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L’Ufficio Controlli Tabacchi dell’Agenzia delle Accise delle Dogane e dei Monopoli, sotto il coordinamento del Gruppo CP-Operazioni della Direzione generale, dal 7 al 10 Marzo ha eseguito una operazione ispettiva antifrode a tutela della salute pubblica, su larga scala, sull’intero territorio nazionale.
A tal fine l’Adm, tra le Autorità qualificate al controllo della sicurezza dei prodotti introdotti in Italia, ha disposto un’azione di controllo mirato volta alla verifica degli esercizi commerciali che offrono in vendita canapa sativa light, per accertare il puntuale rispetto nella normativa in tema di produzione, confezionamento, etichettatura, immissione in consumo e sicurezza dei suddetti prodotti.
In numerosi casi, infatti, questi sono risultati essere posti in vendita in modalità tali da renderne possibile l’assunzione per inalazione al pari di tabacchi lavorati e assimilati, in palese violazione della normativa vigente.
Ad oggi, infatti, è consentita la commercializzazione della cannabis sativa con le mere finalità di promozione della filiera agroindustriale, delle coltivazioni, e per uso terapeutico.
L’attività è scaturita dall’analisi effettuata dagli Uffici centrali dell’Agenzia ed ha interessato 11 città.
Si è proceduto ad effettuare 212 campionature di materiale a base di cannabis sativa e relativi 163 sequestri amministrativi, per sottoporre ad analisi i prodotti rinvenuti all’interno degli esercizi, al fine di accertarne il contenuto esatto, testare le percentuali di principi attivi contenute in essi, e la veridicità rispetto a quanto dichiarato a legittimazione della loro immissione in consumo.
Nel corso delle operazioni sono state altresì constatate le violazioni al dettato normativo di cui al decreto legislativo 504/1995 (Testo Unico delle Accise), relativamente alla vendita di prodotti non iscritti in tariffa, e prodotti accessori da fumo (filtri, cartine e tubetti), da parte di soggetti privi della prescritta autorizzazione.
Di conseguenza, si è proceduto al sequestro del relativo materiale rinvenuto per un totale di 1.496 prodotti preconfezionati fumabili pronti all’uso, 24.969 cartine 23.057 filtri e 120 prodotti liquidi da inalazione.
L’operazione è avvenuta in coordinamento e stretta collaborazione con il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, sull’intero territorio nazionale.
Attraverso interventi mirati, ed un costante e proficuo supporto operativo prestato ai funzionari Adm, le Stazioni dei Carabinieri competenti per i territori in cui sono stati effettuati i controlli, hanno contribuito in maniera determinante alla riuscita delle verifiche.
Direzione Generale Ufficio Eventi e Relazioni Esterne Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri V Reparto – SM – Ufficio Stampa
Sono in corso, da parte dei Nuclei Operativi Territoriali delle Direzioni coinvolte, gli ulteriori
accertamenti qualitativi e quantitativi del caso, avvalendosi delle analisi tecniche effettuate dai laboratori chimici dell’Agenzia, per individuare anche eventuali illeciti di natura penale.
Il Gruppo CP – Operazioni della Direzione Generale di Adm è stato istituito con Ordine di
Servizio 60/2020 di cui al protocollo numero 413381/RU del 13 Novembre 2020 e, con l’ausilio degli Uffici Controlli delle Direzioni centrali, effettua la programmazione operativa, il coordinamento e l’esecuzione delle operazioni sul territorio per la prevenzione e la repressione dei fenomeni illeciti relativamente a tutti gli ambiti di competenza attribuiti all’Agenzia.

