Ma intanto si sperimentano cerotti alla nicotina anti-Coronavirus

Il Galles sposa le conclusioni della ricerca francese in tema di Covid e di possibili effetti benefici della nicotina.
Nel Paese anglosassone, in particolare, l'orientamento dei medici è quello di accogliere e testare questa “strada” sui pazienti affetti da Coronavirus.
Presso il Royal Glamorgan Hospital, ad esempio, si sta sondando sul campo tale possibilità.

“Lo studio condotto dai francesi – ha commentato Jonathan Davies, medico chirurgo in servizio presso il “Glamorgan” - ha potuto accertare come il Covid agisca attaccandosi a dei recettori, tecnicamente detti Ace2, di cellule presenti nelle vie aeree superiori.
Il virus, in particolare, si comporterebbe al pari di una chiave che utilizzerebbe i recettori come una serratura da aprire per penetrare all'interno delle cellule. Ebbene, la nicotina agirebbe alla stessa maniera
– commenta ancora Davies – Anche la nicotina opererebbe come una chiave all'interno di una serratura.
Laddove quella serratura, rappresentata dagli Ace-2, se aperta, schiuderebbe all'ingresso nella cellula. Ebbene, perchè la nicotina farebbe da ostacolo al Covid? Immaginate se si vuole infilare una chiave all'interno di una serratura dove è già presente un'altra chiave...la porta non riuscirai ad aprirla
”.

Ok, quindi, ai cerotti alla nicotina nelle corsie dell'ospedale gallese. Ma, da qui a darsi alla pazza gioia con le sigarette, ne passa. Eccome. E' lo stesso Davies a sottolinearlo posizionandosi, per così dire, in una linea mediana tra le posizioni abbastanza distanti, le une dalle altre, partorite dalla scienza, sul tema, in queste settimane.
Richiamando un approfondimento pubblicato sul New England Journal of Medicine, Davies annota
“Probabilmente la nicotina potrebbe realmente avere un effetto di maggiore protezione, ovviamente non assoluta, in ottica di prevenire il contagio. Tuttavia è anche vero che se i fumatori contraggono l'infezione potrebbero più facilmente sviluppare, rispetto a chi fumatore non è, una forma grave della malattia”.
In definitiva, quindi, nessun alibi per gli afiocionados delle “bionde”. “I fumatori tutti dovrebbero smettere immediatamente”. E l'opzione numero uno, nel contesto d'Oltremanica, per supportare nei percorsi anti-fumo, era e resta la sigaretta elettronica. Oramai istituzionalizzata, in ispecie nel contesto della Sanità inglese.