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Si mantiene alta l’attenzione da parte delle Istituzioni nazionali rispetto al fenomeno della importazione illegale di Tabacchi.
Nell’ambito dei controlli finalizzati alla repressione dei traffici illeciti, in particolare, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del distaccamento di Pisa, in servizio presso il locale scalo aeroportuale “Galileo Galilei”, congiuntamente con i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Pisa, durante un controllo a un passeggero albanese di nazionalità italiana proveniente da Tirana, hanno rinvenuto nel suo bagaglio a mano 2,250 chilogrammi di tabacco sfuso, di cui quattro confezioni dal peso di 500 grammi ed una confezione
da 250 grammi.

SEQUESTRO E SUPER MULTA PER ALBANESE
I verbalizzanti, nel dettaglio, hanno proceduto al sequestro amministrativo del tabacco ai sensi dell’articolo 301 del cosiddetto T.U.L.D., documento che attesta la libera circolazione delle merci nell’Unione europea, con l’applicazione della sanzione amministrativa pari a 11.250 euro.
Le operazioni di contrasto agli illeciti rientrano in un più ampio piano perseguito dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per impedire l’illecita introduzione nello Stato di Tabacchi lavorati esteri a tutela degli interessi
erariali.

Il mondo del vaping deve fare fronte unico e presentarsi come forza compatta per poter dare reale peso alle sue istanze”.
Lo sostiene Arcangelo Bove, imprenditore leader della sigaretta elettronica nazionale nonché Presidente dell’associazione Unasweb – Unione nazionale Affiliati Svapoweb.
Le parole di Bove all’indomani dell’approvazione dell’emendamento che ha riportato la fiscalità gravante in capo alla sigaretta elettronica come ai principi del 2021, ovvero al primo step degli aumenti che erano stati disposti con la Manovra di Dicembre 2020 dal Governo Conte.

CONTENTI MA SERVE LINEARITÀ

Ovviamente – ancora Bove – siamo contenti del fatto che sia stata accolta la proposta emendataria al Milleproroghe che cancella l’ulteriore aumento che era scattato con decorrenza Gennaio 2022. Tuttavia, dobbiamo confidare nella prossima legge di Bilancio affinché venga del tutto cancellato il piano dei rincari già calendarizzato. Come noto, infatti, se non interverrà una norma in modifica a quella vigente, ci ritroveremo, a far data dal 1 Gennaio del prossimo anno, punto e a capo a dover fronteggiare un nuovo capitolo di aumenti.
In definitiva, è tempo di avere chiarezza. Non si può continuamente subire questa altalena di aumenti-sconti. I negozianti, i produttori, i clienti non meritano di viaggiare costantemente sulle montagne russe. È una questione di linearità, è una esigenza di chiarezza, di correttezza che si deve nei confronti di un settore che, lo si ricorda, da qualche mese espone all’esterno delle proprie attività il simbolo dello Stato.

È una questione di programmazione.
Ma vi è anche un altro aspetto da evidenziare. Le istanze del vaping saranno prese in considerazione, eventualmente, solo nel momento in cui il settore stesso si mostrerà coeso: per questo auspico che le varie associazioni, i vari produttori, i vari stakeholders possano porsi come voce unica. Il nostro è un mondo in crescita ma ancora relativamente piccolo. L’unità non è, pertanto, per noi un’opzione ma un imperativo. Per questo
 – la conclusione – auspico che si lavori con convinzione verso questa direzione”.

Le tasse sulla sigarette elettroniche tornano ai livelli di inizio 2021 (ovvero al primo gradino degli aumenti stabiliti dal Governo Conte con la Manovra approvata a fine 2020).
La Commissione congiunta Affari costituzionali-Bilancio della Camera dei Deputati ha appena votato favorevolmente, infatti, l’emendamento 3.0.54 al Milleproroghe a prima firma Bitonci.
L’aumento fiscale scattato il 1 Gennaio di quest’anno, quindi, slitta al 1 Gennaio 2023 e, come detto, nel frattempo si torna ai livelli di inizio 2021 (ovvero 1 euro ogni 10 millilitri per i liquidi senza nicotina e 1,50 per quelli con nicotina). Il nuovo regime decorrerà dal 1 Aprile. A questo punto dovrà seguire Direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che vada a recepire il nuovo regime fiscale.
SEGUIRANNO AGGIORNAMENTI

Posso concedermi una sigaretta elettronica in albergo o in un bed and breakfast o in una qualsivoglia struttura recettiva?
Ebbene, in linea di massima, la risposta è si: la e-cig è ammessa negli hotel. Meglio dirsi: la norma italiana (in questo passaggio prendiamo in considerazione solo il caso rappresentato dalla nostra Nazione) non fa divieto di usare la sigaretta elettronica in questa fattispecie di strutture.

