Ricordate Beverly Hills 90210, la fortunata serie americana – ambientata nella città californiana popolata dai vari Dylan, Brendon e Brenda?
Ebbene, “Beverly Hills” non resterà negli annali esclusivamente per i suoi panorama in bikini e per quella “pellicola” vintage anni Novanta.
Ma anche per un suo primato tutto in chiave anti-fumo ed anti-svapo.
Ebbene si, perchè la città della Contea di Los Angeles è, unitamente a Manhattan Beach, pure essa in California, la prima città dell'Occidente del mondo a porre divieto assoluto di vendita di prodotti a base di fumo e di svapo.
Ebbene si. Presso le attività commerciali delle due città non potrà, infatti, farsi vendita né di sigarette, nè di alcun tipologia di prodotto a base di tabacco. Né, ancora, di prodotti da svapo, compresi i liquidi.
Nulla di nulla.
L’idea, in quel di Beverly Hills, era già in valutazione da qualche tempo e, solo ora, più precisamente a partire dal 1 Gennaio 2021, si è sostanziata in una ordinanza pienamente operativa.
Ai titolari delle attività interessate, ampiamente preavvisati, è stato dato significativo margine per smaltire il materiale in giacenza negli scaffali e nei magazzini.
Dal primo giorno dell’anno appena iniziato, però, come detto, non saranno consentite deroghe.
Ovviamente, il divieto riguarda solo la commercializzazione e non il consumo: sulle spiagge e tra le strade di Beverly Hills si potrà continuare tranquillamente a fumare e/o svapare: l’unico problema risiede nel fatto che tali prodotti ce li si dovrà procacciare, necessariamente, fuori città.
Il papà dell’iniziativa, in quel di Beverly Hills, è l’ex Primo Cittadino John Mirisch, anche tra i fondatori di Action on Smoking & Health, sodalizio che, dal 1971, anno della sua costituzione, opera in chiave di sensibilizzazione anti fumo.

IL RISCHIO DI DARE UN ASSIST AL CONTRABBANDO

“Se domani – sottolinea Mirisch – dovesse emergere nuovi prodotti tali da creare dipendenza e provocare morte, ovviamente ne vieteremmo la vendita. 
Probabilmente –
 la chiusura – accuseremmo anche le persone che lo hanno commercializzato di omicidio colposo”.
Sarebbe tutto plausibile se non fosse per qualche valutazione.
Su tutte quella connessa al fatto che il proibizionismo esasperato, come in questo caso, così estremo ed ortodosso, non potrà far altro che dare forza al mercato nero ed al contrabbando.
Sono i libri di storia degli Stati Uniti d'America, in particolare, ad insegnarlo. Così fu con l'alcol, ad esempio. La stretta che si ebbe, sempre in Usa, ai principi del secolo Novecento, con le severe restrizioni imposte sui consumi, non fecero altro che consentire lo sviluppo di un florido mercato illegale parallelo.
E tutto questo non ha fatto altro e non potrà far altro che recare danno alle casse statali ed all’economia ufficiale, per intendersi. Nonchè alla pubblica salute per l’inevitabile ingresso nelle case, tramite il traffico illecito, di prodotti che non sono controllati e che non sono sottoposti ai necessari protocolli di sicurezza.