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Modena e la sigaretta all'aperto, divorzio in vista.
Significativo passo in avanti quello compiuto dal Consiglio comunale capitanato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli che ha r4ato all’unanimità uno specifico ordine del giorno, nel contesto della seduta sviluppatasi lo scorso 20 Gennaio, con il quale si da mandato all’Amministrazione comunale di intraprendere mirate e specifiche azioni.
Nel dettaglio, si chiede all’Esecutivo di intraprendere le necessarie iniziative ed i necessari atti per proibire il fumo di sigaretta in quei contesti ove “è più facile che le persone si ritrovino in gruppo”.

Nel novero aree verdi pubbliche, l’area prossima agli ingressi di uffici pubblici, scuole e università, fermate dei mezzi pubblici, file di persone in attesa, interno di strutture sportive, cimiteri, grandi eventi all’aperto.
E’ una stretta importante che, come già ebbe ad anticipare la nostra testata, aveva avuto origine da una istanza presentata, nel Giugno 2020, alla politica modenese da quattro associazioni locali, ovvero “Federconsumatori”, “Adiconsum”, “Movimento Consumatori” e “Adoc”.
Quell’istanza si è quindi trasformata in un dibattito amministrativo interno sbocciato in Consiglio comunale nella proposta, appunto, formulata da Partito Democratico, Europa verde-Verdi, Modena civica, Movimento Cinque Stelle ed illustrata in Aula dal piddino Diego Lenzini.

La “ratio” del possibile provvedimento quella di “provare a incidere positivamente per tutelare il più possibile la salute della collettività, con provvedimenti efficaci a tutelare la salute e prevenire l’aggravarsi dei problemi”.
Soddisfazione piena dall’associazionismo
“È una buona notizia – commentano congiuntamente ad Ansa Federconsumatori e Adiconsum – che si innalzi l’attenzione generale anche sugli effetti del fumo passivo, in particolare rispetto ai bambini e alle donne in gravidanza”.
“Se questo avverrà entro il 31 Maggio, Giornata mondiale contro il fumo – evidenziano ancora – sarà un bel modo per riempire di significato quella data”.
Simile iniziativa era stata intrapresa, circa un anno addietro, dal parlamentino della vicina Carpi senza che, però, l’indicazione si sia ancora tramutata nella concretezza di un atto amministrativo esecutivo.

Green pass si, green pass no. 
Vedute differenti anche all'interno del Governo tra quelli rigoristi, che invocavano la certificazione sanitaria in ogni dove, e permissivisti, invece, che ritenevano essa necessaria solo per accedere ad alimentari, Forze dell'Ordine e farmacie. 
Alla fine, come noto, ha prevalso una visione più tosta con una serie di attività divenute, come da Dpcm del 21 Gennaio, off limits per quelli privi di green pass.
Poi, però, il mezzo passo indietro ancor prima dell'entrata in vigore dell'atto medesimo.
Ha questo retrogusto, quello del passo indietro, il contenuto di una risposta data da Palazzo Chigi nella sezione Faq del sito del Governo.
Ad una precisa domanda che recita “I titolari degli esercizi commerciali diversi da quelli che soddisfano le esigenze alimentari, mediche e di prima necessità ai sensi del Dpcm 24 gennaio 2022, devono assicurare i controlli del green pass all’ingresso?” si replica “No. I titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.

Semplificando: i proprietari dei negozi di sigarette elettroniche o i commessi, per rimanere alla nostra categoria, nel momento in cui, il 1 Febbraio, il Dpcm andrà a regime, non saranno obbligati a richiedere il green pass ai propri clienti all’atto dell’ingresso.
Vale a dirsi che non saranno tenuti a fare un controllo capillare, sempre e comunque, su tutte le persone che entreranno negli esercizi ma, se vorranno, potranno solo limitarsi, in modo campionario, a far richiesta del documento solo ad alcune di esse e solo nel momento in cui queste già si troveranno all’interno dello store.
Diciamola franca: l'obbligo sulla carta esiste ma, di fatto, siamo quasi al cospetto di un ingresso libero.
Appare chiaro come nelle dinamiche della vicenda influisca tanto il pressing esercitato dalla Federazione tabaccai con tanto di minaccia di sciopero in caso fosse persistito l'obbligo pieno.