Si mantiene alta l’attenzione da parte degli Organismi preposti rispetto al fenomeno della introduzione illegale sul territorio nazionale di tabacchi lavorati.
Esaustivo di siffatto atteggiamento di massima attenzione rispetto al fenomeno in questione quello che viene dal territorio piemontese.
Ben 655 chilogrammi di sigarette e oltre 10 chilogrammi di tabacco sfuso sono stati, in particolare, sequestrati dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso
l’aeroporto “Sandro Pertini” di Caselle Torinese, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza.
Le sanzioni ammontano complessivamente a 3 milioni 275.000 euro (calcolati sulla base di una sanzione pari a 5 euro al grammo) e sono il frutto di
un’attenta e capillare attività di verifica condotta presso lo scalo aeroportuale torinese sui
passeggeri in transito e destino.
I sequestri di tabacco di contrabbando, rinvenuti negli spazi doganali, sono di noti marchi di produttori come Japan Tobacco, Marlboro, Camel, L&M, Philip Morris.
“Grazie ad accordi di cooperazione con lo Stato italiano e con l’Ufficio europeo antifrode della Commissione europea (OLAF) – viene esposto in una nota Adm – l’Agenzia procede all’invio dei tabacchi presso il deposito reperti di
contrabbando, unico in Italia, per l’accertamento della “genuinità” dei prodotti sequestrati.
La cooperazione tra l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza rende possibile ed efficace – la conclusione – il presidio quotidiano degli spazi doganali e la tutela delle imprese che operano nella legalità”.
Attenzione sempre alta, come detto.
Solo dagli inizi di quest’anno abbiamo raccontato di svariati sequestri di bionde effettuati presso punti sensibili del territorio nazionale.
In particolare i fatti si erano verificato presso gli scali aeroportuali del Galileo Galilei di Pisa e di Malpensa di Milano.
Nonché presso i siti portuali di Trieste, in quella sede erano state sequestrate 30 tonnellate di tabacchi, e di Ancona – presso la cittadina marchigiana erano stati intercettati 160 pacchetti di sigarette.

“Arte e fumo di sigaretta sono da sempre, purtroppo un binomio mal sposato ma un divorzio civile è ancora possibile La soluzione è utilizzare il potere incisivo e multiculturale dell’arte per veicolare un messaggio positivo antifumo: la bionda non rappresenta più nessun simbolo di stile”.
Così Ezio Campagna, Presidente della Lega italiana antifumo, nel corpo di dichiarazione rilasciata alla testata on line dire.it.
Campagna, nelle sue vesti di numero uno Liaf, ha commentato in occasione della mostra di arte contemporanea che, proprio oggi, conosce il suo "start" a Roma presso “Fondamenta gallery”, area espositiva di “Inside Art” sita in zona Monti Tiburtini.
“The cigarette is over” l’intitolazione del contesto espositivo che ha avuto quali suoi principali attori gli artisti di Rome University of Fine Arts che si sono ispirati, nelle rispettive creazioni, al motivo della fine della sigaretta.
Una parabola da quasi valore a disvalore, "concept" efficacemente rappresentato da Alessandro Caruso di Inside Art.
Un titolo che può sembrare provocatorio – ha esposto lo stesso a dire.it – ma forse neanche troppo.
La mostra vuole raccontare proprio questo cambiamento fenomenologico dell’oggetto sigaretta. Fino a pochi anni fa era simbolo di valori quasi positivi; sinonimo di eleganza, di virilità, emancipazione, ribellione.
Compagna fedele di generazioni di artisti, musicisti e poeti. Ultimamente invece si è ribaltato il mondo da questo punto di vista, perché la sigaretta è diventata un ricettacolo di anti-valori, antisocialità e sporcizia, fisica e ambientale”.
Quanto al Presidente Liaf, questi ha anche rappresentato l'esigenza di “utilizzare l’arte e le occasioni di ritrovo pubblico per invitare i fumatori a smettere definitivamente e per lanciare ai ragazzi il messaggio che provare a iniziare è assolutamente sbagliato".
Annotando ancora "Sappiamo anche, come detto più volte, che per chi non riesce a smettere di fumare da solo, il passaggio alle sigarette elettroniche è una soluzione a rischio ridotto che può aiutare a cambiare stile di vita.
Eventi come quello di oggi – ha concluso Campagna – rappresentano il futuro della comunicazione antifumo ed è su questa strada che continueremo a lavorare”.

L’obiettivo finale di migliorare il colore dei denti può diventare un motivo molto più convincente per smettere di fumare, soprattutto tra coloro che ritengono che la questione dell’aspetto dei loro denti sia di fondamentale importanza (aspetto generale rovinato a causa dello scolorimento dei denti e delle macchie di catrame o di tabacco).
A queste domande ha fornito risposta un gruppo di ricercatori italiani coordinati dal prof. Riccardo Polosa, professore di medicina e fondatore del CoEHAR presso l’Università di Catania, e dal prof. Giovanni Zucchelli, docente di Paradontologia dell’Università di Bologna.
ODON è il primo studio al mondo che ha misurato e confrontato le differenze di colore nei denti in un gruppo di fumatori e di non fumatori.
I ricercatori italiani hanno dimostrato che i denti dei fumatori sono significativamente meno bianchi di quelli dei non fumatori, grazie allo studio pubblicato sulla nota rivista scientifica Odontology. Inoltre, smettere di fumare migliora il bianco dei denti.
In genere, la valutazione del colore dei denti viene eseguita “ad occhio”, mediante il confronto visivo con scale di colore predefinite: un metodo soggettivo ed impreciso.

