Approfondimento sul periodo 2011-2019

I prodotti a tabacco riscaldato stanno contribuendo, in modo alquanto sensibile, ad abbattere il tasso dei fumatori.
Il dato è, in un certo senso, globale ma starebbe registrando picchi molto importanti in Giappone. Giappone che, come noto, resta comunque uno dei Paesi al mondo col maggior numero di aficionados delle bionde.

“Il calo dei tassi di fumo tra gli adulti in Giappone è sorprendentemente impressionante - così ha evidenziato Nancy Loucas, Direttore esecutivo della “Caphra” - Coalizione dei difensori della riduzione del danno del tabacco Asia-Pacifico - Ed è ancor più sorprendente constatare questo dato nel momento in cui ti rendi conto come questo calo si sia avuto semplicemente in virtù dell'introduzione dei cosiddetti “Htp” sul mercato nipponico”.

L'approfondimento è stato condotto da un team misto canadese-americano che, guidato dal professore David Sweanor, ha preso in esame l'andamento del mercato nel periodo 2011-2019 con particolare osservazione alla vendita delle sigarette.
Premesso come, a partire dalla fine del 2015, sul mercato nipponico abbiano fatto ingresso i cosiddetti prodotti a tabacco riscaldato, si è registrato come, già con riguardo al 2016, si sia registrato un calo nelle vendite delle sigarette tradizionali cinque volte più veloce rispetto al “trend” dei precedenti anni.
Una tendenza acceleratasi, quindi, immediatamente. Quasi a riprova di come i consumatori – in questo caso quelli giapponesi – stessero attendendo una soluzione, una alternativa più salutare alle bionde.

“Abbiamo assistito al più rapido declino nelle vendite di sigarette cui mai si era assistito, ad oggi, in uno qualsiasi dei principali mercati nazionali – così ha analizzato Sweanor - Un terzo del mercato delle sigarette è, di fatto, evaporato in un periodo di tempo notevolmente breve.
E ciò
– ha sottolineato l'esperto – lo si è registrato attraverso una misura non coercitiva. Alle persone che fumano sigarette veniva semplicemente fornita una valida alternativa".

Alternativa, libera scelta di poter accedere ad un dispositivo che sia meno dannoso.
Che in questo caso, come da oggetto dell'approfondimento scientifico, è stato un dispositivo a tabacco riscaldato. Ma che potrebbe essere, parimenti, la sigaretta elettronica.
Dare una opzione al consumatore e fare si che questa opzione non sia gravata da paletti normativi o gravàmi fiscali. Questo quanto chiedono i teorici del minor danno, questo è un diritto alla libertà che andrebbe riconosciuto al consumatore.  

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