Mercoledì, 14 Novembre 2018 09:48

Decreto Fiscale: Gli emendamenti potrebbero cancellare o modificare l'articolo 8

Scritto da Fausto Zocco
Decreto Fiscale: Gli emendamenti potrebbero cancellare o modificare l'articolo 8 Decreto Fiscale: Gli emendamenti potrebbero cancellare o modificare l'articolo 8 Credits. Skyvape.it

Nell'ultimo aggiornamento dei documenti presenti sul sito web del Senato gli emendamenti all'articolo 8, pro e contro al vaping italiano, potrebbero modificare l'articolo stesso.

Nel mentre la Lega, ad opera di Enrico Montani, Paolo Saviane e Massimiliano Romeo, cerca di inserire l'articolo 8-bis che farebbe voltare pagina una volta per tutte al vaping portando un po' di freschezza e positività al settore; gli emendamenti presentati sino ad oggi ad opera del Partito Democratico a cura dei senatori D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani e  D’Arienzo e di Liberi e Uguali a cura dei  senatori Grasso, De Petris, Errani e La Forgia non lasciano interpretazione ma solo evidenza di una politica di opposizione che non vuole salvaguardare un settore di riduzione del danno.

Grasso, De Petris, Errani, La Forgia al numero 8.7 chiedono "la soppressione dell'articolo 8";

D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani, D’Arienzo al numero 8.8 chiedono "Al comma 1 , sopprimere le parole: Di un importo pari al 5 per cento";

Il relatore al numero 8.9 cambia "al comma 3 dopo le parole: "29 dicembre 2014 inserire le seguenti: pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 302 del 31 Dicembre 2014";

D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani, D’Arienzo al numero 8.10 chiedono "Al comma 5, sostituire le parole: della prima rata con: dell'ultima rata";

D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani, D’Arienzo al numero 8.11 chiedono "Al comma 8, sostituire le parole: centoventi rate mensili con: ventiquattro rate mensili";

D’Alfonso, Bonifazi, Comincini, Grimani, D’Arienzo al numero 8.12 chiedono "Al comma 8, sostituire le parole: di sei rate anche non consecutive con: di una rata";

il testo degli emendamenti fino ad ora presentati è visibile sul sito web del Senato.


Art. 8. (dove potrebbero essere apportate le modifiche)

(Definizione agevolata delle imposte di consumo dovute ai sensi dell'articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504)

1. E’ ammessa la definizione agevolata dei debiti tributari, per i quali non sia ancora intervenuta sentenza passata in giudicato, maturati fino al 31 dicembre 2018 a titolo di imposta di consumo, ai sensi dell'articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, con il versamento, da parte del soggetto obbligato, di un importo pari al 5 per cento degli importi dovuti, con le modalità stabilite nel presente articolo. Non sono dovuti gli interessi e le sanzioni.

2. Ai fini della definizione di cui al comma 1, il soggetto obbligato manifesta all'Agenzia delle dogane e dei monopoli la volontà di avvalersene, facendo pervenire all'Agenzia stessa, entro il 30 aprile 2019, apposita dichiarazione con le modalità e in conformità alla modulistica che l'Agenzia medesima pubblica sul proprio sito internet istituzionale entro il 28 febbraio 2019. Ove la data di pubblicazione delle modalità e della modulistica da parte dell'Agenzia stessa sia successiva al 28 febbraio 2019, la dichiarazione deve pervenire all'Agenzia entro sessanta giorni dalla suddetta data di pubblicazione. I termini indicati per la presentazione della dichiarazione sono perentori.

3. Nella dichiarazione deve essere indicato l'ammontare dell'imposta dovuta ai sensi dell'articolo 62-quater, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. Qualora il soggetto obbligato non abbia ottemperato, in tutto o in parte, agli adempimenti di cui all'articolo 6, comma 7, del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 29 dicembre 2014, la dichiarazione stessa deve essere corredata dei prospetti riepilogativi previsti dal medesimo articolo 6. Il soggetto obbligato deve altresì dichiarare che i dati indicati nei prospetti riepilogativi sono conformi a quelli risultanti dalla documentazione contabile tenuta dal soggetto obbligato stesso.

4. La presentazione della dichiarazione sospende per novanta giorni i termini per l'impugnazione dei provvedimenti impositivi e degli atti di riscossione delle imposte di consumo di cui al comma 1 nonché delle sentenze pronunciate su tali atti. Nel caso in cui i provvedimenti impositivi e gli atti di riscossione siano stati oggetto di impugnazione innanzi alla giurisdizione tributaria il processo è sospeso a domanda della parte diversa dall'Amministrazione finanziaria, fino al perfezionamento della definizione di cui al comma 1.

5. La definizione di cui al comma 1 si perfeziona con il pagamento, entro sessanta giorni dalla comunicazione, dell'intero importo comunicato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli ai sensi del comma 6, ovvero della prima rata, in caso di pagamento rateale.

6. Entro centoventi giorni dalla ricezione della dichiarazione di cui al comma 2, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli comunica al soggetto obbligato l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione agevolata di cui al comma 1.

7. L'ammontare complessivo delle somme dovute comunicato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, ovvero della prima rata in caso di pagamento rateale, è versato dal soggetto obbligato entro sessanta giorni dalla data della comunicazione dell'Agenzia stessa.

8. Nella dichiarazione, il soggetto obbligato può esprimere la volontà di effettuare il pagamento, in forma rateale mensile, delle somme dovute, per un massimo di centoventi rate mensili, previa prestazione di una garanzia, ai sensi dell'articolo 1 della legge 10 giugno 1982, n. 348, a copertura di sei mensilità. Il mancato pagamento di sei rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio del pagamento rateale con obbligo di versamento delle somme residue entro sessanta giorni dalla scadenza dell'ultima rata non pagata.

9. La definizione agevolata perde di efficacia, qualora l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro il termine di prescrizione delle imposte di cui al comma 1, accerti la non veridicità dei dati comunicati con la dichiarazione di cui al comma 2. 

Letto 100 volte Ultima modifica il Mercoledì, 14 Novembre 2018 10:27