Anche se presenti le dovute restrizioni sul tabagismo e sulle sigarette elettroniche il settore esplode in Corea del Sud. Il mercato del vaping si attesta al 9,6%.

 

In Corea del Sud la lotta serrata al tabagismo adottata fin dal 2015 ha avuto un effetto immediato e a 4 anni di distanza i risultati sono positivi. Nel 2018, le vendite di tabacco sono diminuite del 2% e in soli 4 anni ed il numero di fumatori nel paese è diminuito del 20%. L'utilizzo delle sigarette elettroniche è stato evidenziato come una delle ragioni di questo calo in quanto mentre il mercato dello svapo rappresentava solo il 2,2% dell'economia nel 2017, questo numero è balzato al 9,6% nel 2018 .

Per ridurre il numero di fumatori in Corea del Sud, il governo ha aumentato il prezzo dei pacchetti di sigarette a quasi il doppio, da $ 2,20 a $ 4,20. Alle aziende produttrici di tabacco è stato anche chiesto ( già dallo scorso giugno) di attuare campagne di prevenzione ed il fumo è vietato negli spazi pubblici (anche fumare una sigaretta sul marciapiede può comportare una multa fino a 1.000 euro) ed inoltre in alcune città del paese sono stati installati allarmi antifumo per impedire alle persone di fumare negli spazi pubblici ma, è possibile possedere una sigaretta elettronica ed usarla ad esclusione dei luoghi pubblici vietati e c'è un'altra concentrazione di negozi specializzati nel Paese.

Prima di queste riforme del tabacco, la Corea del Sud si è classificata 13esima nel mondo tra i paesi con il più alto numero di fumatori  Le autorità sanitarie sudcoreane erano riluttanti ad adottare misure anti tabacco, ma in seguito all'introduzione di una tassa sul tabacco nel 2015, e successivamente ampliando le politiche di limitazione, la percentuale di fumatori maschi nel paese è scesa al di sotto del 40%, la più bassa dal 1998.

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