizzo delle sigarette elettroniche nei locali chiusi (e quindi anche nei pubblici esercizi), ma è il titolare che, per legge, può autorizzare o meno l’uso di questi dispositivi.
Dunque, usare la sigaretta elettronica al ristorante non è ufficialmente proibita dalla legge, ma il suo utilizzo dev’essere improntato al buon senso e alla civile convivenza, quando si tratta di spazi al chiuso.

Questa incertezza legislativa ha portato, e continua a portare, a una disinformazione da parte di albergatori e consumatori, con una conseguente applicazione in molti casi di direttive non coperte dalla normativa in vigore, le cui vittime sono, come molto spesso accade, i consumatori.
Nel settore dello svapo, inoltre, vengono regolarmente effettuati studi scientifici sul comportamento degli utenti con l’obiettivo di comprendere meglio i rischi e i benefici dell’utilizzo delle e-cig.
Il Parlamento europeo è anche diventata la prima assemblea eletta al mondo a riconoscere la riduzione dei rischi associati all’uso del tabacco attraverso l’uso alternativo delle sigarette elettroniche.
Con il ritorno alla normalità, l’informazione e il buon senso devono restare alla base di un uso coscienzioso e responsabile delle sigarette elettroniche.
Allo stesso tempo, ora è più importante che mai offrire al settore delle linee guida chiare su cui i consumatori e gli operatori possano basarsi e fare affidamento.

 

“D’intesa con il presidente Michele Emiliano abbiamo deciso di lanciare una campagna che porti al progressivo abbandono della sigaretta sotto gli ombrelloni e che rafforzi ulteriormente la lotta all’abbandono di mozziconi sui nostri arenili per sperimentare nell’estate 2022 azioni di contenimento del fumo di sigarette, per rispettare esigenze di salute ormai diffusamente condivise e per giungere, nel 2023, ad avere liberi da sigarette tutti i circa 900 chilometri di costa pugliese”.
Così, in una dichiarazione resa al CorSera, Raffaele Piemontese, vicepresidente della Regione Puglia e assessore al Demanio e Patrimonio, ha annunciato la rivoluzione anti-tabacco che sta per essere posta in essere in Puglia.
La stupenda terra del Sud Italia, infatti, si accinge a divenire il primo Ente ad adottare, su scala regionale, un provvedimento di divieto di fumo su tutte le spiagge del territorio.
Senza distinguo alcuno tra i lidi privati e il litorale libero.
"Noi, come Puglia — ha evidenziato ancora il numero due dell'Esecutivo pugliese — saremo i primi a vietare le bionde a livello regionale.
Già dallo scorso anno abbiamo adottato il divieto di buttare cicche sulle spiagge e nel 2023 completeremo l’opera.
Così come abbiamo fatto per il divieto di plastica, ormai in vigore da tre anni: anche in questa stagione i piatti, i bicchieri, le posate, le cannucce utilizzate, se monouso, devono essere in materiale biodegradabile e compostabile”.
Un passo coraggioso, importante, che mira a tutelare i non fumatori dalle "nubi" passive, accertate senza dubbio alcuno dalla scienza nella loro nocività, e, allo stesso tempo, l'ambiente, tempestato ad ogni estate da una fitta pioggia di cicche sulla battigia.
Un passo coraggioso, si diceva, che, ad oggi è stato anticipato, sul territorio nazionale, "solo" da ordinanze comunali di circa trenta sindaci sparsi tra Nord e Sud della Penisola.
E la Puglia, che già sta conoscendo, da svariati anni a questa parte, una fase di notevole boom di visibilità, si accinge a compiere un ulteriore, nuovo tassello in chiave di civiltà e di immagine.