La tecnica della spettrofotometria digitale di ultima generazione è stata utilizzata per misurare con grande precisione gli indici di tonalità del bianco dei denti, al fine di confrontarli tra fumatori, ex-fumatori e non fumatori nello studio “”Repeatability of dental shade by digital spectrophotometry in current, former, and never smokers“.
Siamo orgogliosi dei risultati della nostra ricerca che dimostrano che i denti dei fumatori sono molto meno bianchi di quelli dei non fumatori. Inoltre, l’indice di tonalità del bianco dentale degli ex-fumatori si è collocato in una posizione intermedia tra fumatori e non fumatori” – spiega il prof. Giovanni Zucchelli, docente di Paradontologia dell’Università di Bologna.
Le discromie dentali causate dal fumo di sigaretta non sono permanenti e il processo può essere invertito smettendo di fumare.
Secondo la ricerca, la spettrofotometria digitale potrebbe risultare vantaggiosa anche per altre valutazioni, in quanto può misurare con precisione le alterazioni nelle tonalità del bianco dei denti.
Per esempio, che differenze esistono nel sorriso di chi passa dalle sigarette convenzionali ai prodotti senza combustione? Passando a strumenti a rilascio di nicotina prive di catrame (come sigarette elettroniche o prodotti a tabacco riscaldato) è possibile migliorare la salute orale e il bianco dei denti dei fumatori?
Per dare risposta a queste domande, i ricercatori del CoEHAR stanno conducendo uno studio internazionale che mira a valutare l’impatto dell’utilizzo delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato sulla salute orale e sull’estetica del sorriso su un campione di oltre 600 persone.
In termini di salute pubblica, questi studi potrebbero avere un impatto enorme, secondo Riccardo Polosa, professore di Medicina e fondatore del CoEHAR dell’Università di Catania. Le persone che ritengono che problemi quali l’alito cattivo o l’aspetto del proprio sorriso siano questioni importanti, potrebbero essere fortemente influenzate da considerazioni estetiche nella loro decisione di smettere di fumare.

LO STUDIO

I ricercatori de CoEHAR hanno confrontato l’intensità del bianco dei denti in fumatori, ex-fumatori e non fumatori, in collaborazione con esperti dell’Università di Catania e dell’Università di Bologna.
Dopo la prima visita, per dare maggiore credibilità ai risultati ottenuti, i ricercatori hanno verificato le misurazioni del bianco dentale a sette e trenta giorni dalla prima visita iniziale.
Basandosi sui risultati di questo studio, gli autori stanno pianificando di condurre uno studio internazionale più ampio in cui verranno valutate le variazioni nel bianco dei denti tra i fumatori che decidono di passare a prodotti alternativi a rilascio di nicotina, come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato.
(da Coehar.it)

Grazie ad un accordo con la Scuola Superiore di Catania, il CoEHAR potrà accogliere nei suoi laboratori e presso il suo centro i ricercatori provenienti dai territori martoriati dalla guerra per dar loro la possibilità di continuare a fare scienza e per trovare un posto sicuro dove risiedere. 
Il CoEHAR coprirà le spese di viaggio e di alloggio e darà loro la possibilità di lavorare insieme ai colleghi ricercatori usufruendo degli spazi dei laboratori siti presso la Torre Biologica di Catania. 
La scienza come fonte di solidarietà e risposta per la pace” – dice il professor Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR.
Questo è il messaggio che vogliamo mandare al mondo e questo è quello su cui stiamo lavorando costantemente” – così il direttore del CoEHAR, prof. Giovanni Li Volti.
Per maggiori informazioni, si prega di inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

