Protagonista Hishammuddin Hussein, delegato agli Affari esteri del Governo della Malaysia



Furbo, rapido. Scaltro. E, soprattutto, svapatore.
E' divenuto un caso di Stato l'episodio di cui è stato protagonista un Ministro del Governo della Malaysia. Che, incredibile ma vero, durante una seduta del Parlamento è stato pizzicato mentre si dedicava alla sua amata sigaretta elettronica.
Il problema qual'è? Molto semplicemente, il problema vive nel fatto che nello Stato asiatico viga una delle normative tra le più stringenti in tema di fumo e svapo.
Da quelle parti, infatti, la legge prevede che all'interno dei locali pubblici non si possa né fumare né svapare.
Pena? Fino a due anni di detenzione e 2.100 euro di multa.
E, passi pure la “multa”, passare un paio di annetti in gattabuia per una innocente svapata, invece, suona come misura decisamente esagerata.

L'eroe del giorno è Hishammuddin Hussein, Ministro, come detto, una delle figure apicali del Governo della Malaysia.
Le immagini lo hanno ripreso in modo assolutamente impietoso ed inequivocabile.
Mascherina chirurgica anti-Covid al volto – dispositivo che protegge dal virus e, mai come in questo caso, anche da occhi indiscreti – Hussein, che in seno all'Esecutivo riveste la delega degli Affari esteri, ha agito come il migliore dei Fantozzi.
Quel Fantozzi che, lo ricordiamo tutti, segregato in una clinica, veniva messo alla prova dal medico-dietologo che, ponendogli al suo cospetto un piatto di polpette, ne voleva saggiare la resistenza e la forza di volontà.
E come Fantozzi sgraffignava, ogni tanto, qualche polpetta – tentando di non farsi pizzicare dal medico – così il Ministro malaysiano, tra un intervento e l'altro, si concedeva una svapata, sotto banco, sperando che nessuno lo beccasse.
Ed invece no. L'occhio dei fotografi lo hanno impallinato mentre era dedito al piacere svapatore. Di soppiatto.
Proprio in quella sede - il Parlamento - dove era nata la severa norma anti-svapo nazionale. Un vero e proprio schiaffo alle Istituzioni, per dirla breve.
Una volta individuato, però, il Ministro non ha potuto far altro che concedere pubbliche ed ufficiali scuse per evitare il rischio di qualche mesetto in cella.
E così è venuto il più classico dei “I promise to not do it again”. Ovvero, non lo faccio più.