Il dibattito scientifico sull’efficacia e la sicurezza dei dispositivi elettronici a rilascio di nicotina ha richiesto alla comunità scientifica di produrre informazioni sempre più accurate sulla relativa sicurezza di questi mezzi.
Dibattito che si è esteso non solo allo strumento e alle differenze rispetto alle normali sigarette a combustione, ma anche ai liquidi utilizzati dagli svapatori di tutto il mondo, differenti per quantità di nicotina contenute all’interno, per tipologia e per gli aromi utilizzati.
Come sappiamo, infatti, i liquidi in commercio sono composti da glicole propilenico e glicerina vegetale, aromi e, non sempre, nicotina.
Queste sostanze sono contenute e miscelate in quantità e composti diversi in base alla qualità o alla specifica commercializzazione del liquido venduto.
Il rischio correlato all’utilizzo dei liquidi è dato dalla presenza o meno di residui metallici o microplastiche che potrebbero creare effetti nocivi sulla salute e che spesso sono dovuti ad un mancato o inefficace controllo nel processo di produzione.
Mettendo alla prova alcuni liquidi commercializzati in Italia e abbastanza presenti anche nei mercati esteri, i ricercatori del CoEHAR hanno di recente analizzato i liquidi (aromatizzati con diverse varietà di tabacco) della società Dreamods.
I risultati dello studio pubblicati dalla rivista scientifica “Drug Testing & Analysis” dimostrano la totale assenza di contaminanti da plastiche (micro e nano-plastiche) e un contenuto di metalli al di sotto dei livelli consentiti dall’OMS per le acque minerali.

L’ATTENZIONE DELLE AUTORITA’ PUBBLICHE
Questo, a dimostrazione anche dell’attenzione delle autorità pubbliche europee per una corretta efficacia dei controlli sui prodotti e sulla loro commercializzazione, al fine di garantire sicurezza e standard di qualità.
Gli autori dello studio ritengono che, una volta accertata la riduzione del danno dei prodotti senza combustione, il miglior modo per tutelare la salute degli svapatori sia quello di prediligere prodotti di alto profilo qualitativo.
Durante lo studio condotto nei laboratori del CoEHAR di Catania, grazie alla collaborazione dello spin off ECLAT e all’utilizzo dei sistemi di valutazione più innovativi al mondo, i ricercatori, oltre a escludere la presenza di contaminanti derivati dai metalli e dalle micro- e nano-plastiche, hanno indagato l’effetto tossico sul metabolismo cellulare dei vapori di questi liquidi su cellule epiteliali bronchiali umane, confrontandolo con il fumo di una sigaretta convenzionale.
Il sistema di esposizione al fumo di sigaretta ed al vapore di e-cig utilizzato nei laboratori catanesi consente di riprodurre l’esposizione umana delle cellule polmonari all’utilizzo quotidiano di sigaretta e sigaretta elettronica, riportando dunque risultati certi e inconfutabili.

METODO: SMOKING MACHINE E VAPING MACHINE
Per generare il fumo di sigaretta e l’aerosol delle ecig, sono state utilizzate rispettivamente una smoking machine e una vaping machine.
L’esposizione delle cellule bronchiali al fumo di sigaretta ed al vapore delle e-cig è stata effettuata utilizzando una camera di esposizione biologica contenete le cellule e collegato alle macchine in modo da simulare una esposizione fisiologicamente rilevante per un fumatore o uno svapatore.
In seguito, è stata valutata la citotossicità utilizzando due tecnologie differenti: la tecnologia Real-Time Cell-based Assay (strumento xCELLigence) e la tecnologia High Content Screening (strumento Operetta).
Quest’ultima è stata utilizzata anche per la valutazione del danno mitocondriale (ricordiamo che i mitocondri sono le centrali energetiche della cellula).
In seguito, i ricercatori hanno valutato l’effetto dell’aerosol sullo stress ossidativo, misurando la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) direttamente nei vapori di e-cig prodotti dai 4 liquidi analizzati (“Dolce Bacco”, “Red Bacco”, “Deciso” e “Otello”) e da una sigaretta tradizionale.

