I primi dati "sorprendono" 

Ahi ahi. Brutte nuove dal fronte inglese.

Apposito sondaggio, infatti, dice che i divieti scattati per quel che riguarda la vendita dei prodotti al mentolo (sigarette in primis) stanno producendo un poco gradito effetto collaterale.
Parrebbe, infatti, che una buona parte di coloro i quali erano consumatori di questo particolare tipo di prodotto - “bannato” con decorrenza 20 Maggio nella Ue ma anche, nonostante la Brexit, nel Regno Unito – starebbe guardando al mercato delle sigarette tradizionali e non, come si pensava/sperava, a quello dello svapo.

“Il divieto non mi impedirà di fumare”, commenta un giovane intervistato, in strada, da “Vaping post”.
Questa frase, che rispecchia un po' l'orientamento di molti di quanti rimasti “orfani” delle sigarette alla menta, è la dimostrazione chiara e netta del fallimento degli obiettivi che si voleva perseguire introducendo questi paletti.

In particolare, nella mente del legislatore europeo, si riteneva che il divieto potesse disincentivare i giovani dal fumo, ritenendosi come l'aroma alla menta, con il suo gusto piacevole e fresco, rappresentasse fattore determinante nelle scelte di “fumo” dei giovani. Ma così non è. Morto un papa, se ne fa un altro.

E se non sarà possibile più acquistare sigarette alla menta, si troverà un'alternativa. E questa sarà, per molti, la sigaretta normale. Questo, parola più, parola meno, il pensiero dei giovani inglesi.
Non è, quindi, il mentolo la porta di ingresso al mondo del tabagismo.
Ma, se proprio si vuole perseguire lo scopo, si dia un taglio netto. Un altro dei ragazzi intercettati, al riguardo, ha affermato alquanto lucido
Se si ha realmente intenzione di dissuadere dall'uso delle sigarette, bisognerebbe vietarle del tutto e non solo alcune tipologie. Ma, probabilmente, questo non verrà mai fatto perchè si tratta di prodotti che portano tasse”.

A quanto pare, quindi, il mercato restato “scoperto” sta già guardando altrove. E le “tradizionali” sembrano essere l'approdo designato anche a costo, come pure emerge dall'approfondimento condotto Oltremanica, di fumarne qualcuna di meno.
Alla fine, per concludere, sono i numeri, le cifre il vero giudice. Capace di ribaltare previsioni che si davano per ovvie e scontate.
Come per la fase di lockdown – che lasciava temere un plus di consumi di sigarette, cosa solo molto parzialmente avutasi – anche per quel che riguarda il post-mentolo, si assiste ad un dato che lascia spiazzati. Nessuna migrazione di massa verso le sigarette elettroniche – come si riteneva, stante la disponibilità in commercio di “liquidi” dal medesimo “aroma”; ma, invece, una permanenza nell'ambito delle sigarette al tabacco. Dato che era inatteso. O forse no.