France Vapotage attacca duramente le recenti affermazioni rilasciate dall’OMS sulla sigaretta elettronica.

Qualificare la sigaretta elettronica come un prodotto "indubbiamente dannoso" significa indebolire un'alternativa al tabacco che attualmente è alla portata di molti fumatori che vogliono smettere di fumare. Siamo stupiti da questa affermazione, la quale inoltre è in totale contraddizione con numerosi studi scientifici pubblicati, compresi quelli di Public Health France. Chiediamo quindi la possibilità di avere un dibattito pacifico con l’ente in questione per chiarire la situazione venutasi a creare.

La pubblicazione del settimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è stata oggetto di un'intensa copertura mediatica e non solo a causa delle affermazioni inerenti al danno possibile proveniente dall’utilizzo della sigaretta elettronica. Quest'ultimo è descritto come "indiscutibilmente dannoso" e anche "sconsigliato come dispositivo per smettere di fumare".

Inoltre, France Vapotage rileva che queste posizioni sono in totale contraddizione con le conclusioni emesse da Public Health France a maggio 2019 in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. L’Agenzia nazionale per la sanità pubblica ha stabilito che le sigarette elettroniche sono i prodotti più utilizzati per smettere di fumare dai fumatori e vengono preferite ad altri metodi convenzionali quali cerotti alla nicotina e gomme da masticare.

France Vapotage nel suo comunicato ufficiale invita l’OMS a citare le fonti dalle quali hanno tratto “ispirazione” per affermare che la sigaretta elettronica è effettivamente più dannosa rispetto a quella tradizionale.

In generale, France Vapotage chiede una maggiore cura nella pubblicazione delle notizie inerenti al settore del vaping soprattutto per non creare falsi allarmismi o la divulgazione di informazioni completamente errate o comunque inesatte. La sigaretta elettronica è uno strumento molto utile per tutti i fumatori che vogliono smettere di fumare e quindi deve essere tutelata e non attaccata ad ogni occasione.

Vedremo se l’OMS vorrà degnare di una risposta questa (e tutte le altre) richieste fatte nei giorni seguenti alle dichiarazioni rilasciate a fine luglio, speriamo che l’organo in questione faccia un passo indietro e ammetta per una volta di aver rilasciato delle informazioni errate.

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