Si applicano gli stessi "veti" già in vigore per le sigarette "classiche"

Brutte notizie per gli svapatori australiani. Nella terra dei canguri, in particolare nella stupenda Melbourne, si stanno varando misure abbastanza restrittive
alla pratica dello svapo.
Presso le sedi del Consiglio comunale, infatti, guidato dal sindaco Sally Capp, si sta discutendo rispetto alla possibilità di proibire l'uso di sigarette elettroniche nelle undici aree della città che sono già "smoke-free".
Bourke Street Mall, Causeway, Howey Place, Block Place, Equitable Place, Goldsbrough Lane, QV Melbourne, Tan e Princes Park, Collins Way e Fulham Place le zone della metropoli che, nel dettaglio, sono già a disco rosso per gli amanti della sigaretta classica.


Ma ora, come detto, in nome di un non comprensibile principio di "par condicio", i medesimi punti saranno anche vietati agli "aficionados" delle e-cig.
Melbourne, quindi, "rischia" di allinearsi a tutto il resto del territorio australiano dove, di fatto, si assiste, da un punto di vista normativo, ad una piena equiparazione di trattamento tra consumatori di sigarette classiche e consumatori di e-cig. Le norme che valgono per gli uni, valgono anche per gli altri. 
Un equilibrismo che, con tutta evidenza, non vuole scontentare nessuno. E nessun interesse. Con buona pace della tutela della salute pubblica. Ma tant'è.

"Le sigarette elettroniche - questo il commento che viene dal Primo Cittadino Capp - sono relativamente nuove ma sappiamo che esiste un possibile legame con gravi malattie polmonari e una crescente evidenza che le sigarette elettroniche possono indurre i giovani a iniziare a fumare sigarette regolari".

Questo il convincimento della sindaco di Melbourne che, come evidente, stride con le teorie di buona parte della scienza. Anche perchè la Capp, allorquando fa riferimento a "gravi malattie polmonari", pare alludere al fenomeno Evali. Che è tutto altro discorso ed attiene a sostanze illegali e recuperate sui mercati illegali. 
Che, con le sostanze conformi e del mercato ufficiale, non hanno nulla a che fare. 

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