I COMMENTI DI CARUSO E LI VOLTI
Il professore Massimo Caruso dell’Università di Catania e autore dello studio si è detto “soddisfatto del significativamente ridotto (circa l’80% in meno) effetto citotossico dell’aerosol di tutti e quattro i liquidi rispetto al fumo di sigaretta” .
Dato confermato anche dal professor Giovanni Li Volti, direttore del CoEHAR che ha aggiunto “Le cellule esposte ai vapori di e-cig mantenevano anche un’ottima integrità dei mitocondri, evidenziando un effetto irrisorio, non significativo anche sul metabolismo cellulare. Inoltre, non è stata rilevata alcuna produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e dunque di stress ossidativo nell’aerosol di sigaretta elettronica”.
Risultati che supportano sempre di più i dati internazionali che confermano la ridotta tossicità delle sigarette elettroniche rispetto al fumo convenzionale e i benefici, in termini di salute, per quei fumatori che decidono di utilizzarle per smettere di fumare.
(da Coehar)

Potevi andare nella bottega sotto casa e fare acquisto di un panino con la mortadella, di una birra e, per completare l'offerta, di una sigaretta elettronica.                    Servizio a 360 gradi quello che veniva offerto da un Alimentari di Milano finito nel mirino degli uomini della Questura del medesimo Capoluogo lombardo e di quelli del locale Comando della Polizia municipale.
Nei guai un marocchino di 43 anni, già gravato da precedenti, titolare della attività che, ufficialmente, doveva erogare unicamente cibi e bevande.
Tuttavia, ad una analisi più approfondita, gli 007 hanno potuto accertare come tra gli scaffali del negozietto fosse presente una offerta ben più ampia.
E molto tech.
Due laptop, sedici smartphone, sei tablet, tre powerbank; Ed, ancora, cinque cuffie con tanto di microfono, ben 45 sigarette elettroniche, 55 varietà di liquidi, sempre per il vaping, e qualcosa come 279 atomizzatori.
Un assortimento bello variegato: peccato che molto fosse fuori norma.
Non bisogna essere, infatti, degli scienziati del diritto per comprendere come un negozietto di Alimentari va ben oltre la propria licenza nel momento in cui va a vendere materiale elettrico, hardware ed e-liquid dello svapo compresi.
Se, poi, si scopre che i prodotti sono anche rubati si finisce per andare a piè pari nel penale buscandosi tanto di denuncia.
Proprio quello che è capitato al nordafricano che, come batte Ansa, è stato raggiunto da una denuncia che ipotizza il reato di contraffazione.
Non è noto - meglio dirsi, non è stato reso noto, quale esercizio commerciale fosse stato vittima dei furti.
Certo è che tablet e sigarette elettroniche erano tutti stati oggetti di furto.
Quanto al primo aspetto della vicenda, si ricorda come il materiale afferente il settore del vaping possa essere venduto, ai sensi della normativa vigente, esclusivamente presso attività autorizzate le quali, per farsi riconoscere, in un certo senso, devono esporre all'esterno degli esercizi stessi tanto di contrassegno dello Stato rappresentante il simbolo del Monopolio.

“Rispetto ai non fumatori, i soggetti di cui è stata appurata in maniera oggettiva la condizione di fumatori sembrano essere meno suscettibili allo sviluppo dell’infezione da Sars-CoV-2.
Questi risultati sono in accordo con dati precedenti che hanno dimostrato l’associazione tra lo status di fumatori autoriferito e una riduzione dei marcatori dell’infezione da Sars-CoV-2.
I nostri risultati supportano l’idea che nuove applicazioni farmaceutiche innovative a base di nicotina possano prevenire l’infezione”.
Con queste parole il fondatore del Coehar, Riccardo Polosa, illustra i risultati dello studio siero-epidemiologico condotto sulla popolazione e sugli operatori sanitari dell’Irccs “Oasi di Troina” attraverso un ampio campione probabilistico differenziato per sesso ed età.
Lo studio è stato condotto dal Coehar, centro di ricerca dell’Università di Catania, in collaborazione con la Duke University negli Stati Uniti e grazie al sostegno del Comune e dell’Irccs Oasi Maria Santissima di Troina.

