Una "news" che avrà, per i complottisti dello svapo, l'effetto dirompente di un pugno nello stomaco. 

Udite, udite: la sigaretta elettronica, in una netta maggioranza dei casi, è utilizzata da ex fumatori.

Lo confermano le conclusioni di studio “YouGov”, approfondimento commissionato da “Action on Smoking and Health”, Organizzazione inglese da sempre impegnata in attività di contrasto al fenomeno tabagismo. Ebbene, si diceva, la ricerca ha potuto concludere come appena il 2% degli svapatori "sondati" non avesse avuto precedente alcuno con il fumo.
Ovvero: appena due persone su 100 hanno approcciato la sigaretta elettronica come loro prima “esperienza”.
Una maggioranza schiacciante degli utilizzatori di e-cig, invece, ammontante ad oltre il 98 percentuale, ha un pregresso nella sigaretta classica.
Qualcuno potendosi inquadrare ancora in una dimensione di “duale”, qualcun altro avendo già superato questa fase e potendosi fregiare, a pieno titolo, dei "gradi" di ex tabagista.

Ebbene, tutto quanto premesso, per dire cosa?
Per dire che la sigaretta elettronica si pone in una fase successiva al fumo, quale strumento di smoking cessation e non già come porta d’ingresso al mondo del tabagismo.
La sigaretta elettronica, ancora, per cercare un miglioramento alle proprie condizioni di salute.

E’ questa la ragione-principe che ha condotto, infatti, il 60 percentuale di quanti raggiunti dal sondaggio “YouGov” – come da loro stesse dichiarazioni – ad abbracciare la e-cig, ben consci di come il danno da prodotti da svapo potesse essere significativamente più basso rispetto a quello delle “bionde”.
Nessun effetto “gateway”, per dirla breve.
Tutt’altro.
La e-cig dopo la sigaretta, non prima di essa.

La sigaretta elettronica, pertanto, alla luce di tutto quanto detto, non funge da corsia preferenziale in rotta verso le bionde: questo il teorema che si ricava dalla ricerca inglese.
E che, quindi, va a smantellare il grande “j’accuse” che viene mosso dal partito degli anti-svapo.
Un “j’accuse” che indica nella e-cig uno step pre-fumo, pre-vizio.
Sulla base di questa falsa credenza, essendosi giustificata l’adozione di provvedimenti restrittivi, in ispecie negli Usa, come quelli che hanno portato alle limitazioni commerciali in capo ai liquidi dai sapori “alternativi”, ritenuti come motivo di tentazione per i più giovani.
Confusione artatamente creata da chi vuol far credere che la soluzione sia il problema.