Segnali incoraggianti, in Giappone, in chiave anti-fumo.
Questo, quanto meno, ciò che emerge da sondaggio condotto nella terra dei Samurai per iniziativa del locale Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare.
Ebbene, l'analisi statistica che viene condotta con cadenza triennale sulla popolazione nipponica ha palesato, come detto, risultati incoraggianti rispetto al precedente rilievo che “fotografava”, invece, la situazione all'anno 2016.
Ebbene, per la prima volta - anno di riferimento il 2019 - la percentuale dei giapponesi uomini fumatori è scesa al di sotto della soglia del 30 percentuale. 
In particolare al 28,8 percentuale con un calo, rispetto al precedente prelievo, del 2,3.
Il tasso di fumo femminile, invece, è calato, ma in modo più modesto, di 0,7 punti assestandosi all'8,8%.

Per il resto, i risultati dell'indagine del Ministero della Salute hanno palesato come la fascia dei 40enni fosse quella a maggiore incidenza con dati per uomini e donne, rispettivamente, del 37,6% e dl 13,4%. I miglioramenti più incisivi, invece, in termini di minor tasso di utilizzatori delle sigarette classiche, sono quelli che si sono registrati nella categoria dei 20enni: in questa fetta anagrafica, i fumatori risultavano essere, con riguardo all'anno 2019, nella misura del 4,1% inferiori rispetto al rilievo di tre anni prima e, per la precisione, assestati al 27%:
Tra le ventenni, invece, il calo era stato dell'1,9. Ebbene, quale è stato – se vi è stato – il fattore che ha prodotto siffatto miglioramento?

Secondo una ulteriore ricerca, in tal senso sarebbe stata determinante l'introduzione sul mercato nipponico dei cosiddetti “Htp”, ovvero i prodotti a tabacco riscaldato.
Sarebbero stati tali dispositivi ad avere inciso sulla flessione dei consumi delle classiche.
"Il calo del tasso di fumo tra gli adulti in Giappone è sorprendente ed impressionante - ha evidenziato Nancy Loucas, Direttore esecutivo della Coalition of Asia-Pacific Tobacco Harm Reduction Advocates – laddove si consideri come tale “spostamento” delle percentuali si sia avuto in modo alquanto rapido solo attraverso l'introduzione degli Htp”

Ma non è tutto. E' anche vero che in Giappone si sta rafforzando la legge in tema di antifumo.
Fumare, ad esempio, è divenuto finalmente vietato nei ristoranti e nei bar.
Il disco rosso, per la precisione, si è acceso dal 1 aprile dello scorso anno.
Ciò significa come, fino a quella data, fosse ancora consentito fumare liberamente, tra una portata ed un altra, nonostante si fosse in un luogo pubblico al chiuso.
Laddove è evidente come, rispetto a questo profilo, la legislazione italiana abbia giocato con un anticipo pari a quasi 17 anni.
La “ratio” del divieto, che non tocca l'ambito delle sigarette elettroniche, è quella di “proteggere coloro che vogliono evitare di essere esposti al fumo di tabacco passivo".
L'iniziativa normativa, tuttavia - viene specificato - non si applica a particolari tipologie di stabilimenti quali i cosiddetti cigar bar. Si tratta di locali che vendono tabacco ma che consentono anche di consumare cibi e bevande.