La Sardegna piazza un nuovo tassello nel mosaico Svapoweb.
E diventa sempre più arancione.
E’ Donatella Deias ad aver tagliato il nastro di un nuovo store nella cittadina di Sorso, 14.397 abitanti in provincia di Sassari.
Dopo Cagliari, quindi, dopo lo store di Sinnai, nella provincia cagliaritana, il nuovo puntello che arricchisce la presenza del brand coniato da Arcangelo Bove in terra insulare.

LA STORIA DI DONATELLA DEIAS
“Anche io era una fumatrice – commenta la neotitolare – Ho fumato per dieci anni, sin da quando ero ragazzina, un pacchetto di sigarette al giorno, ed anche qualcosa in più. Poi ho incontrato la sigaretta elettronica”.
La sigaretta elettronica, appunto, incontro più che provvidenziale.
“Ebbene si – prosegue la Deias – perchè grazie alla e-cig sono riuscita a liberarmi immediatamente dalla dipendenza dal fumo. Senza neppure una fase di transizione”.
Una storia che non è nuova alle nostre colonne quella che ci partecipa la titolare dello Svapoweb store di Sorso.
E che non è dissimile rispetto a varie altre esperienze che ci vengono sovente partecipate e che ci raccontano di una operazione smoking cessation resa praticamente immediata grazie al prezioso supporto dato dallo svapo. Ulteriore spia – questa – ulteriore prova della immensa potenzialità che la soluzione potrebbe andare a rivestire in termini di salute pubblica.

“FIDUCIOSA DI METTERE A DISPOSIZIONE LA MIA ESPERIENZA DI EX FUMATRICE”
Ma torniamo alle vicende della nostra amica Donatella che vede sbocciare, ad un certo punto, il desiderio di investire nel settore del vaping, “nonostante il momento di difficoltà globale”.
“Ho chiesto informazioni allo store presso il quale ero solita rifornirmi da consumatore, quindi ho deciso di avviare un’attività mia e sono qua”.
Il primo passo da imprenditrice nel mondo della sigaretta elettronica viene mosso quindi lungo il sentiero sicuro di Svapoweb, “realtà che già conoscevo abbondantemente”.
“Sono fiduciosa – prosegue e conclude Donatella Deias – nonché desiderosa di mettere a servizio altrui la mia esperienza di ex fumatrice che ce l’ha fatta grazie allo svapo”

La protezione offerta dai vaccini contro il Covid-19 si basa sulla risposta anticorpale indotta dai diversi tipi di vaccini Covid-19 a disposizione. Il livello di anticorpi varia da persona a parsone e, come nel caso di altri vaccini, diversi fattori – alcuni dei quali modificabili – possono contribuire a questa variabilità.
Un’indagine epidemiologica, coordinata dal Centro di Ricerca sulla Sanità Pubblica (CESP) dell’Università Bicocca di Milano in stretta collaborazione con degli esperti del CoEHAR, ha studiato l’associazione tra lo stato di fumatore e le variazioni degli anticorpi, ossia le immunoglobuline G, IgG, prodotte dal vaccino e dirette contro Sars-Cov-2.
Lo studio è stato condotto su 162 operatori sanitari che, su base volontaria, si sono sottoposti a test sierologici mensili per valute l’andamento del livello di anticorpi nei sei mesi successivi alla vaccinazione con vaccino a mRNA Pfizer.
Un terzo gruppo di partecipanti fumava regolarmente nel periodo di studio: in questo gruppo, a 60 giorni dalla vaccinazione, si è riscontrata una diminuzione del livello di anticorpi più rapida che nei non fumatori.

