Dopo il divieto per Juul che è entrato in vigore il 3 settembre 2018 in Israele, Juul aveva avviato una petizione/causa contro la decisione del Ministero della Sanità israeliano. 

L'Alta corte di Giustizia il 25 agosto 2018 ha respinto la richiesta di JUUL Labs di un'ingiunzione temporanea per impedire l'attuazione del divieto e deciso che la sigaretta elettronica Juul e le sue ricariche saranno vendute con uno standard a nicotina ridotta; pertanto mentre si procede alle dovute verifiche la sigaretta elettronica più famosa in america verrà venduta utilizzando una versione già in commercio nel Regno Unito.

Juul afferma che l'azione del governo israeliano, rapportata al divieto espresso il mese scorso, crea un duplice meccanismo non chiaro; mentre sarebbe vietato vendere il dispositivo e compagnie di tabacco sono autorizzate a vendere i loro riscaldatori. L'accusa sembra rivolta al vice ministro della sanità Yaakov Litzman accusato in precedenza di favorire le compagnie del tabacco:

"Non è possibile accettare la condotta di un regolatore che lavora al buio, con un programma nascosto che tende a rafforzare lo stato delle compagnie del tabacco a scapito di un'alternativa progettata per salvare milioni di fumatori dall'influenza cancerogena del consumo di tabacco", "I rivenditori non vendono ai minori pertanto il divieto non trova un senso". ha dichiarato JUUL Labs al il Times of Israel .

Israele non ha regolamenti o leggi scritte sulle sigarette elettroniche e sebbene JUUL Labs insista che i rivenditori non vendono JUUL ai minori, il paese in realtà non ha nemmeno limiti di età sulle vendite.

 

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