A differenza della sigaretta, infatti, che è espressamente vietata in tutti gli spazi pubblici al chiuso – come da “Sirchia” – la e-cig è vietata unicamente, per legge, all’interno di scuole (ivi comprese quelle interne le Comunità di recupero), negli istituti di correzione minorile e nei centri per l’impiego e di formazione professionale.
A stabilirlo è il Decreto legge 104 del 12 Settembre 2013 intitolato “Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”.
Teoricamente, quindi, la e-cig non dovrebbe avere limitazioni negli alberghi sempre che il proprietario non ne stabilisca il divieto con un regolamento interno.
In quel caso, tuttavia, il divieto deve essere espressamente palesato, indicato da apposita segnaletica.

POSSIBILI DIVIETI SULLA BASE DI REGOLAMENTI DELLA SINGOLA STRUTTURA
In mancanza di avvisi, quindi, si deve ritenere ammessa la possibilità di svapare.
Anche laddove, tuttavia, il singolo albergo dice no allo svapo, tale restrizione si riferisce unicamente agli spazi comuni – la hall, appunto – e giammai alle stanze degli ospiti.
Cosa succede, ancora, se, nonostante il vigente divieto, si venisse beccati a svapare?
Non accadrebbe esattamente nulla, al limite si verrebbe invitati a spegnere il dispositivo.
Alla fattispecie dello svapo, infatti, non può essere estesa la sanzione prevista dalla legge Sirchia per i fumatori trasgressori.

Questo lo stato dell'arte attuale: ovviamente il quadro muterebbe nel momento in cui dovesse passare nella sua attuale forma il disegno di legge Auddino. Una possibilità che, però, allo stato, e ancora remota.

“Credo sia fondamentale proseguire il dibattito avviato in questi mesi di lavori della Beca per favorire l’adozione di un rigoroso approccio scientifico da parte delle Istituzioni europee affinché la riduzione del danno sia riconosciuta quale strumento di contrasto al fumo e affinché la regolamentazione e la fiscalità dei diversi prodotti a potenziale rischio ridotto, come e-cig e tabacco riscaldato, si basino sul differente impatto sulla salute umana riconosciuto scientificamente da organizzazioni della salute pubblica per ciascuna categoria”.
Adeguare la tassazione privilegiando, anche da questo punto di vista, le alternative al fumo a minor danno: è questa la via maestra che l’Europa dovrebbe intraprendere.
Lo ha sottolineato in una dichiarazione rilasciata a opinione.it l’europarlamentare Aldo Patriciello, Vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e membro sia della Commissione per il controllo dei bilanci che della Delegazione alla Commissione parlamentare mista Ue-Bulgaria.

A POCHI GIORNI DAL VOTO DI BRUXELLES
L'uscita dell’esponente molisano a pochi giorni dal voto a Bruxelles del rapporto redatto dalla Commissione “Beca” sullo Europe’s Beating Cancer Plan della Commissione europea.
“Il provvedimento che voteremo la settimana prossima – afferma Patriciello – non ha valore legislativo, ma rappresenta senza dubbio una road map importante che aiuterà la Commissione europea ad orientarsi nel percorso di aggiornamento delle due direttive: la Tobacco Products Directive (Tpd), sui limiti alla vendita e al merchandising dei prodotti legati al tabacco, e la Tobacco Ecxise Directive (Ted), sulla tassazione dei prodotti da fumo che saranno oggetto di revisione nel corso dell’anno”.
Patriciello, sempre attraverso le colonne di opinione.it, insiste
La mortificazione del consumatore di nuove categorie costretto ad essere trattato alla stregua di un fumatore di sigarette non va nella direzione auspicata dalle Autorità EU di ridurre il numero dei fumatori in breve tempo. È necessario ribadire a tal riguardo che le sigarette tradizionali, contengono tabacco, mentre le sigarette elettroniche no e quindi queste ultime andrebbero regolate diversamente, anche perché in alcuni casi non contengono neppure la nicotina.