English version

Thanks to a partnership with the prestigious Scuola Superiore” of Catania, CoEHAR will be able to welcome researchers from the territories struck by a terrible war. The research center will open its laboratories and give them the opportunity to continue doing science and to find a safe place to work.
CoEHAR will cover travel and accommodation costs and will give them the opportunity to work together with fellow researchers using the laboratories located at the Biological Tower of Catania.
“Science can be a source of solidarity and a means to peace” – says prof. Riccardo Polosa, founder of CoEHAR.
“This is the message we want to send to the World and this is what we are working on every day” – adds the director of CoEHAR, prof. Giovanni Li Volti.
For more information, please write an email to Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La domanda è alquanto frequente: allo stadio è possibile svapare, è possibile usare la sigaretta elettronica?
Sottolineatura preliminare: in via generale, si deve ricordare come la Legge italiana non faccia divieto di utilizzo della sigaretta elettronica nè all'aperto nè al chiuso eccezione fatta per le disposizioni del Decreto legge 104/2013 che stabilisce il particolare divieto con riguardo agli spazi al chiuso di Istituti scolastici, Centri per l’impiego, Centri di formazione professionale e Istituti di pena per minori.
Secondo la norma statale, quindi, è possibile svapare anche all’interno degli stadi.
Stesso discorso può essere fatto anche con riferimento al fumo: la legge italiana non prevede restrizioni circa alla possibilità di fumare all'interno degli studi dal momento che la Sirchia si applica solo agli ambienti al chiuso.
Con unico riguardo alle “bionde”, però, si deve guardare anche ai provvedimenti normativi delle singole città.
Determinate Amministrazioni comunali, infatti, hanno disposto con propri regolamenti il propri “no” alle "bionde" anche in specifici spazi all’aperto.
E’ il caso di Milano, ad esempio, dove allo stadio San Siro, casa del Milan e dell’Inter, come in svariati altri luoghi open air (cimiteri, parchi pubblichi, fermate di bus), è proibito fumare.
Nessuno degli Enti locali che, tuttavia, ha sancito il divieto a livello locale di fumo all'aperto ha esteso le previsioni anche alla fattispecie delle sigarette elettroniche tant’è che, rimanendo all'esempio di Milano, al Meazza si può tranquillamente svapare.
Oltre alle leggi dello Stato e degli Enti locali, ancora, è anche da guardare, restando ad un discorso di "fondi", a quelle infrastrutture sportive che sono di proprietà privata come, ad esempio, l’Allianz Stadium, casa della Juventus, e del Dacia Area, culla dell’Udinese.
In entrambi gli stadi il gestore ha dettato il divieto di “bionde” ma concede e-cig ed Iqos.
Ma vediamo come si regolano gli stadi della massima serie.
Oltre all’Olimpico di Roma, che nulla dice sul punto nel proprio Regolamento d’uso, e del Maradona di Napoli – in entrambi i complessi non vigono divieti di alcun tipo, neppure per le sigarette – per il resto la situazione è abbastanza omogenea.
Al Dacia di Udine, per esempio, si alle e-cig e no alle “classiche”.
Stesso discorso per il Dall’Ara di Bologna, il Comunale di Torino, l’Artemio Franchi di Firenze, l’atalantino Gewiss Stadium ed il Mapei di Sassuolo.
A confermare la regola generale, poi, l’eccezione che viene dal Bentegodi di Verona: non si fuma e non si svapa.
Ok al fumo ed allo svapo, invece, al Picco, mura amiche dello Spezia e, parrebbe, anche al Castellani di Empoli giacchè i Regolamenti interni disponibili al sito web della Società nulla dicono in merito.
Tirando le somme, disco verde per sigarette elettroniche e riscaldato quasi totale.
Disco verde, si, ma sempre con parsimonia e tatto.
Pare chiaro come, nel momento in cui fossero occupate tutte le poltroncine, sarebbe poco consono investire il vicino di nubi all'aroma fragoloso, per dirne una.
In tal caso non è da escludere che si potrebbe ricevere invito dal personale preposto alla sicurezza di moderarsi con le svapate.

