La petizione contro la decisione di vietare la vendita e l'importazione della sigaretta elettronica Juul è stata presentata all'Alta Corte di Giustizia israeliana.

Il divieto firmato lunedì 20 agosto 2018 dal primo ministro della salute (e anche della sanità) "Benjamin Netanyahu" con l'appoggio del vice ministro della salute "Yaakov Litzman" - basato sulla preoccupazione della concentrazione elevata di nicotina all'interno delle cartucce di ricarica - entrerà  in vigore il 3 settembre.

Subito dopo il commento di martedì del Ministero dell sanità - che ne dava notizia alla stampa - la filiale israeliana della società "Juul" ha inviato una petizione all'Alta corte di Giustizia contestando tale decisione del governo di vietare l'importazione e la vendita del dispositivo.

“la decisione di vietare l'importazione e la vendita del prodotto (JUUL) contenente più di 20 milligrammi per millilitro di nicotina è stata fatta perché poneva un grave pericolo per la salute pubblica”. - ha dichiarato Benjamin Netanyahu.

Proprio tale "petizione" chiede un'ingiunzione provvisoria all'ordine di divieto esprimendo rammarico perchè soltanto Juul è stata arbitrariamente vietata a discapito dei suoi concorrenti e produttori di prodotti simili.

Secondo lo studio legale Eitan Haezrachy & Co. (difensori di Juul) il ministero ha agito per fermare rapidamente le vendite di Juul violando i diritti dell'azienda. La petizione lunga più di 60 pagine indica specificamente il primo ministro della sanità Benjamin Netanyahu, il vice ministro della sanità Ya'acov Litzman e il ministero stesso come le persone (responsabili) che hanno attuato tale "arbitraria" limitazione.

"Non è necessario approfondire l'entità del danno che è già stato causato e sarà causato ai firmatari. Se questa petizione non viene accettata, la conclusione sarà che l'Autorità [Ministero della Salute] è al di sopra della legge ", afferma la petizione. 

Inoltre, in una dichiarazione allegata alla petizione, Juul Israel ha accusato il Ministero della Salute di "implementare l'applicazione selettiva rafforzando lo status delle compagnie del tabacco a scapito di un'alternativa progettata per salvare milioni di fumatori dall'influenza cancerosa del consumo tabacco "

Il CEO di Juul Israel, Assaf Snir, ha dichiarato al Jerusalem Post per posta elettronica che crede che "JUUL sarà venduto in Israele senza nessun problema e la questione si risolverà per il meglio". 

Snir inoltre ha sottolineato che all'interno della petizione ci sono opinioni espresse dai professori Ravid e Yehuda Adler del Mayanei HaYeshua Medical Center di Bnei Brak che affermano che il dispositivo, facente capo alla categoria delle sigarette elettroniche, non ha gli stessi rischi delle sigarette per quanto riguarda sostanze cancerogene.