GLI INTERVENTI DI FERRARA E POLOSA

I vaccini si sono dimostrati un’arma efficace contro il Covid-19. Sappiamo che la risposta immunologica è influenzata dai diversi fattori, come una precedente infezione da SARS-CoV-2, ma anche i nostri comportamenti e stili di vita. Abbiamo bisogno di ulteriori conferme dalla ricerca, ma questo studio suggerisce che il fumo contribuisce a indebolire la risposta delle immunoglobuline e con possibili implicazioni sull’efficacia stessa della vaccinazione. E questo può riguardare anche gli altri vaccini oltre a quelli anti-Covid-19” , spiega Pietro Ferrara, medico epidemiologo del CESP di Bicocca.
Il Professore Riccardo Polosa, Fondatore del Coehar, guarda alle implicazioni dirette ai fumatori: “La ricerca scientifica in questo particolare periodo storico sta facendo sforzi enormi per trovare le risposte più efficaci per combattere il Covid-19, ma non possiamo dimenticare che ci sono tantissime altre malattie che portano alla morte e che dobbiamo considerare di risolvere i fattori di rischio modificabili, attraverso la corretta prevenzione o il passaggio a soluzioni meno dannose. Tra questi c’è l’abitudine al fumo. I nostri ricercatori stanno valutando quanto il fumo incida sulla progressione del Covid-19 e sull’impatto che Sars-Cov-2 ha sui soggetti fumatori: è evidente che si tratta di una relazione significativa che non possiamo sottovalutare”.

INDAGINE CONDOTTA SU VACCINATI PFIZER

Lo studio è parte di un più ampio progetto di ricerca, denominato Vasco (Monitoraggio della risposta al Vaccino Anti-Sars-Cov-2/Covid-19 in operatori sanitari) e coordinato dal Cesp dell’Università Bicocca diretto dal Professor Lorenzo Mantovani.
L’obiettivo è stato quello di valutare la risposta al vaccino Pfizer in un campione generale di oltre 400 soggetti, confermando sicurezza ed efficacia della vaccinazione anti-Covid-19.
L’ultima pubblicazione è la terza di una serie di ricerche parte del progetto Vasco, frutto della collaborazione attiva con il Coehar.
Nello specifico, questa analisi si è concentrata su 162 soggetti con un’età media di 43 anni e, dei quali, 28 avevano avuto precedente infezione da Sars-Cov-2, in cui sono stati valutati il livello di anticorpi indotti dal vaccino e il suo andamento nel breve-medio termine dopo la vaccinazione.
Tutti i soggetti erano stati precedentemente vaccinati con vaccino a mRNA Bnt162b2 di Pfizer-BioNTech.

CALO GIA’ DAL SECONDO MESE

Per esaminare la risposta anticorpale al vaccino, i volontari sono stati sottoposti a test sierologici seriati per valutare il livello degli anticorpi e come questi cambiano nel tempo.
I risultati sono stati analizzati in funzione di età, sesso e precedente infezione da Covid-19. Successivamente, i ricercatori si sono chiesti se il fumo avesse potuto giocare un ruolo nel tipo e nella durata della risposta anticorpale, analizzando i dati mensili degli anticorpi.
Le analisi sierologiche hanno dimostrato che il loro livello inizia a diminuire già dal secondo mese dopo la vaccinazione in maniera molto più rapida dei fumatori.
Per confermare e rafforzare questa scoperta, gli studiosi sono attualmente impegnati a condurre una revisione della letteratura disponibile sulla risposta ai vaccini contro il Covid-19.
I ricercatori del CoEHAR sono convinti che i risultati saranno indispensabili per aumentare la conoscenza sui meccanismi di risposta alla vaccinazione Covid-19, ma soprattutto per sensibilizzare i fumatori a smettere (da Coehar.it).

Come già anticipato dalla nostra testata, tabacchini e negozi per sigarette elettroniche restano fuori dalla rosa delle attività esentate dall’obbligo di presentazione di green pass.
A partire del 1 Febbraio, quindi, i clienti di Tabacchi e svapo store dovranno essere muniti della certificazione verde.
Basterà, allo scopo, anche la versione base, ovvero quella che si ottiene con la negatività di un tampone antigenico o molecolare ma che ha validità temporale limitata.
A maggior ragione, andrà bene anche quello “super” che viene rilasciato, cioè, dopo ricevuta vaccinazione anti-Covid.
Questa mattina la firma del premier Draghi in calce al Dpcm.

