Ma il Governo insiste con la legislazione anti-svapo

La sigaretta elettronica aiuta a smettere di fumare.
Il proibizionismo, sempre in fatto di sigarette elettroniche e liquidi, non fa altro che dare ossigeno al mercato del “nero”, del contrabbando, con conseguenti, potenziali rischi a carico della salute dell'uomo.
Sono questi i risultati di ricerca condotta in India su un campione di 3.000 vapers di otto città indiane.
Come noto, il Governo indiano – che pure ha uno dei tassi di fumatori tra i più alti al mondo – ha recentemente introdotto una legislazione ancora più stringente in fatto di sigarette elettroniche.
Una legislazione che, di fatto, ha reso lo svapo vietato nel suo commercio, nella sua produzione ed, ancora, nei relativi trasporto, stoccaggio e pubblicità.
Una “stretta” probabilmente troppo affrettata se è vero che la sigaretta elettronica aveva aiutato, come da risultanze della medesima ricerca, non pochi fumatori indiani a dire addio alle “classiche”.
"Un totale di 3000 vapers (81,4% maschi e 18,6% femmine con età media 29 anni) – hanno rivelato gli autori della ricerca - hanno partecipato allo studio. 
La stragrande maggioranza di coloro i quali sono stati interpellati ha riferito di aver smesso di fumare (nella misura del 30 percentuale) o di avere ridotto il consumo di sigarette (41,3%) proprio grazie all'aiuto delle sigarette elettroniche”. 

Allo stesso tempo, coloro i quali sono transitati dalle bionde allo svapo hanno riferito di avere riportato effetti collaterali minimi nonchè benefici per la salute”.
Alla luce di questi riscontri, quindi, è stata accolta non con immenso entusiasmo, in parte della opinione pubblica indiana, la decisione di porre paletti al settore vaping.
Stesso gli ambienti medici indiani si sono espressi con perplessità rispetto alle scelte governative.
"Sono disponibili dati del Regno Unito, frutto di apposite ricerche, che testimoniano come le sigarette elettroniche siano dispositivi utili a smettere di fumare.
Circostanza – spiega Bharat Gopal, pneumologo senior e Direttore del National Chest Center di Delhi - di cui il Governo ha tenuto conto.
Gli studi indiani avrebbero dovuto essere tenuti in considerazione dal Governo e dalle organizzazioni sanitarie".
Ed, invece, il Governo indiano, sordo ad un invito a maggior prudenza da parte del mondo della medicina ha inasprito le norme sullo svapo.
E, ora, il rischio di un ritorno al passato – dove passato fa rima con sigarette – è davvero alto.
Intanto, la indisponibilità di mercato ufficiale sta dando impulso a quello parallelo del contrabbando.
Con il rischio altissimo di immettere in circolo prodotti dallo scarso controllo e dall'alta percentuale di nocività