Chiude senza aver raggiunto le firme dovute, per poter essere presa in considerazione in commissione, la petizione europea sulle sigarette elettronoiche: "Vaping is not Tobacco".

Insuccesso per la petizione portata avanti dall'anno scorso senza aver raggiunto il numero di firme necessarie per essere presentata e presa in considerazione dalla Commissione Europea. 

Dopo aver dato il via alla petizione “vogliamo una regolamentazione più intelligente delle sigarette elettroniche” a febbraio 2019, in un anno si doveva raggiungere un milione di firme tra i cittadini dei 28 (divenuti ormai 27 con la Brexit) Stati dell'Unione Europea per essere presa in seria considerazione dall’esecutivo comunitario che avrebbe dovuto prendere in esame la proposta e decidere se proporre una nuova legislazione.

L'obiettivo era il seguente "Chiediamo alla Commissione europea di abrogare l'articolo 20 della direttiva 2014/40 / UE e creare una legislazione su misura che distingua chiaramente i prodotti del settore del vaping dai prodotti del tabacco e farmaceutici"; in breve, far ascoltare la voce dei consumatori e degli operatori del settore delle sigarette elettroniche e dimostrare che lo strumento di riduzione del danno era totalmente diverso dal tabacco e dai prodotti farmaceutici, attualmente in commercio, sopratutto utile a far smettere di fumare e ridurre il danno del 95% in assenza di combustione.

Le firme raccolte non sono arrivate neanche all'obiettivo prefissato ma ancor più si sono fissate a circa 50.000 dove spicca la partecipazione tedesca ed italiana. Il Belgio, la Francia, Spagna, Polonia e tanti altri hanno dato scarsa partecipazione dalle 200 alle 1000 firme o forse poco più.

I motivi della non partecipazione possono essere molteplici ma già dall'inizio si è vista la problematica del sito web per le firme messo on-line a circa due mesi di distanza dall'ok della commissione; la richiesta di più spiegazioni da parte degli utenti su quali punti venivano portati avanti po su quali sarebbero stati i rappresentati di tale petizione; la non chiarezza sui dati personali (poi successivamente spiegata nei dettagli dagli organizzatori) e non per ultima la possibile idealizzazione da parte dei possibili firmatari dell'intromissione di Imperial Brands che ha sostenuto economicamente l'iniziativa donando 10.000 euro o di British American Tobacco o di JUUL (attualmente nelle mani di Altria e di conseguenza a PMI). 

Fallimento quindi per la petizione e fallimento nel proporre una regolamentazione adeguata per il settore in vista della rimessa in discussione della TPD (Direttiva europea sui tabacchi).

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