DOVE NON SERVIRA’
Niente green pass, quindi, come si coglie dal testo del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per:
Esigenze di salute, per le quali è sempre consentito l’accesso per l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici e, comunque, alle strutture sanitarie e sociosanitarie di cui all’articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, nonché a quelle veterinarie, per ogni finalità di prevenzione, diagnosi e cura, anche per gli accompagnatori, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2-bis del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 per quanto riguarda la permanenza degli accompagnatori nei suddetti luoghi e dall’articolo 7 del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice;
Esigenze di sicurezza, per le quali è consentito l’accesso agli uffici aperti al pubblico delle Forze di polizia e delle polizie locali, allo scopo di assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili, nonché quelle di prevenzione e repressione degli illeciti;
Esigenze di giustizia, per le quali è consentito l’accesso agli uffici giudiziari e agli uffici dei servizi sociosanitari esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata.

I NEGOZI AL DETTAGLIO
Poi vi sono i negozi al dettaglio. Esenzione anche per le seguenti categorie:
Commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di alimenti vari), escluso in ogni caso il consumo sul posto;
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;
Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati;
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati;
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica;
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati;
Commercio al dettaglio di materiale per ottica;
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

E se lo dice il Santone dello Svapo v'è poco dubbio.
Palato fine, numero uno delle vaping-recensioni, il 37enne di Forlì ha promosso con un voto ampiamente positivo il terzetto di Apollo (11, 12 e 13) sfornato dall'azienda beneventana Moon.
E prodotto in via esclusiva per il marchio Svapoweb.
“Diciamo che do un voto tra l’otto ed il nove” l'esito del pagellone:
un apprezzamento convinto, si diceva, quello che ha espresso il celebre blogger/youtouber, al secolo Matteo Gallegati, vero e proprio “guru”, un santone, appunto, in fatto di vaping.
Più che famoso sui social e sul web, Gallegati sforna, tramite i propri canali, recensioni di liquidi per sigarette elettroniche che lo stesso seleziona e che “tasta” per la prima volta, "live", all’atto stesso della registrazione, al fine di porre in essere una performance che sia quanto più naturale.

Spontaneo, dalla dialettica immediata e colorita, le Santone-analisi, sebbene la soggettività dei gusti, sono un metro alquanto veritiero rispetto alla qualità di quel determinato prodotto cui guardano con estrema attenzione consumatori e produttori.
Come detto, ai radar dell’acuto Matteo – 83.774 follower sui social – è finito il trittico “Apollo 11”, “Apollo 12” e “Apollo13” della sannita Moon
Gusti base, quelli della linea, che non ricercano soluzioni particolari per una fetta ristretta, ma proponibili su ampia scala ad un pubblico alquanto vasto.

Comunque piacevoli e di qualità.
In definitiva, come sottolineato dal Santone, “da provare”.
Nel dettaglio, si tratta di Apollo 11, un cookie con burro e gocce di cioccolato.
Di Apollo 12, altro classico del mondo del vaping che sposa graham cracker, marshmallow e cioccolato e, a chiudere la serie “spaziale”, Apollo 13, un milkshake alla vaniglia.
Il formato proposto è quello scomposto da 30 ml di aroma in chubby da 120 ml: per nicotizzarlo basta raddoppiare le solite quantità sempre utilizzate per i formati da 60.
Un tris di prodotti affidabili e dagli ottimi standard.
Una garanzia, da oggi “benedetta” anche dal Santone.

Il dispositivo di contrasto ai traffici illeciti messo in atto dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) e dalla Guardia di Finanza presso il Porto di Trieste ha consentito di intercettare, nei giorni scorsi, 30 tonnellate di tabacchi lavorati esteri provenienti dal Malawi e destinati nel territorio nazionale, in totale evasione dell’accisa.
Grazie alla consolidata esperienza maturata attraverso molteplici sequestri analoghi effettuati presso il porto giuliano negli ultimi periodi, i finanzieri e i funzionari ADM hanno immediatamente riscontrato anomalie nell’ingente partita di tabacco “sfuso” introdotto temporaneamente presso un magazzino del punto franco di Trieste; infatti, mentre nella documentazione presentata il prodotto trasportato veniva classificato come “cascame di tabacco” e quindi non gravato da accisa, ad un primo sommario controllo fisico appariva al contrario non più bisognoso di ulteriori lavorazioni.

