Vietato fumare mentre si è sul luogo di lavoro. Anche quando si opera in regime di “smart working”.
E' questa la particolare disposizione che è venuta dai Comuni di Hammersmith e Fulham.
Come riporta il Telegraph, in particolare, i Consigli comunali dei due Municipi, siti nella zona est di Londra, avrebbero ribadito il divieto assoluto, gravante anche in capo agli impiegati, di fumare all'interno della sede comunale durante l'orario lavorativo.
Ma il divieto si estende anche all'abitazione del lavoratore allorquando il dipendente dovesse operare in regime di smart working, opzione che se prima si poneva come eccezionalità oggi, ai tempi del Covid, è divenuta prassi anche in terra d'Oltremanica.
Ebbene, negli orari di lavoro il lavoratore, appunto, dovrà considerare la sua casa come una estensione dell'ufficio al cui interno, quindi, andranno a ricadere i divieti in essere nella sede di impiego tradizionale.
E, pertanto, se alla scrivania di ufficio non si può concedersi una sigaretta, se nei corridoi o negli altri ambienti non lo si può fare, ebbene, medesimo concetto deve essere applicato anche al proprio domicilio.
Una vera e propria crociata morale per una previsione che, ovviamente, ha tutto il sapore di essere una prescrizione teorica.
Perchè se la norma è norma e, in quanto tale, merita rispetto ed osservanza a prescindere dal timore di una sanzione, scommettiamo anche come siano pochi i dipendenti in smart working a provare “timore” per tale “veto”. Ben consapevoli di come possa essere poco probabile che, mentre si sia alla propria scrivania di casa, possa irrompere il datore di lavoro, con un blitz, a sanzionare il trasgressore...
Ovviamente la circostanza ha suscitato la protesta degli aficionados delle bionde che hanno individuato in questa una limitazione un po' troppo stringente al “diritto ad una innocente fumata”.
Tuttavia, in terra londinese l'atteggiamento di stretta sul fumo è pratica molto diffusa.
Il report condotto, infatti, indica che dei 147 Consigli municipali che formano la capitale britannica, appena dieci consentono ai propri lavoratori di fare pause sigaretta. 
Una cinquantina di essi proibiscono anche le sigarette elettroniche