IL CASO DI TROINA
Circa un terzo dei 1785 partecipanti è stato classificato come fumatore sulla base dei livelli sierici di cotinina: i ricercatori hanno verificato se tali soggetti risultassero positivi all’infezione da Sars-CoV-2, confrontando i risultati con quelli ottenuti dai soggetti non fumatori appartenenti allo stesso campione di ricerca.
Lo studio – dal titolo “The effect of laboratory-verified smoking on SARS-CoV-2 infection: results from the Troina sero-epidemiological survey” – ha rilevato che la prevalenza di positività anticorpale per il virus Sars-CoV-2 era inferiore nei fumatori rispetto che agli ex fumatori o a chi non aveva mai acceso una sigaretta: rispettivamente 19.8% e 31%.
Minor prevalenza che persisteva anche dopo aver valutato possibili fattori di confondimento come sesso, età, condizioni croniche, precedenti infezioni e gruppi di rischio.
Grazie alla conferma dello status di fumatori, attraverso specifici marcatori biochimici, i ricercatori del CoEHAR hanno chiarito una volta per tutte i risultati contrastanti di precedenti ricerche in merito all’associazione tra il fumo di sigaretta e il rischio connesso all’infezione da Sars-CoV-2.

VENERA TOMASELLI “MOLTO SORPRESA DAL RISULTATO
“Sono rimasta colpita nel vedere che lo status di fumatori era associato a una minore positività anticorpale da Sars-CoV-2 – spiega la professoressa Venera Tomaselli, docente di Statistica sociale dell’Università di Catania e membro del Coehar – Tuttavia, va sottolineato che il fumo è un’abitudine di vita malsana che provoca la morte di circa 8 milioni di persone ogni anno, il doppio del Covid-19″.
Il “progetto Troina” riguarda uno studio di gruppo condotto tra Luglio e Settembre 2020 a Troina, un Comune siciliano diventato ben presto zona rossa a causa all’elevato numero di contagi.
Considerando il notevole numero di infetti, si è voluto indagare l’incidenza dell’infezione da Covid-19, attraverso test sierologici sia sulla popolazione residente nel territorio comunale sia su un campione di lavoratori sanitari dell’Irccs Oasi di Troina.
Per rilevare lo status di fumatori si è deciso di associare le dichiarazioni dei partecipanti all’individuazione di uno specifico marcatore biologico, la cotinina, un metabolita sierico della nicotina.

TOTALE 1785 PARTECIPANTI
Su un totale di 1785 partecipanti allo studio e testati per i valori di cotinina, 1312 (il 73.5%) sono abitanti del comune di Troina, mentre 473 (il 26.5%) fanno parte del personale sanitario dell’Irccs Oasi di Troina.
Nello specifico, la maggior parte dei partecipanti è rappresentato da donne (61.4%), con un’età media totale rilevata di 50 anni.
Il 56.1% riportava almeno una patologia cronica.
I test sierologici condotti hanno rilevato una positività anticorpale generale del 5.4%; nessuna specifica differenza nella risposta anticorpale è emersa considerando dati su età e sesso.
La concordanza tra la storia clinica autoriferita relativa allo status di fumatori e la soglia sierica di cotinina è risultata essere alta, con valori pari al 97.1% negli ex fumatori e 98.7% nei non fumatori.
Per quanto riguarda, invece, la correlazione tra fumo e infezione da Sars-CoV-2, la prevalenza di positività alle immunoglobuline nei test sierologici è stata sorprendentemente bassa nei fumatori (19.8%) rispetto ai soggetti con cui si è avviato il confronto.
(da Coehar)