MATERIALE DEL TIPO “CHEAP WHITE”
Il risultato della successiva analisi organolettica e della c.d. “fumabilità” del prodotto, oggetto di specifica disciplina sotto il profilo normativo europeo, effettuato dai Laboratori Chimici dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) di Roma, hanno confermato la reale classificazione in “tabacco da fumo”, utilizzabile peraltro per la produzione di sigarette del tipo “Cheap White”, determinandone la conseguente sottoposizione ad imposizione fiscale.
Si è proceduto pertanto al sequestro penale dei 31.500 Kg lordi del tabacco, illecitamente dichiarato quale prodotto grezzo, che se fosse stato immesso in consumo sul libero mercato avrebbe originato un danno erariale superiore ai 5 milioni di euro, costituito dai dazi, dall’iva e dall’accisa non corrisposti.
I due soggetti, residenti in Turchia, ritenuti responsabili in quanto dirigenti e azionisti di riferimento dell’operatore economico mittente, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Trieste per il reato di tentato contrabbando aggravato di Tabacchi Lavorati Esteri.

OPERAZIONE ADM-GDF
Il procedimento è stato avocato dalla Procura europea, sede di Venezia, previo consenso del Procuratore Generale della Cassazione che ha concordato sulla natura transnazionale dei fatti oggetto di indagine.
L’operazione conclusa rafforza e conferma l’efficacia del presidio di legalità garantito dai
funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) e dai finanzieri del Corpo della Guardia di Finanza che operano quotidianamente negli spazi portuali/retroportuali del Porto di Trieste, grazie all’esecuzione di analisi di rischio costantemente affinate per contrastare le molteplici fenomenologie fraudolente che possono insinuarsi nei flussi commerciali, inquinando l’economia legale ed alterando il principio di corretta concorrenza, posto a garanzia e tutela degli operatori economici onesti.

Terremoto normativo nel mondo della sigaretta elettronica.
E, ancora una volta, a riscrivere leggi e regolamenti sono i Tribunali.
Il Tar Lazio, infatti, accogliendo il ricorso che era stato presentato dall’azienda Smooke France, ha integralmente annullato la determinazione direttoriale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – datata 29 Marzo 2021 – con la quale era stato introdotto, da parte dell’Organismo capitanato da Marcello Minenna, l’obbligo nell’uso dei contrassegni sui liquidi da inalazione e la conseguente distruzione, a far data dal 1 Gennaio 2022, di tutti quei prodotti che ne fossero sprovvisti.
La pronuncia, come detto, è arrivato dal primo grado della Giustizia amministrativa regionale del Lazio su azione che era stata posta in essere, per il tramite degli avvocati Marco Orlando e Giovanni Di Mario, da parte del gruppo guidato da Pierre Siclari.
Secondo il Presidente della seconda Sezione del Tar Lazio, in particolare, il direttoriale di Marcello Minenna sarebbe illegittimo in quanto andrebbe a violare, in accoglimento delle tesi che erano state esposte dai legali, i commi 3-bis e 3-ter dell’articolo 62-quater del Decreto legislativo numero 504/1995.
In soldoni, i liquidi ancora oggi circolanti senza contrassegno (o fascette, che dir si voglia) dello Stato non saranno da considerarsi illegittimi.
E, di conseguenza, non dovranno essere spediti al macero.
Un vero e proprio scossone, come detto, a neppure un anno dalla emanazione della particolare soluzione regolamentare da parte dell’Agenzia fiscale.
Ora come ora, quindi, come disposto dal togato, Adm sarà chiamata ad adeguare la propria regolamentazione secondo le indicazioni giunte dal Tribunale.
In capo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ovviamente, persiste sempre la possibilità di poter, a sua volta, ricorrere contro la sentenza del primo grado presso il Consiglio di stato.
Resta ovviamente anche la situazione, tutta da valutare, data dal fatto che determinate aziende potrebbero aver già provveduto, dopo il 1 Gennaio di quest’anno, alla distruzione di eventuali scorte e rimanenze che erano sprovviste delle fascette.

