E-cig e forme gravi di Covid: la FDA ritratta

Il film lo abbiamo già visto. Almeno un paio di volte. Ovvero: gli Organi sanitari statunitensi prima attaccano il mondo dello svapo e, poi, ritraggono. Più o meno clamorosamente. 

Così fu ai tempi di "Evali", così è oggi, sebbene in modo meno eclatante, in tema di sindromi gravi da Coronavirus e sigaretta elettronica

La Food and Drug Administration, in particolare, ha modificato la sua posizione rispetto a possibili relazioni tra Covid e svapo affermando come le sigarette elettroniche abbiano, in realtà, un "effetto sconosciuto" sui pazienti che contraggono il Coronavirus.

Mentre, invece, è praticamente certo - hanno sempre sottolineato dalla FDA - come la condizione di fumatore, con patologie pregresse correlate, possa determinare un maggior rischio di complicanze nel malaugurato caso di contagio.

"L'uso di sigarette elettroniche - è stato evidenziato dall'Ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici - espone l'apparato respiratorio alla inalazione di sostanze chimiche ma, ora come ora, non possiamo sapere se queste inalazioni possano, nel tempo, innescare, in un Covid+, un quadro clinico più serio".

Una specie di dietrofront se è vero che, appena qualche settimana addietro, la Fda sosteneva testualmente che ad essere "esposti a maggiori rischio di complicanze"  fossero sia vapers sia fumatori. Operando una equiparazione, quindi, tra le due categorie.

Una equiparazione che, però, ora non sussiste più nella prospettiva della "Food and Drug Administration": rivista la posizione sugli svapatori, restano, infatti, le forti preoccupazioni sul fumo quale fattore predisponente forme gravi di Coronavirus. Questo perchè, è ulteriormente esaminato, il fumo di sigaretta "determina una soppressione dell'apparato immunitario nonchè problematiche a carico degli apparati cardiaco e circolatorio". 

Singolare come la precisazione della FDA sia venuta in seguito a preciso "quesito" venuto da "Bloomberg news", testata giornalistica appartenente al gruppo facente capo a Michael Bloomberg, già sindaco di New York.

Uno che, in occasione di recente campagna elettorale, aveva speso vagonate di dollari in comunicazioni anti-sigarette elettroniche. Probabilmente tendenzioso l'interrogativo di "Bloomberg news" che, verosimilmente, attendeva dalla FDA una risposta dalla diversa sostanza. Un pò come dire, quando si va per grazia e si trova giustizia. Chiamasi karma