Stanton Glantz attivista contro i dispositivi del vaping colpisce un'altra volta utilizzando gli stessi studi che confermano che il vaping non è un pericolo.

Non c'è cattiva cosa come la disinformazione e questa stessa "disinformazione" ha portato Stanton Glantz ad attivarsi per l'ennesima volta contro il vaping applicando teorie quasi inesistenti.

Il ricercatore dell'Università di San Francisco basa - oggi - l'ultimo attacco sul vaping su proprie opinioni e conclusioni relative all'idea che il vaping possa portare i giovani a consumare sigarette tradizionali; le sigarette elettroniche per lui sarebbero la porta di accesso verso il fumo.

Glantz basa le sue dichiarazioni su studi - come quello effettuato a marzo di quest'anno - approdando poi successivamente allo studio che fa da "pilota" alla sua teoria uno studio britannico incentrato su un sondaggio

Glantz, insieme agli autori di tale studio, ha evidenziato che pochi degli intervistati hanno capito che gli e-liquidi contenevano nicotina,  il 52% di loro ha ammesso di aver provato la sigarette elettronica, quando non avevano mai provato sigarette tradizionali o altri prodotti del tabacco.

Viene da se rispondere al quesito tanto acclamato da ricercatore: "Il fatto che molti studenti non capissero o non sapessero che gli e-liquidi contengono nicotina può essere spiegato dal fatto che molti liquidi in realtà non ne contengono . Allo stesso modo, mentre molti bambini minorenni hanno ammesso di aver provato le sigarette elettroniche, nessuno di loro ha ammesso di aver provato sigarette tradizionali.

Glantz ha ancora una lunga strada da percorrere e una serie di studi da analizzare, prima che sarà in grado di dimostrare che il vaping è dannoso per la società e per la salute