Dal Parlamento britannico viene l'appello a mantenere aperti ed operativi i negozi di sigarette elettroniche durante la corrente fase di lockdown.
Fase che, scattata per contrastare la diffusione epidemica, si protrarrà, salvo proroghe, fino alla data del 2 Dicembre.
In tal senso una specifica iniziativa da parte di Mark Pawsey, esponente del partito conservatore.
In Inghilterra, come noto, a fronte del significativo boom di contagi, si è optato di adottare una restrizione maggiormente radicale rispetto alla strategia delle chiusure locali fino ad ora adottata dal Governo Johnson.
Le scuole e le Università, in particolare, sono state lasciate aperte consentendosi, tuttavia, la apertura al pubblico esclusivamente di esercizi essenziali.
Un novero che, ovviamente, non include pub e ristoranti.
E, come visto, neppure quelle attività che fanno vendita di sigarette elettroniche e di tutti gli altri annessi e connessi dello svapo.
Un orientamento che, invece, è diverso da quello italiano che, anche nelle regioni “rosse”, ha inserito gli esercizi del “vaping” tra quelli che resteranno sempre aperti.
Pawsey, tornando alle questioni inglesi, a capo di una cordata di parlamentari, ha chiesto di rivedere queste restrizioni.
“La sigaretta elettronica – ha osservato lo stesso – gioca un ruolo fondamentale nel percorso di cessazione del fumo, anche in misura maggiore rispetto alla terapia sostitutiva della nicotina.
Alla luce di tutto ciò, quindi, sarebbe ragionevole ed opportuno riconoscere lo “status” di “essenziale” anche agli esercizi che propongono al pubblico sigarette elettroniche”.
Pawsey ha quindi proseguito “I rivenditori del settore non si limitano esclusivamente a vendere un “pezzo” ma forniscono anche la necessaria consulenza e quel supporto che solo gli esperti possono fornire.
E' nostro dovere supportare questo settore – evidenzia ulteriormente l'esponente del Partito Conservatore - e tutti coloro che vi si stanno rivolgendo, facendo in modo tale che i negozi possano restare aperti".
Drastica, invece, in una prospettiva maggiormente economica, la previsione di Doug Mutter, Direttore della produzione di “Vpz”.
Secondo il manager, infatti, qualora il Governo non dovesse concedere lo status di essenziale al settore svapo, quest'ultimo rischierebbe di perdere almeno il 40 percentuale di clientela