Il Covid-19 è una patologia respiratoria e, in quanto tale, si potrebbe supporre che il decorso della malattia sia aggravato da abitudini o comportamenti dannosi con forte impatto sul sistema respiratorio, come il fumo.
L’abitudine di accendersi una sigaretta è, ad oggi, una delle principali cause prevedibili di morte ed un fattore di rischio per molte malattie non trasmissibili, che rappresentano a loro volta fattori di rischio non trascurabili per lo sviluppo di forme gravi di Sars-Cov-2.
Diverse ricerche internazionali si sono focalizzate sulla possibilità che esista una relazione di causalità diretta tra il fumo e il Covid-19.
Un’ipotesi che i ricercatori del CoEHAR avevano iniziato a indagare grazie a diversi studi nel corso dell’ultimo anno, valutando la possibilità che, mentre il fumo sia un fattore di rischio, la nicotina in esso contenuta possa rappresentare un fattore protettivo.
Dati che trovano riscontro in uno studio di coorte condotto in Inghilterra, “Association between smoking, e-cigarette use and severe COVID-19: a cohort study”, che ha valutato l’impatto della prima ondata pandemica tra il 24 gennaio 2020 e il 30 aprile 2020.
Lo studio era aperto a tutti adulti registrati nei 1205 studi di medicina generale inglesi, che contribuiscono al Qresearch database.
Su oltre 8 milioni di persone incluse nello studio, il 95.3% veniva registrato con lo status di fumatore. Solo lo 0.9% utilizzava sigarette elettroniche, del quale il 4.7% non aveva mai fumato, il 51.1% dichiarava di essere ex-fumatore e il 44.2% utilizzava ancora le sigarette tradizionali.
Se paragonati a chi non aveva mai fumato, i fumatori mostravano dati di ospedalizzazione a causa del Covid-19 più bassi. Dati simili anche per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva e il tasso di mortalità.
Nessun rischio elevato è stato invece osservato tra chi utilizzava sigarette elettroniche.
Sebbene non si sia ancora stato stabilito un nesso di causalità certo, analizzando i diversi studi pubblicati, tra cui quelli del CoEHAR, si può evidenziare come ulteriori ricerche possano focalizzarsi su un possibile ruolo farmaceutico della nicotina nel trattamento dell’infezione da Covid-19.
(da Coehar)

Riparte il progetto LIAF nelle scuole. Dopo i due anni di pandemia che hanno impedito l’organizzazione di seminari in presenza, finalmente anche la promozione della salute torna tra gli adolescenti. Ieri mattina, infatti, alcuni rappresentanti della Liaf, insieme agli esperti del Coehar hanno tenuto il primo seminario post-pandemia presso il Liceo Linguistico e delle Scienze umane “De Sanctis” di Paternò, in provincia di Catania.
Presenti all’incontro il professor Giovanni Li Volti, direttore del Coehar; il dottor Toti Urso, project manager dell’Università di Catania; il professor Massimo Caruso, ricercatore del CoEHAR; il professore Pasquale Caponnetto, del CPCT del Policlinico di Catania e la ginecologa Elisa Caruso.
Con loro, a moderare la giornalista, Valeria Nicolosi.

Obiettivo del ciclo di seminari “LIAF nelle scuole” è illustrare ai ragazzi i danni tangibili causati dal fumo su tutto il corpo e l’incidenza delle patologie fumo correlate sulla qualità della vita.
Vogliamo invitare i ragazzi a non iniziare a fumare e a smettere se hanno già iniziato. Ma vogliamo anche illustrare loro le possibilità che il mondo della ricerca può aprire per il futuro. Si tratta di un mondo in continua evoluzione che può condurre a percorsi accademici di successo su ogni ambito della conoscenza scientifica” – così il presidente LIAF, Ezio Campagna.
I vari lockdown, l’ansia e gli stati d’animo contrastanti provocati dal diffondersi della pandemia hanno riacceso le luci sull’allarme tabagismo sia per gli adulti, sia per i giovani.
“La sigaretta convenzionale sprigiona una enorme quantità di sostanze tossiche che sono responsabili di molte gravi patologie” ha spiegato il professore Li Volti.
“Fare ricerca significa trovare risposte efficaci per debellare una delle piaghe peggiori dell’ultimo secolo e per trovare soluzioni alternative utili a far smettere di fumare milioni di persone”, ha aggiunto.

