Il Motley Fool riporta che il marchio iQOS di "Altria / Philip Morris International" potrebbe aver subito un crollo pari al 30% dall'anno scorso.

Non è la prima volta che gli analisti di Montley Fool prendono di mira PMI ed il suo riscaldatore di tabacco. Secondo, adesso.  il Montley Fool, le azioni hanno perso il 30% del loro valore rispetto all'anno scorso ed il motivo di questa "discesa" è da imputare a molteplici fattori che si sono creati negli ultimi tempi a discapito non solo delle sigarette convenzionali ma anche dei riscaldatori di tabacco.

iQOS nel mercato giapponese era fino a poco tempo fa leader indiscusso in quanto era l'unica alternativa presente; in effetti non erano ammessi altri dispositivi tra i quali quelli relativi al vaping. I dispositivi che erano diretti concorrenti del riscaldatore di tabacco erano regolamentati quali " prodotti farmaceutici" il che portava il prodotto ad essere leader sul mercato. 

Nel tempo però sia British American Tobacco che Japan Tobacco hanno rilasciato i "loro dispositivi" che hanno reso concorrenza a PMI aggrappandosi ad una grossa fetta di mercato che fino a quel tempo aveva una scola scelta. La concorrenza, però, è stata sempre legata a coloro che fumano sigarette convenzionali e non volendo lasciarsi indietro il tabacco hanno deciso di "redimersi" usando i riscaldatori che adesso sono ben tre ognuno relativo ad ogni compagnia (multinazionale) presente.

In America (Stati Uniti) iQOS deve affrontare altre peripezie per poter intraprendere un percorso simile al Giappone; in primo luogo deve affrontare la Food & Drug Administration la quale ha negato l'accesso del riscaldatore per problematiche varie. Vuoi perchè si pensa che faccia male, vuoi perchè gli studi abbiano portato a pensare che rilascia agenti cancerogeni, vuoi perchè il vaping si è instaurato come modalità alternativa a rischio ridotto con studi che ne dimostrano l'efficacia e la "possibile" soluzione definitiva al problema del fumo convenzionale.

Nel Regno Unito (pochi giorni fa) è stato intimato a PMI di non pubblicizzare i suoi prodotti ma il problema per la multinazionale sorge quando si parla proprio di vaping. Non solo di vaping come noi lo conosciamo, come alternativa a rischio ridotto, ma sopratutto quando parliamo di "Juul"il dispositivo che ha avuto un successo enorme in america e che adesso si sta espandendo in Europa.

Se tutte le speranza di PMI si sono intrecciate con iQOS e con la cessazione della produzione di sigarette convenzionali nel 2030, allora c'è da domandarsi cosa potrà mai "detronizzare" il colosso.

 

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