Il North Carolina ha citato, venerdì scorso, il produttore di sigarette elettroniche JUUL accusando la società di rivolgersi ai consumatori più giovani.

Il North Carolina ha citato, venerdì scorso, il produttore di sigarette elettroniche JUUL accusando la società di rivolgersi ai consumatori più giovani e di travisare l'elevato contenuto di nicotina e i rischi del prodotto.

Questa causa insieme alle altre che accusano JUUL non solo di vendere le pod con un contenuto di nicotina elevatissima rispetto agli standard, che ricordiamo anche se legali in america in Europa non sono ammessi, ma sopratutto di portare i minori ad utilizzare il dispositivo con conseguente effetto gateway verso le sigarette tradizionali.

"JUUl ha preso di mira i i giovani come clienti e di conseguenza il vapore è diventato una epidemia" - ha commentato in un comunicato il procuratore generale della North Carolina "Josh Stein" continuando - "Le pratiche commerciali di JUUL non sono solo spietate ma anche illegali e ho intenzione di fermarle in quanto non possiamo permettere a un'altra generazione di giovani di diventare dipendenti dalla nicotina".

La risposta di JUUL è ha tardata ad arrivare commentando alla CNBC ma secondo Stein, la società ha deliberatamente progettato i propri prodotti per rivolgersi ad un pubblico giovane grazie anche al marketing nei social media pagando degli influencer che  promuovono il prodotto. L'accusa sostiene inoltre che JUUL ha utilizzato metodi di verifica dell'età non sicuri per gli acquisti on-line facilitando l'acquisto da parte dei minori.

Stein ha chiesto al tribunale di costringere la compagnia a smettere di vendere sigarette elettroniche ai minori della Carolina del Nord, limitare il numero di aromi venduti nello stato e porre fine a pratiche pubblicitarie attraenti per i consumatori più giovani.

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