Gli esperti presenti al GTNF affermano che rendere le sigarette elettroniche accessibili ai fumatori nei paesi in via di sviluppo è un "problema legato ai diritti umani".

Rivolgendosi ad un pubblico composto da rappresentati dell'industria del tabacco e del vaping gli esperti della riduzione del danno, al Global Tobacco e Nicotine Forum (GTNF) del 2018, invitano ad effettuare ulteriori ricerche sui possibili benefici della nicotina e sui dispositivi dediti al rilascio della stessa. Inoltre, hanno sottolineato, come sia necessario concentrarsi sullo sviluppo di prodotti innovativi che forniscano una "società senza fumo" e riducano i danni causati dalle sigarette tradizionali.

Helen Redmond, esperta in materia - della Silver School of Social Work della New York University - ha affermato che le persone nei paesi pi poveri non hanno accesso ad alternative più sicure a causa dei prezzi non accessibili, aggiungendo che sono "anche" quelli più poveri ad avere bisogno di tali dispositivi.

"È una questione relativa ai diritti umani: essendo un dispositivo per la riduzione del danno, i prezzi devono scendere. La nicotina non è una droga, aiuta con la depressione e l'ansia".



Anche Matt Ridley, membro della Camera dei Lord, ha sostenuto che sottoporre le sigarette elettroniche alle stesse restrizioni del fumo sul posto di lavoro potrebbe essere vista come una violazione dei diritti umani di una persona:

"Dovremmo trattare il vaping nello stesso modo in cui trattiamo l'accesso ai telefoni cellulari", ha affermato. "Il modo migliore per indurre le persone a rinunciare al fumo è innovare con la tecnologia". - continua - "L'opinione pubblica ha una immagine distorta a causa dei "racconti di paura" dei media."

 

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