Nel biennio 2016-2017 il budget a disposizione dell'OMS per l’87% fu finanziato da contributi di aziende private (come la la Bill & Melinda Gates Foundation) e farmaceutiche (Denka Seiken co Ltd, Gilead sciences Inc, Glaxo Smith Kline, Hoffmann-La Roche and co Ltd, Merck Sanofi Pasteur e Sanofi Aventis).

L'Organizzazione mondiale della sanità (in breve OMS, in inglese World Health Organization, WHO), è una agenzia speciale dell'ONU per la salute  fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra. Autorità "Globale" per quanto riguarda la salute ed il contrasto delle malattie per la tutela degli stili di vita dell'individuo dovrebbe promuovere e tutelare una visione sanitaria in grado di rispondere alle esigenze degli interessi collettivi della popolazione mondiale trovando soluzioni a problemi sanitari e epidemici presenti nel mondo.

L'obiettivo dell'OMS, così come precisato nella relativa costituzione, è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni, del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come "condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità".

Tutto nella trasparenza di una organizzazione mondiale a tutela degli interessi, e della salute, della popolazione ma, se di trasparenza si può parlare, vediamo allora chi ha finanziato l'OMS in questi ultimi anni facendo riferimento ad una inchiesta/articolo che pubblicò nel 2018 "La Verità", su budget e contributi utilizzati e ricevuti non solo da imprese farmaceutiche ma anche da privati, dove il budget che l'organizzazione ebbe a disposizione nel biennio 2016-2017 era stato per l’87% finanziato da contributi di aziende private che hanno coperto la graduale ritirata dei finanziamenti degli Stati ma sono stati in larga misura vincolati alla realizzazione di progetti commissionati dagli stessi donatori. 

I finanziamenti che vengono presi in considerazione vengono denominati "earnmarket", ovvero condizionati al rispetto di una precisa agenda e, come scrive il quotidiano milanese citando dati del British Medical Journal, “nel 2017 l’ 80% dei fondi ricevuti dall’agenzia Onu erano earmarked“.

Tra i finanziatori dell'OMS, in quel biennio, spicca la Bill & Melinda Gates Foundation - il nome vi dice niente? - (che vanta un patrimonio da 40 miliardi di dollari). Quest'ultima ha destinato all'OMS quasi 444 milioni nel 2016 e quasi 457 milioni nel 2017 di cui, nel 2016, 221 vincolati, e nel 2017, 213 vincolati a programmi specifici guadagnando un posto di rilievo solo dopo il Governo egli Stati Uniti e davanti al Regno Unito. Tra le industrie farmaceutiche spiccano nomi di gran rilievo come Denka Seiken co Ltd, Gilead sciences Inc, Glaxo Smith Kline, Hoffmann-La Roche and co Ltd, Merck Sanofi Pasteur e Sanofi Aventis.

Bill Gates si è in particolare concentrato sulla somministrazione dei vaccini nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto africani, affiancando all’impegno per l’Oms quello da finanziatore leader della Gavi Alliance, una partnership pubblico-privata. emanazione della sua fondazione che non si limita a portare avanti la benemerita campagna delle vaccinazioni ma punta al tempo stesso a “plasmare” i mercati dell’immunizzazione nei Paesi oggetto d’intervento. 

“Viene da chiedersi come si ripercuotano questi intrecci sull’Oms, il cui operato, in tema di vaccinazioni, non è stato sempre immacolato”, prosegue La Verità.

Troppe volte, in passato, è capitato che alcuni dei Paesi più poveri del pianeta ricevessero offerte di assistenza sanitaria che finivano per vincolarli alle grandi cause farmaceutiche internazionali con un sovraprezzo notevole per i servizi forniti. “Basti pensare al caso dell’ influenza suina, una finta emergenza denunciata dall’Oms nel giugno 2009, cioè pochi mesi dopo un preallarme dell’ agenzia Onu, che aveva indotto molti Paesi a stipulare impegni d’ acquisto di vaccini pandemici. Con tanto di assurda clausola contrattuale: gli accordi prevedevano la responsabilità a carico degli acquirenti in caso di effetti collaterali. Come se uno comprasse un elettrodomestico, ma per i malfunzionamenti, anziché essere coperto dalla garanzia, dovesse versare una penale all’azienda produttrice. Guarda caso, quei contratti sarebbero diventati vincolanti se l’Oms avesse annunciato lo scoppio di una pandemia”, cosa alla fine non avvenuta.

E sul ruolo non limpido di Bill Gates hanno avuto modo di esprimersi anche importanti personalità e istituzioni legate al mondo della sanità. Prima tra tutti nel 2013, Medici senza Frontiere, come segnalato in Immunità di legge, saggio frutto di una collaborazione tra il chirurgo e saggista Pierpaolo Dal Monte e “Il Pedante”, che ha accusato Gavi Alliance di imporre ai Paesi destinatari degli aiuti prezzi artificiosamente gonfiati per i vaccini, che finivano per alimentare regalie a multinazionali come Bayer e Novartis.

A Medici senza Frontiere ha fatto seguito Antoine Flahault, direttore dell’Istituto di Sanità Globale della facoltà di medicina dell’Università di Ginevra, secondo cui:

“oramai l’Oms è costretta a tenere conto di quello che Gates ritiene prioritario” e che ritiene, ad esempio, eccessiva la pretesa di Gates di vincolare fondi consistenti all’ampliamento della lotta alla polio in una fase che vede la malattia quasi debellata e nuove potenziali epidemie insorgere. Come ha segnalato Repubblica, tra il 2016 e il 2017 l’Oms ha destinato alla lotta alla polio, malattia oramai resa inoffensiva, “ben 894,5 milioni di dollari. 10 volte di più che alla prevenzione dell’Aids, la quarta causa di mortalità nei paesi poveri”.

Jean-Marie Kindermans, presidente dell’Agenzia Europea per lo Sviluppo e la Sanità, ha affermato che “se c’è un vero problema, all’Oms, riguarda il modo in cui vengono destinate le risorse” e la scelta delle priorità. Oramai vincolate e costrette a dipendere dalle logiche, diverse da quelle di chi dovrebbe combattere per la salute pubblica globale, del complesso della “filantropia capitalista”, come l’ha definita Peter Buffett, figlio del ricchissimo finanziere (e filantropo egli stesso) Warren. 

Come ha dichiarato Peter Buffett in un celebre articolo per il New York Times scritto nel 2013, la filantropia sta diventando un business enorme (con 9,4 milioni di occupati che distribuiscono 316 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti), ma le disuguaglianze globali continuano a crescere a spirale, fuori controllo “e altre vite e comunità vengono distrutte dal sistema che crea immense quantità di ricchezza per i pochi”, mentre l’operato di organizzazioni come l’Oms è vincolato ai desiderata di pochi privati.  E il lato oscuro del “complesso benefico-industriale” si manifesta nel contesto di campagne nobili come quella per le vaccinazioni. Che vengono deviate a favore di una concentrazione ristretta di imprese e vedono i fondi ad essi dedicate eterodiretti senza alcun principio di efficienza ed efficacia. Mentre la capacità d’azione dell’Oms viene sacrificata in nome del “lavaggio di coscienza” di Bill Gates e della moglie.

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