Al World Economic Forum 2019, Philip Morris chiede di unire le forze per sostenere una globale lotta contro il fumo.

Dal rallentamento dell’economia cinese alla guerra dei dazi tra Washington e Pechino, dal cambiamento climatico alle innovazioni digitali che caratterizzano la Quarta Rivoluzione industriale, sono queste le tematiche principali che sono state affrontate durante il meeting "World Economic Forum 2019" svoltosi in Svizzera, a Davos, dal 22 al 24 Gennaio 2019.

Al vertice hanno partecipato rappresentanti del mondo economico, politico, finanziario, scientifico e culturale provenienti da circa novanta paesi per discutere nuovi modi per migliorare la salute e il benessere dei cittadini grazie all'innovazione e alla tecnologia. Grandi assenti Donald Trump e Emmanuel Macron, alle prese con le manifestazioni dei Gilet Gialli. Presenti invece Angela Merkel, il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, il vice presidente cinese, Wang Qishan, il principe William, il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, Giuseppe Conte, il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, il presidente dell’Iraq, Barham Salih e il presidente del Sudafrica, Cyril Ramaphosa.

Durante l'ultima edizione del forum internazionale, Marian Salzman, portavoce di Philip Morris, ha discusso la trattazione dello studio “Public Health – Much Harder than Rocket Science”. L'indagine, condotta da IPSOS per Philip Morris International (PMI) tra il 4 settembre e il 19 settembre 2018, comprendeva circa 31.000 adulti di popolazione generale in 31 paesi del mondo.

Ai partecipanti è stato chiesto il loro parere sulle questioni di salute pubblica, sul ruolo della tecnologia e dell'innovazione nella sanità pubblica e sui prodotti alternativi alle sigarette tradizionali.  Lo studio si è concentrato sul legame tra salute pubblica e tecnologia ed il 91% dei partecipanti al sondaggio ha ritenuto che la tecnologia e l'innovazione debbano muoversi verso il miglioramento della salute e del benessere per tutti. Il 56% del campione ha dichiarato che le autorità pubbliche non hanno utilizzato i progressi del settore per aiutare le popolazioni delle loro nazioni .

Per Marian Salzman, la situazione è chiarissima. Per promuovere la salute pubblica, tutti coloro che sono interessati devono unire le forze, vale a dire i fumatori, le aziende, ma anche i governi.

L'industria del tabacco non è responsabile per l'epidemia di tossicodipendenza - commenta Marian Salzman. I produttori di sigarette forniscono un prodotto per soddisfare la domanda dei consumatori, che nonostante i pericoli continuano a fumare.

Ha anche affermato che lo sviluppo di nuovi prodotti (le sigarette elettroniche) può aiutare i fumatori a cambiare le loro abitudini . Tuttavia, Salzman ha aggiunto che è imperativo che le autorità pubbliche collaborino con le aziende per garantire un risultato positivo.

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