"Troppi giovani usano sigarette elettronicha" 

Hulu, Instagram, Snapchat, TikTok, YouTube.
Sui social parte l'offensiva anti-svapo.
E' la crociata che viene lanciata dallo Stato del Maine, Usa.
A promuoverla il Maine Center for Disease Control and Prevention, Organo di controllo in tema di salute pubblica – corrispondente, in piccolo, del Cdc federale - nell'intento di spiegare ai più giovani i danni che sarebbero correlati all'uso dello svapo. Ciò alla luce dell'importante aumento che sarebbe stato riscontrato, presso gli studenti delle scuole superiori ma anche presso quelli delle Medie, nell'uso di tali tipologie di dispositivi.
Pertanto, da parte degli amministratori del Maine si è deciso di investire importanti risorse al fine di la lanciare l'iniziativa “Text to quit vaping", maxi campagna che punta a occupare gli spazi delle piattaforme più in voga tra i giovani e che si rivolge alle varie fasce di età con modalità e approcci distinti a seconda dell'età dell'interlocutore.
Non si sindaca, ovviamente, il provvedimento adottato. Del resto, gli stessi operatori del settore – quelli italiani, in primis - non fanno altro che sottolineare come le sigarette elettroniche non si debbano offrire ai giovani e, in generale, a quanti non sono fumatori.

Bensì tali dispositivi sono da offrirsi unicamente a coloro i quali, vero ed unico target del mercato, sono “schiavi” delle bionde e, quindi, alla ricerca di una soluzione per tentare di sottrarsi al vizio.
Null'altro facendosi, con ciò, che rilanciare e riproporre le teorie del minor danno.
Atteso, nonostante voci “tendenziose” di parte della scienza, come le e-cig aiutino effettivamente a smettere di fumare.
Piuttosto, detto come sia cosa buona e giusta non proporre fumo artificiale a chi è ancora “vergine” da sigarette ed elettroniche, si sottolinea anche come tale messaggio non debba degenerare in un bando totale della sigaretta elettronica.
Che potrebbe essere il messaggio recondito di tali “spot”.
Che si potrebbero mascherare del condivisibile intento di tutelare i giovani ma, in realtà, potrebbero contenere l'altro – assolutamente sleale - di fare pubblicità contro il settore dello svapo.
In quanto tale, a prescindere dall'età del consumatore.