A chi non è mai capitato di sentirsi dire questa frase scontata per chi non apprezza o non condivide il mondo del vaping. Bufala o leggenda metropolitana?

A base di questa teoria c'è il ragionamento logico -  non invidiabile ma errato -: Se si inala per tutto il giorno vapore, quel vapore si accumulerà a livello polmonare creando la famosa " acqua nei polmoni".

L'assurdità di questa affermazione è facile da rimproverare a chi la dice o a colui o colei che la interpreta in maniera del tutto errata.

La spiegazione dell’assurdità di questa affermazione da utilizzare la prossima volta che vi trovate in una situazione simile ricopre un ruolo molto importante anche nella conoscenza delle terminologie mediche. L'acqua nei polmoni è il modo errato di definire "l'edema polmonare o versamento pleurico" le cui conseguenze - in campo medico - sono estremamente gravi.

Partiamo col dire che il vapore sprigionato dalle sigarette elettroniche non è vapore acqueo  ma semplicemente la vaporizzazione di particelle di glicole propilenico e glicerina con alle volte acqua il percentuale del 5 o 10% (L'esempio sono i liquidi 50/40/10 o 50/45/5). Pertanto - se mettiamo che l'acqua ha un valore del 10% - uno svapatore che consuma 20 ml (facciamo un esempio) al giorno inala massimo 2 ml di acqua non assimilandola tutta - sia chiaro - ma proprio per inalazione la percentuale è ancora più inferiore circa 0,5 ml.

Inoltre i polmoni scambiano normalmente vapor acqueo con l'aria presente negli alveoli mantenendo umidificate le superfici e bilanciando il ricambio idrico. Un uomo nell'arco della giornata perde circa 400 ml di acqua tramite la respirazione.

Se la sigaretta elettronica fosse un prodotto a rischio dovrebbero chiudere SPA, dovrebbero eliminare inalatori e tutto quello che fa inalare vapore all'uomo.