Test e giochi di società condotti dal professore Caponnetto hanno permesso ai ragazzi di partecipare al seminario in maniera attiva e coinvolgente.
La presenza dei ricercatori CoEHAR tra i giovani riscuote sempre particolare successo e apprezzamento.
I risultati della ricerca scientifica, spiegati ai giovani con un linguaggio semplice ed efficace e con il supporto di strumenti digitali e tecnologici, consente ai ragazzi di entrare nel cuore del problema e di trovare tutte quelle informazioni necessarie per scegliere di condurre uno stile di vita sano.
da Coehar

“L’iniziativa è stata intrapresa per diffondere conoscenza e consapevolezza sull’abitudine al fumo da parte della sua comunità studentesca, oltre che per proteggere la salute dei non fumatori e aiutare chi vuole smettere di fumare.
La campagna è partita infatti con l’invio agli studenti di un questionario per indagare le abitudini al fumo degli studenti che frequentano l’Ateneo, la percezione sul fumo in Ateneo e le attitudini di fumatori e non fumatori verso le iniziative intraprese finora dall’Università”.
Così dall'Universtità di Milano spiegano, attraverso le colonne virtuali del magazine d'Istituto lastatalenews, l'avvio del progetto “La Statale smoke-free per stili di vita liberi dal fumo in Università” che, quale suo primo step, ha avuto l'effettuazione di un sondaggio tra gli studenti teso a comprendere le abitudini tabagiste (e svapiste).
Quattro le sezioni attraverso il quale si è articolato il questionario, ovvero "abitudini al fumo", "utilizzo di sigarette elettroniche e prodotti a base di tabacco riscaldato", "esposizione a fumo passivo", "conoscenze e opinioni".
Ebbene, il primo dato dice che il 64 percentuale dei partecipanti ha rivelato di non fumare e non svapare e di non averlo mai fatto in passato.
Il 19 percentuale, ancora, si è detto fumatore di sigarette tradizionali, il 10 si è detto ex-fumatore; Ed, ancora, il 3% ha fatto presente di essere utilizzatore di e-cig o di prodotti a base di tabacco riscaldato mentre il quattro percentuale si è dichiarato duale.
Per quel che concerne la posizione della e-cig, una forbice tra il 35 ed il 29 percentuale la utilizza perchè le ritiene di moda o per curiosità mentre una percentuale tra il 34 ed il 43 lo fa perchè ritiene che le stesse siano più sicure delle normali classiche.
Capitolo fumo passivo: il 41% dei partecipanti al sondaggio ha affermato di esservi stato esposto nell’ultima settimana e ben il 94% degli intervistati si è detto a conoscenza dei rischi connessi al fumo di sigaretta altrui.
Una percentuale più bassa, del 56%, proseguendo, ritiene nocive per la salute le altrui esalazioni da e-cig o riscaldato.

“Si comunica che a, seguito delle Determinazioni direttoriali del 29 Ottobre 2021 numero 403922 e numero 403919 concernenti le procedure informatiche per la trasmissione dei dati contabili relativi alle immissioni in consumo e all’imposta di consumo dovuta, rispettivamente, per i prodotti liquidi da inalazione e per i prodotti accessori ai tabacchi da fumo, i soggetti autorizzati alla commercializzazione dei suddetti prodotti sono tenuti a procedere – a partire dall’anno contabile 2022, ovvero dalla prima quindicina del mese di Gennaio 2022 – alla trasmissione dei prospetti di rendicontazione tramite il sistema di acquisizione automatizzata dei flussi contabili disponibile sul sito dell’Agenzia in area riservata – portale dedicato PLI-PAT”.

Così nota stampa diffusa attraverso i canali web istituzionali dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
“Questa nuova modalità di trasmissione dati attraverso il Portale PLI-PAT – insiste il comunicato – consentirà una maggiore sicurezza per il controllo dei dati inviati, nonché la possibilità per gli operatori di versare gli importi dovuti in modo più rapido e diretto anche – ma conclusione della nota – tramite la piattaforma pagoPA”.
La nota odierna fa seguito ad avviso che era già stato diramato dalla stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, sempre per il tramite del portale istituzionale, nella parte dedicata agli avvisi, in data 20 Dicembre 2021.

Nel corpo di quel precedente comunicato si era evidenziato anche come “qualora la trasmissione dei suddetti prospetti riepilogativi non avvenga con le modalità e nei termini stabiliti, saranno adottati i provvedimenti sanzionatori previsti dalla normativa vigente”.
Si tratta, quanto sopra detto, dell’ennesimo adeguamento cui sono chiamati ad ottemperare gli addetti ai lavori: un adeguamento che chiama in causa una platea alquanto vasta dal momento che esso va a coinvolgere, in soldoni, tutti quanti “i soggetti autorizzati alla commercializzazione“.