Se in Europa i riscaldatori di tabacco vedono qualche difficoltà nell'imporsi in quanto espressamente non rientrati nella categoria delle sigarette elettroniche, in Corea del sud il Ministero dell'Economia e della Finanze rivela che le ricariche per i riscaldatori rappresentano ben l'11,3% delle vendite.

E' quanto rivelato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze della Corea del Sud. E' strano pensare come proprio poco tempo fa, a giugno, le autorità sanitarie della Corea emettevano un avviso sulla possibile presenza di ben 5 agenti cancerogeni presenti nelle ricariche dei riscaldatori. Ad oggi, di contro, tale prodotto risulta il più venduto del paese, per quanto riguarda le sigarette, con un aumento dell'1% rispetto all'anno scorso. Di questo il 11,3% riguarda il tabacco riscaldato con ben 25 milioni di pacchetti di ricariche per riscaldatori venduti.

Dal lancio di iQOS, a maggio, l'interesse da parte degli utenti per tali dispositivi è aumentato vertiginosamente portando un forte aumento delle vendite attestandosi a circa 163 milioni di pacchetti "Heat not nurn o Heets" venduti in meno di un anno.

Da gennaio a novembre, sono stati venduti 295 milioni di pacchetti di sigarette per i riscaldatori, che rappresentano una quota di mercato di 9,3%. Entrando in una seconda fase, i principali produttori di tabacco del paese, PMI, KT & G e BAT Corea, hanno intrapreso una feroce guerra commerciale, lanciando nuovi modelli e prodotti aromatizzati.

La quota di mercato del tabacco riscaldato (HNB) è aumentata costantemente, registrando il 9% a gennaio, 10% a maggio e 11% a novembre. Da gennaio a novembre, le sigarette tradizionali, hanno avuto un calo il che rappresenta una diminuzione di circa 1,6% in un anno.

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