“DA ABBANDONARE PRECONCETTI SECONDO CUI SIGARETTA ELETTRONICA DANNOSA COME TABACCO”
Vanno abbandonati i preconcetti che vedono le sigarette elettroniche sullo stesso piano di dannosità, adottando invece un approccio basato sulle evidenze scientifiche, oggi rimarcate da autorevoli scienziati, che dimostrano il potenziale, in termini di riduzione del danno da fumo, delle sigarette elettroniche. Per tale ragione imporre analoghi divieti credo rappresenti un messaggio fuorviante. Certo è chiaro che la ricerca scientifica non deve mai arrestarsi su questo tema ma le autorità nazionali ed europee dovrebbero prendere in considerazione i dati disponibili ad oggi per considerare una legislazione che tenga conto delle caratteristiche peculiari di tali prodotti”.
Una normativa penalizzante il vaping, in ambito continentale, sarebbe quindi un azzardo, da un punto di vista della tutela della pubblica salute, senza tralascaire il risvolto economico.
Come annota Patriciello, infatti, “il nostro Paese, che è stato protagonista negli ultimi anni della produzione di tabacco tanto tradizionale che destinata ai dispositivi senza combustione, rischierebbe di perdere investimenti e posti di lavoro con una probabile delocalizzazione delle aziende che ora stanno investendo da noi negli Usa, in India, oppure in Cina, con una perdita rilevante in termini sia di Pil, sia di occupazione”.
Danno e beffa, a chi conviene?

Gustoso, morbido.
E’ da un paio di settimane disponibile sul mercato il nuovo gusto a cioccolato bianco e nocciola griffato “01Vape”.
Abbiamo studiato con attenzione questo nuovo aroma – commenta ai nostri taccuini il numero uno dell’azienda, Alessandro Rovetta – Dopo mesi di test e di prove, siamo finalmente pronti a stupire con questo nuovo liquido”.
Quanto all’azienda, “01Vape” trova i suoi albori nel 2017 incontrando, in tempi relativamente stretti, espansione e condivisione.

DAL 2017 IL PERCORSO DI 01VAPE

Il primo step di crescita coincise, a quattro mani con “Ziosmoke”, con la produzione di linee da 10 millilitri per poi passare a basi, basette a nicotina ed aromi.
Nel 2019, ancora, il boom registratosi con gli scomposti ideati per il marchio Svapoweb, prodotti che trovarono grande riscontro nei negozi italiani affiliati al brand di Arcangelo Bove e, ad agosto 2020, la diffusione, attraverso i canali dei principali distributori nazionali, della prima linea di scomposti.
Un progetto che germoglia e trova le sue solide basi in dieci anni di esperienza, maturati come negoziante, da Alessandro Rovetta – ex franchisor, produttore e gestore di vari punti vendita.
Oggi, a cinque anni di distanza dal debutto, “01Vape” è realtà consolidata ed apprezzata.
E, da oggi, ancor più saporita.
Nocciola e cioccolato bianco sono, infatti, tra gli aromi più richiesti nel marcato del vaping e la formulazione studiata dal team da Rovetta “sarà sicuramente – come ci spiega il patron – uno dei più apprezzati per bilanciamento e gusto”.
“Il mercato italiano – espone ancora l’imprenditore – sta avendo una buona crescita grazie a tanti nuovi clienti che stanno passando all’elettronica nel tentativo di smettere di fumare.
Tutte le ditte di liquidi italiane stanno investendo per creare nuove varianti aromatiche e nuovi liquidi e 01Vape non mancherà all’appuntamento.

