Dalle assicurazioni agevolate ai rischi ridotti passando per la non combustione e gli studi a supporto dei rischi che comporta. iQOS è stata approvata dalla FDA ma è davvero priva di rischi?

E' lo stesso Warren Buffett, il terzo uomo più ricco al mondo finanziatore ed investitore americano che ha commentato in un recente intervista l'intromissione di Big tobacco nell'indutria delle sigarette elettroniche:

 “Te lo dico io perché mi piace il business delle sigarette. Costa un penny farlo. Si rivende a un dollaro. Provoca dipendenza. E c’è una fantastica fedeltà alla marca”.

Insomma senza ulteriori parole "conviene". E' questo che si comprende dalle parole di Buffet poco dopo l'approvazione della iQOS da parte della FDA come strumento a rischio ridotto autorizzandone la vendita legale negli Stati Uniti e a pochi giorni dall'annuncio di "REVITI" la nuova assicurazione PMI, attivata nel Regno Unito, con tariffe agevolate per chi usa sigarette elettroniche e/o riscaldatori di tabacco.

Big tobacco continua a far uscire idee dal calderone grazie, e non è poco, alle infinite risorse che possiede ed ai suoi gran manager che gestiscono l'intera rete del tabacco ed attualmente anche dei riscaldatori.

Niente di più lontano dalle vere sigarette elettroniche, che causa il nome che richiama alla vera e propria sigaretta, vedono demolita la ragion per la quale sono state create cioè quella di portare sempre più fumatori ad uno stile di vita più sano eliminando i rischi del 95%, secondo la PHE.

Anche se annoverata negli strumenti a rischio ridotto la verità di iQOS potrebbe essere un'altra. Gli studi, non legati all'azienda ma indipendenti, si susseguono e indicano che non è sicura; non ultimo quello che ha riconosciuto i riscaldatori come tossici in quanto presenti gli isocianati, dopo test di laboratorio commissionati dalla Croce Blu di Berna-Soletta-Friburgo oppure quello che ha evidenziato "pirolisi e sostanze tossiche".

Istituzioni, politici e stampa accreditano il messaggio di riduzione di Big Tobacco che è tanto preoccupato per i clienti tanto da dare un'alternativa per ridurre il danno invece che incentivare la cessazione abbassando il livello di allarme sociale contro il fumo. 

Ma in concreto, consolida e aumenta il fatturato delle aziende del tabacco attirando più facilmente in trappola frotte di ragazzini elettrizzati dalla “modernità” dello strumento, rassicurati sulla “innocuità” dell’iniziazione e sedotti da sapori (analogamente, sia chiaro, collegando primariamente la cosa alla vera e propria sigaretta elettronica) nuovi e più piacevoli,  rispetto all’acre fumo del crudo tabacco. 

Cercando di bloccare l'avanzata della sigaretta elettronica  impossessandosi della nuova bandiera della “riduzione del danno” parte dall’Inghilterra per lanciare in Europa una compagnia d’assicurazioni che vende polizze-vita “scontate” per fumatori, per non-fumatori e soprattutto per chi passa dalle sigarette elettroniche al tabacco riscaldato o evolve i riscaldatori e veri e propri strumenti " paladini" della riduzione.

Il presidente dell’Associazione “Benessere Senza Fumo ONLUS”, patrocinata dalla Commissione europea, a Futuroquotidiano.it, dichiara :

“Istituzioni, politici e stampa dovrebbero impegnarsi quotidianamente per contrastare questa raffinata strage mondiale; e invece, quando non direttamente coinvolti in questo bel giro di affari, restano totalmente ignoranti in materia, sempre troppo distratti da “ben altri problemi” : al massimo applaudono soddisfatti e compiaciuti perché suona tanto bene parlare  di “riduzione del danno”.

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