Era uno di quei fumatori che solitamente vengono indicati, con pieno titolo, come turchi.
Due pacchetti al giorno, quaranta sigarette nelle ventiquattro ore.
Poi arrivò la sigaretta elettronica a spezzare l’incantesimo della dipendenza.
E’ la vicenda di Flavio Pietrapaolo, titolare dell’ultimo store aperto nella rete franchising di Svapoweb.
Zungri, poco meno di 2000 abitanti in provincia di Vibo Valentia, nella splendida Calabria, la location del nuovo punto arancione, ennesimo tassello che il brand targato Arcangelo Bove ha collocato nel mosaico della rete sul territorio.
“Le persone lo sa cosa mi dicono? – esordisce Pietrapaolo – Se hai smesso tu, possono smettere tutti. In effetti – prosegue – il mio è un esempio importante.
Fumavo davvero tanto ed ho fumato tanto per molto tempo. Ho iniziato, più o meno, da quindicenne e ho proseguito fino a cinque, sei anni fa. Ed ora di anni ne ho 45.
Conobbi la sigaretta elettronica e, molto semplicemente, la provai e riuscii a smettere dapprima usando un tasso di nicotina più elevato poi, scalando, sono andato ad eliminarla del tutto.
Il beneficio per la salute è stato davvero immediato: dopo una settimana, praticamente, era sparita la tosse che da tempo mi attanagliava, nonostante la giovane età”.
Ma il beneficio, come sottolinea il nostro Pietropaolo, è anche per le tasche: un fumatore di quel calibro, infatti, deve mettere a bilancio una somma di circa 11 euro al giorno, per appagare il proprio viziaccio.
Che, nell’arco di un mese, diviene circa 330 euro.
Un taglio alle spese che è netto se si transita dal fumo al vaping.
“La mia vicenda è il miglior spot per la sigaretta elettronica.
Quanti mi conoscono sanno in che misura fossi un fumatore incallito: ebbene, nel momento in cui dico loro che ho smesso grazie alla e-cig, faccio comprendere in modo concreto e tangibile quanto possa essere importante il potenziale di questo dispositivo”.
E poi c’è il percorso da imprenditore “Il grande desiderio che mi ha mosso è stato quello di mettere a servizio degli altri la personale esperienza di chi è riuscito a scrollarsi di dosso la dipendenza. Perchè con Svapoweb? Perchè è il meglio che vi fosse in circolazione”

Ultime e fresche nuove dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
E, tanto per cambiare, l'argomento è relativo a tasse e dintorni.
Con Determinazione direttoriale del 13 Gennaio 2022 (Prot.:13199/RU), infatti, il Presidente Marcello Minenna ha comunicato le nuove imposte di consumo sui prodotti liquidi da inalazione, "contenenti o meno nicotina".
A partire dalla data di pubblicazione del provvedimento, risalente alla giornata del 16 Gennaio, viene spiegato nell'atto in questione, l’imposta risulta essere stabilita nella misura di euro 0,175070 il millilitro, con riferimento ai liquidi contenenti nicotina, ed in euro 0,131303, sempre sulla base del millilitro, per quanto riguarda i liquidi che sono senza nicotina.
A questa imposta, poi - che va in parallelo alla fiscalità del tabacco - si giunge, appunto, sulla base dell'accisa gravante su 5,63 sigarette convenzionali, ovvero 0,87535 euro.
Inoltre, come viene esposto da Adm, "nelle more della determinazione delle cinque marche di sigarette più vendute, nonché del prezzo medio ponderato delle sigarette rilevate nell’esercizio 2022, su tale valore è da calcolare per millilitro di prodotto liquido da inalazione l’imposta di consumo pari al 20 per cento e al 15 per cento di detto importo rispettivamente per i prodotti con o senza nicotina".
Ciliegina sulla torta finale, è da preciare come l'imposta in questione sia in aumento, sebbene in modo contenuto, rispetto a quella che era essere l'anno addietro.
Poco o molto che sia, in ogni caso, sempre di aumenti trattasi. Per di più, aumenti che si vanno ad aggiungere a quelli disposti dal Governo Conte, con la Manovra ratificata a Dicembre 2020, e che sono divenuti pienamente efficaci a partire dal 1 Gennaio di quest'anno.
Senza dimenticare come i rincari faranno un ulteriore balzo - con decorrenza il 1 Gennaio 2023 - se alcun intervento di legge giungerà a modificare/annullare la scaletta già prevista dall'operazione normativa condotta dal duo Conte-Gualtieri.