Questa è solo una delle novità del 2022 dopo l’uscita del coprifiltro per Pod Vstick-Kiwi style”

Una nuova personalità scientifica, per la precisione nel campo della prevenzione oncologica, apre alla opzione data dalle alternative al fumo e, in generale, dal minor danno.
Sono i principi che si ricavano dall’intervento di Umberto Tirelli, ex Primario oncologo e attuale senior visiting scientist dell’Istituto nazionale tumori di Aviano, Centro che ha avviato la sua attività nel 1984 e che è stato riconosciuto nel 1990 come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico con decreto del Ministero della Salute.
“È la nicotina che crea dipendenza – ha sottolineato il medico nell'ambito di una intervista rilasciata al quotidiano nazionale “Il Giornale” – ma non è la nicotina che provoca il cancro, il problema sono i prodotti di combustione associati al fumo di sigaretta.
Per questo – ha insistito Tirelli – inalare nicotina senza combustione riduce i danni.
In Giappone, ad esempio, da quando sono stati introdotti i dispositivi a tabacco riscaldato c’è stato un costante declino nelle vendite di sigarette tradizionali. Tra qualche anno, quindi, ci aspettiamo di vedere un conseguente calo del numero di casi di tumore.
In Svezia – rappresenta ancora l’oncologo – è già successo con la diffusione dello snus, il tabacco umido in polvere, utilizzato soprattutto dagli uomini.
Non è un caso che nel Paese scandinavo – ancora Tirelli – l’incidenza del cancro ai polmoni negli individui di sesso maschile sia più bassa che nel resto d’Europa”.
A discutere con la nota testata nazionale del tema della harm reduction anche Fabio Beatrice, otorinolaringoiatra e tra i primissimi nel vecchio Continente ad aver sposato le ragioni del minor danno.
“Con il vaping la riduzione della tossicità è pari al 95-98 per cento”, ha fatto presente il professionista.
Che poi ha aggiunto con un riferimento al Regno Unito, “il primo Paese al mondo in cui le e-cig potranno essere prescritte dal medico come sostituto del tabacco per aiutare i fumatori a smettere con le sigarette”.
Una prospettiva dorata che è molto lontana agli orizzonti della nostra realtà.

Le stelle del calcio e del vaping.
Si incontrano in una grande operazione finanziaria.
Si rinsalda il rapporto tra Geekvape, colosso della sigaretta elettronica, ed il Paris Saint Germain, squadra del super emiro dalla incalcolabile vagonata di dollari.
Come noto, doverosa premessa, il gigante di Shentzen è divenuto, la scorsa estate, uno dei main sponsor della formazione parigina che, proprio durante la sessione di luglio-agosto, ha fatto grandi spese al calciomercato facendo propri, due nomi su tutti, Messi e Sergio Ramos.
Dopo quel primo step, ora, una nuova scenografica iniziativa.
Psg e Geekvape – 13 milioni di clienti serviti su scala mondiale ed un seguito social pare a 1,1 milioni di utenti – infatti, hanno realizzato una serie di sigarette elettroniche in co-branding.
Significa che sono state realizzate delle e-cig che recano, sul dispositivo, sia il logo della squadra parigina sia, ovviamente, quello della casa madre cinese.
Una serie speciale, per dirla breve, un'operazione di marketing stratosferica se è vero come sia facile prevedere che i vapers-tifosi non si lasceranno perdere l'occasione di concedersi una svapata di gran tendenza.
Ebbene, nella giornata di Martedi 15 Febbraio, al Parco dei Principi si provvederà a presentare alla stampa il nuovo dispositivo multi-griffato.
E, attenzione.
La data prescelta non è affatto casuale.
Martedi, infatti, si giocherà l'andata degli Ottavi di finale della Champions League, massima competizione pallonara continentale, che vedrà i padroni di casa contrapposti al galacticos del Real Madrid.
Una vetrina di massima visibilità, atteso come tra tv e piattaforme varie, si stima un numero di spettatori quantificabile nell'ordine delle centinaia di migliaia di unità.
E l'antefatto del match, appunto, sarà dedicato al "varo" della e-cig a più firme.
Una soluzione che ha il sapore di edizione speciale e che si rinviene, molto spesso, in ambito di food quando più aziende, solitamente due, si uniscono, solo per quella determinata occasione, per lanciare un prodotto in "comunione".
La crema spalmabile al cioccolato uno dei più recenti esempi rinvenibili nel mercato nazionale, soluzione nata dall'incontro tra Philadelphia e Milka.

