Attila Danko, medico australiano direttore della New Nicotine Alliance Australia, ha inziato a fumare ad 11 anni e pensava di non smettere mai ma grazie alle sigarette elettroniche oggi ha smesso.

Dopo quasi un anno di indagini, un rapporto parlamentare lungamente atteso sulla legalizzazione delle sigarette elettroniche ha prodotto  un barlume di speranza per le imprese di svapo in Australia. Ma il Dott. Attila Danko ci spiega da cosa nasce illegalità delle E-cig.

Il problema sta nel fatto che in Australia, uno dei paesi attivisti nella lotta contro il fumo, la sigaretta elettronica è illegale. L'articolo di sfogo apparso sul sito web Vaping360  spiega l'attuale situazione australiana in merito alle sigarette elettronica e alla lotta del paese contro il tabagismo.Ripercorrendo gli anni che vanno dal 2012 al 2014, dove i dispositivi cominciavano ad essere di buona qualità ed avere prezzi accessibili, i medico australiano ricorda come nacquero le prime comunità di ex fumatori che avevano smesso grazie all'ausilio dell'ecig.

Fino a quel momento i protagonisti del mondo del tabagismo erano essenzialmente due - spiega Danko -  da un parte le grande compagnie del tabacco e dall'altra i sostenitori della salute pubblica a cui non si pensava nemmeno potesse aggiungersi un terzo soggetto " la sigaretta elettronica".

Le compagnie del tabacco stavano iniziando a essere davvero minacciate e hanno visto precipitare le loro vendite. Anche le vendite di sostituti della nicotina di Big Pharma sono state minacciate. Anche le associazioni di controllo del tabacco sono state minacciate. Insomma la sigaretta elettronica ha portato scompiglio nel settore del fumo facendo la sua comparsa fino ad avere un successo mondiale offrendo prodotti sempre più innovativi e per ogni esigenza.

Con l'arrivo della sigaretta elettronica in Australia, un gran numero di associazioni come la NNA (New Nicotine Alliance) guidata dal Dr. Attila Danko, volevano allearsi con associazioni di lotta contro il fumo, vedendo in questo prodotto rivoluzionario, una vera opportunità per combattere per la salute pubblica del proprio paese. Il dottore spiega che, secondo lui " insieme, vapers, governo e associazioni nella lotta per la salute pubblica, molto probabilmente avrebbero reso i prodotti del Big Tobacco obsoleti al punto di mandare in bancarotta le aziende ". Ma - continua Danko: 

"L' odio li ha accecati. Come i conservatori religiosi che odiano i preservativi perché permettono alle persone di godere di un comportamento "immorale" , le associazioni di lotta contro il tabacco odiavano il vaping perché ha permesso alle persone di godere della nicotina utilizzando un comportamento simile al fumare ma senza conseguenze. E le associazioni australiane considerano l'uso della nicotina un comportamento profondamente immorale. Come parte di questa ideologia, è preferibile che le persone fumino piuttosto che svapare perché saranno punite - condizione morale - con la morte o la malattia. 

Attila Danko spiega che la sede di questa ideologia completamente obsoleta non è altro che l'Australia, un paese in cui il fumo è del tutto legale e facilmente accessibile, mentre la sigaretta elettronica è percepita come una piaga essenzialmente proibita e le cui sanzioni sostenute per il suo uso, spesso superano quelle per l'uso di droghe come l'eroina. 

"È stata quindi lanciata una massiccia campagna anti-vaping, con più zelo e più denaro di quello che avevamo visto negli sforzi anti-fumo che l'hanno preceduta. Il finanziamento della ricerca era disponibile per gli studi che cercano deliberatamente di trovare i possibili danni causati dal vaping, mentre i ricercatori che desiderano mettere in evidenza i suoi benefici, non hanno avuto fondi assegnati. I media e l'impatto politico hanno assicurato un rifornimento costante di storie spaventose circa l'esplosione di sigarette elettroniche - ad esempio - e le emissioni chimiche presumibilmente pericolose. Per loro, la lotta contro Big Tobacco era più importante della vita dei fumatori e delle loro famiglie. "