Il più grande produttore di sigarette del paese ha avuto un balzo azionario senza precedenti dopo l'annuncio del divieto indiano riguardante le sigarette elettroniche.

L'india è pronta e vieterà le sigarette elettroniche. La decisione presa dal governo è irremovibile anche perchè le azioni della più grande compagnia di produzione di sigarette del paese sono balzate in borsa senza precedenti del ben 200%. La ITC Ltd (India Tobacco Company) è di ben 1/3 del Governo centrale dell'India.

E' stato il governo stesso - questa settimana - ad avvisare i dipartimenti della sanità pubblica di vietare i prodotti relativi al settore del vaping e includere i riscaldatori di tabacco. Chiaramente si capisce che gli investitori approvano pienamente la mossa del governo indiano per eliminare la minaccia che le sigarette elettroniche rappresentano nel mercato.

L' ITC è il più grande venditore di sigarette in India, con una quota dell'80% del mercato indiano ed il governo indiano detiene una quota del 32%, il che rende il ministero della salute legato alla compagnia stessa. Ci sono 120 milioni di fumatori indiani e un milione di loro muoiono ogni anno a causa di malattie legate al tabacco.

Gli sforzi di AVI (Association of Vapers India) per evitare questo divieto sono stati molteplici ma senza risultato e questa settimana ha pubblicato un dettagliato rapporto contro le basi del divieto effettuato dal governo indiano:

"A causa del peso onnicomprensivo del fumo nel paese - un milione di morti, mancanza di assistenza sanitaria pubblica e perdita economica annua di oltre 1 miliardo di dollari - il governo avrebbe dovuto sostenere aggressivamente le misure di prevenzione e incoraggiato un'alternativa anche se fosse il 10% più sicuro andrebbe lo stesso bene ma qua si parla del 95% più sicuro della sigarette tradizionali", afferma la dichiarazione AVI.

AVI conferma la volontà di lottare in tribunale per fermare il divieto, ove necessario.

 

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