Le sigarette al mentolo sono il prodotto a base di tabacco preferito in modo schiacciante dagli afroamericani.
E, in quanto tali, rappresentano la tipologia di prodotto che pretenderebbe, con riguardo al territorio degli Usa, una maggiore regolamentazione.
In questa direzione la riflessione di Cristine Delnevo, Direttrice del Center for Tobacco Studies, e del professor Ollie Ganz, Ricercatore di Salute pubblica presso il “Department of Health Behaviour, Society and Policy”.
I due ricercatori, nello specifico, hanno sottolineato, nel corpo di un approfondimento redatto a quattro mani, come un divieto in capo alle sigarette a mentolo sia da considerarsi“essenziale per la protezione dei giovani e, in particolare, di quelli afroamericani”.
Ad essere richiesto un giro di vite su questa fattispecie sebbene, come viene chiarito, non si pensa che le bionde al mentolo siano portatrici di sostanze di specifica pericolosità.
“Una sigaretta al mentolo – ragionano, in merito, Delnevo e Ganz – non è intrinsecamente più o meno pericolosa di una sigaretta senza mentolo.
Ma se il mentolo rende più facile iniziare a fumare e più difficile smettere, allora questo finisce per comportare maggiori rischi per la salute dal momento che più a lungo si fuma, maggiori sono i rischi a carico della salute”.

Non, quindi, una maggiore nocività della sigaretta a gusto menta in sé stessa quanto, piuttosto, un suo maggiore “appeal” presso il popolo dei fumatori.
E maggior appeal vuol dire inevitabilmente un maggior tasso di fumo quotidiano ed un maggior numero di anni di vizio.
E a buscarsene le conseguenze, appunto, proprio la nutrita Comunità afro presso la quale la bionda mentolata trova una ampissima diffusione.
Un rapporto di fidelizzazione alquanto forte che tiene botta alla flessione fisiologica che si sta avendo nel mercato dei tabacchi.

E la prova madre di ciò vive nelle cifre: se è vero che il consumo di sigarette, infatti, è globalmente scemato negli Stati Uniti d’America nell'ordine del 46 percentuale tra il 2000 ed il 2018, ben l’85% di siffatto calo è da ricondursi alle sigarette prive di mentolo.
Estremamente più bassa, invece, la flessione per quel che riguarda le sigarette alla menta il cui mercato, quindi, continua sostanzialmente a "tenere".
Delnevo e Ganz, quanto a loro, puntano il dito contro la Food and Drug Administration – Organo di controllo sanitario Usa – che avrebbe un atteggiamento troppo soft rispetto a tale tipologia di prodotto da fumo tollerando, di fatto, il marketing aggressivo che le grosse compagnie produttrici hanno cucito addosso alla Comunità “afro”.
Il presidente dell’American Medical Association, Susan R. Bailey, nonché Action on Smoking & Health e African American Tobacco Control Leadership Council hanno citato in Giudizio proprio la Fda per non aver posto in essere, appunto, una specifica regolamentazione.
“Sebbene gli afroamericani di solito fumino meno sigarette e inizino a fumare in età avanzata – ha affermato la Bailey – hanno maggiori probabilità dei bianchi di morire per malattie legate al fumo come malattie cardiache e ictus “.
Ironia della sorte, come detto, se la Fda americana mantiene – da una parte – una certa morbidezza sulle sigarette al mentolo, la stessa, invece, non mostra uguale dolcezza per quel che concerne i prodotti di svapo aromatizzati.
Aromi, quindi, da “punire” o da tollerare ad orologeria.