Gli analisti di "The Montley Fool" ritengono che iQOS non sarà in grado di compensare il declino delle vendite delle sigarette tradizionali".

Scarsi guadagni per PMI nel primo trimestre di vendita del riscaldatore di tabacco iQOS e venite quasi piatte nell'estremo Oriente mettono dubbi e perplessità sul futuro di questo dispositivo. Il prodotto ha suscitato enormi dibattiti dopo la decisione di Philip Morris di non produrre più sigarette entro il 2030 ma non solo questo ha portato all'enorme problematica dei riscaldatori. Dal rilascio di sostanze tossiche e gli ulteriori studi sulla differenza tra sigarette elettroniche e riscaldatori al crollo in borsa del 16% ad aprile dopo l'annuncio FDA che l'iQOS non è sicura sembra che tutto possa volgere in una condizione esasperata per Philip Morris International.

British American Tobacco ha ammesso: "la crescita della categoria dei prodotti per il riscaldamento del tabacco è rallentata"

e questo nonostante il Giappone regoli strettamente le sigarette elettroniche (intese come iQOS) come prodotto farmaceutico. Le azioni di PMI hanno continuato a diminuire a partire da aprile indicando che gli investitori si sentono in pericolo riguardo al prodotto riscaldato con un potenziale limitato.

Non è solo il caso di Milwaukee che vuole sostenere l'industria del tabacco prendendo di mira il vaping inserendo un divieto negli spazi pubblici in quanto anche non esplicitamente molti altri Stati, Paesi o città del Mondo hanno attuato politiche simili di confronto e favoritismo nei confronti delle grandi multinazionali del tabacco.

A parte la melodia se iQOS o Glo siano confrontabili alle sigarette elettroniche o semplicemente come riscaldatori di tabacco, il gruppo di esperti di Adam Smith sostiene che le donne vengono lasciate indietro dalla rivoluzione che il mondo del vaping sta portando nel mondo. Sempre più uomini passano al vaping e sempre più donne hanno problemi a lasciarsi indietro le sigarette tradizionali come evidenzia lo studio che mettere in risalto proprio il problema femminile relativo a prima, durante e dopo la gravidanza.

Daniel Pryor (UK) ritiene che: "È fondamentale combattere il diffuso e aggravante errato concetto secondo cui lo svapo è dannoso quanto il fumo attraverso riforme pubblicitarie ragionevoli e indicazioni sulla salute pubblica".

Sappiamo che l'ultimo rapporto evidenziato durante il GFN 2018 ha dato evidenza al Regno Unito è il fautore di regolamenti pro-ecig e che altri paesi invece vengono classificati come "non favorevoli" ma in effetti possiamo dire come proprio in alcuni stati del mondo le sigarette elettroniche non godano di una buona fama.

Philip Morris stessa nella persona di Eugenio Sidoli durante uno speciale di porta a porta del 29 Maggio 2018 ha dichiarato:

 "La mia azienda ha sposato come visione del futuro il non fumo, è una scommessa che stiamo facendo e in cui crediamo, perchè diamo qualcosa che aiuta la gente a smettere di usare la sigaretta tradizionale". "Una specie di sigaretta elettronica, anche se l'abbiamo - dichiara Sidoli - ma il prodotto che vendiamo in questo momento è un riscaldatore di tabacco solido che non è un vaporizzatore di nicotina".

Chiedersi come farà PMI ad attuare la sua politica di cessazione della produzione nel 2030 di sigarette e dedicarsi completamente al tabacco riscaldato è quindi lecito ma forse sarà il momento per le multinazionali del tabacco di dare uno sguardo anche alle sigarette elettroniche vere e proprio o più precisamente chiamate "vaporizzatori personali".