“Tenere in bocca un sigaro spento, mai acceso, comporta dei rischi? Vengono comunque liberate sostanze pericolose per la bocca?”
E' questo il quesito che un lettore ha postato agli esperti della Fondazione Veronesi, ente nato nel 2003 per volontà del grande oncologo con la finalità di promuovere il progresso scientifico attraverso l'erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori.
Ebbene, assodato come la combustione del tabacco sia nociva, può dirsi lo stesso anche allorquando il sigaro viene semplicemente trattenuto tra le labbra spento, senza averlo mai acceso?
A fornire delucidazioni è Roberto Boffi, Responsabile della Pneumologia e del Centro antifumo, Istituto nazionale dei tumori di Milano nonchè membro della stessa "Veronesi".
I sigari, come le sigarette – fa presente il professionista – sono formati da tabacco lavorato che, in seguito alla combustione, genera migliaia di sostanze chimiche e centinaia di prodotti tossici.
A differenza delle sigarette però, i sigari sono avvolti da foglie di tabacco e non da carta e, inoltre, il particolare processo di fermentazione che subisce il tabacco che andrà a crearli, lo rende particolarmente ricco di molecole cancerogene, come ad esempio le nitrosammine.
Non possiamo, quindi assolutamente escludere - insiste il medico - che inumidire i sigari con la saliva rilasci delle sostanze dannose a livello della mucosa orale.
Pertanto, secondo il principio di precauzione – la chiusura di Boffi – le consigliamo di evitare tale pratica comunque potenzialmente rischiosa”.
Meglio evitare, quindi.
Anche perchè chi ha questo "vezzo", trascorre letteralmente ore, se non giornate intere, giocherellando col suo giocattolo al tabacco.
Farà un pò meno "personaggio", in definitiva, ma meglio tener il sigaro riposto in un cassetto e non esporsi a rischi che sono del tutto gratuiti ed evitabili.

Da Malta all’Italia dell’estremo Nord.
Per scelta di vita ma pur sempre nel solco della sigaretta elettronica.
E’ la vicenda di Paolo Parisi che, da pochi giorni, ha inaugurato lo Svapoweb Store di Senna Comasco, piccolo Centro della provincia di Como.
Il riferimento ha preso forma lungo la via Provinciale Canturina che, come da denominazione, congiunge Como con la vicina Cantù.
“Sono stato un gran fumatore per circa 35 anni – rivela Parisi – Viaggiavo ad un ritmo di circa un pacchetto di sigarette al giorno.
Poi ho incontrato la sigaretta elettronica”.

Come si è sviluppato, quindi, il percorso di smoking cessation?
In modo graduale, centellinato?

“FUMO? HO SMESSO IMMEDIATAMENTE”

“Assolutamente no – chiarisce il nostro – Sebbene la sigaretta elettronica dell’epoca fosse certamente rudimentale rispetto all’evoluzione attuale, sono riuscito a dire addio al fumo praticamente all’istante”.
Una vicenda, quella di Paolo Parisi, che accomuna tanti operatori del settore.
Che, principalmente con un trascorso da tabagisti, dopo aver provato nella personale esperienza i benefici del vaping, hanno deciso di trasferire, riversare questo “bagaglio” in un’attività imprenditoriale.
Facendo, di fatto, della e-cig un lavoro.
E l’aver testato su se medesimi la transizione fumo-vapore, nelle sue difficoltà, nelle sue soddisfazioni, nei suoi piccoli step, finisce per rappresentare quel valore aggiunto prezioso da mettere a servizio della clientela.

Quel valore aggiunto che, ce lo siamo ripetuti tante volte, fa del titolare di uno svapo store non un mero e semplice commerciante ma un vero e proprio consulente.
Dal mare alle montagne, si diceva, ma sempre nel segno del vaping.
E di Svapoweb, il brand arancione di Arcangelo Bove.
Gli scossoni fiscali ragalatici dalla Manovra di Conte e divenuti, di fatto, operativi solo ora preoccupano un pò l’ambiente ma, nonostante tutto, commenta e chiude Parisi, “credo fermamente in questa attività e nel fatto che l’utenza possa dare ragione a questo modello di business”.