La sigaretta elettronica come strumento e strategia da inserire in un programma europeo di prevenzione del cancro.
E' questo la importante chiave di lettura – e, allo stesso tempo, l'ambizione - attorno la quale ruota ricerca posta in essere da un team di scienziati capitanati dal professore Heino Stöver dell'Istituto per la ricerca sulle dipendenze presso l'Università di Scienze applicate di Francoforte.
L'approfondimento scaturisce da un dato scientificamente inattaccabile e che dice come in Europa, ogni anno, tre milioni di persone muoiano per effetto del cancro.
Tra le patologie oncologiche, quella legata al polmone gioca un ruolo importante, ancor di più perchè circa il 90% dei cancri polmonari siano da ricondurre al fumo di sigaretta.
In tale quadro, si inserisce la ricerca tedesca che mira a comprendere la portata del fenomeno fumo in Germania e quello legato alla riduzione del danno.
“Abbiamo discusso dello status quo in Germania e abbiamo scoperto come l'attuale livello di conoscenza dei consumatori rispetto alle alternative meno dannose del tabacco (ad esempio sigarette elettroniche, prodotti a base di nicotina senza tabacco) sia insufficiente, e come questa scarsa conoscenza fosse tanto maggiore soprattutto tra i fumatori”.

Così Heino Stöver. Che ha proseguito
“Inoltre, con la nostra ricerca abbiamo confutato la effettiva fondatezza di “credenze”, quali quella secondo la quale le ipotetiche conseguenze a lungo termine della sigaretta elettronica non siano attualmente prevedibili o l'altra in base alla quale le stesse possano rappresentare, per così dire, un prodotto particolarmente attrattivo per i giovani e i per non fumatori. 
Ebbene, i risultati della ricerca disponibili – spiega ancora il ricercatore tedesco - non indicano alcun aumento specifico tra i giovani e i non fumatori nell'uso dello svapo e mostrano, allo stesso tempo, come, secondo l'attuale valutazione del rischio, le sigarette elettroniche siano meno dannose del fumo".
Una ricerca le cui conclusioni, quindi, “smontano” quelli che sono i principali capi di accusa che gli anti-svapo muovono al settore delle sigarette elettroniche.

“È con rammarico che notiamo – annotano gli autori della ricerca - come la strategia di riduzione del danno attualmente non sia sufficientemente presa in considerazione nel dibattito. Tuttavia, sulla base delle informazioni disponibili, riteniamo come la riduzione del danno possa effettivamente svolgere un ruolo importante nella lotta contro il cancro poiché è stato dimostrato che aiuti nel processo di smokuing cessation. Pertanto – viene concluso - rimaniamo impegnati a promuovere che la riduzione del danno possa essere inclusa nel Piano europeo per combattere il cancro".