Nonostante gli studi, sia quelli clinici che quelli legati al possibile effetto gateway, siano a favore delle sigarette elettroniche un'ulteriore attacco di disinformazione proviene dall'ACS.

Un nuovo attacco arriva direttamente da una società che si batte per la lotta contro il cancro, nonostante gli studi, sia clinici che legati al possibile effetto gateway, siano a favore delle sigarette elettroniche.

A farsi portavoce di questa nuova azione intimidatoria nei confronti della sigaretta elettronica è “Marc Hymovitz”, direttore delle relazioni governative nel Massachusetts per l'American Cancer Society Cancer Action Network, che ha accusato i produttori del settore di creare prodotti che puntano esclusivamente ad avvicinare i più giovani al mondo dello svapo.

"È abbastanza chiaro che le sigarette elettroniche sono diventate una vera e propria epidemia tra i più giovani", ha commentato Marc Hymovitz.

Hymovitz sta inoltre diffondendo un'ulteriore disinformazione all’interno della quale riporta il fatto che i giovani che si avvicinano alla sigaretta elettronica sarebbero poi gli stessi che passano successivamente al consumo delle sigarette tradizionali, quando invece come ben sappiamo è l’opposto. Basti pensare che i risultati rilasciati di recente da parte del Washington State Healthy Youth Survey riportano un basso consumo di sigarette e alcol al quale si contrappone un aumento nell'uso di sigarette elettroniche.

Allo stesso modo, l'indagine sponsorizzata dal governo, il Monitoring the Future Study (MTF), ha anch’esso rilevato un forte aumento dell’utilizzo della sigaretta elettronica lo scorso anno, inoltre mostra anche un continuo declino dei fumatori, questi sicuramente non possono essere dei dati facilmente ignorabili.

In linea con quanto sottolineato da molti esperti di salute pubblica, un recente articolo su Reason ha spiegato che se più persone stanno utilizzando prodotti del mondo dello svapo, di conseguenza meno persone fumano,  e questa dovrebbe essere vista come una vittoria per la salute pubblica e non un danno come molti esponenti politici e medici vogliono far credere. Dal punto di vista della salute pubblica, una situazione in cui il 20% degli studenti delle scuole superiori “svapa” mentre l'8% fuma è decisamente preferibile a quella registrata nel 1999 in cui il 29% fumava senza avere alcuna alternativa alle sigarette tradizionali.

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